
La melissa è una delle piante aromatiche e officinali più note per il suo caratteristico profumo di limone e le sue proprietà rilassanti, antispasmodiche e carminative. Il suo nome botanico, melissa officinalis, deriva dal greco, che significa “ape” e che a sua volta ha origine da “meli”, ovvero miele, indicando “colei che produce il miele”: questo perché storicamente la pianta è conosciuta anche per essere una specie vegetale impollinatrice, attirando gli insetti grazie all’alta disponibilità di nettare e garantendone il nutrimento. Spesso la melissa viene chiamata erba cedrina, erba limona, cedronella, ma non bisogna confonderla con la citronella (Cymbopogon in latino), detta anche lemongrass: entrambe condividono i sentori agrumati, ma appartengono a due famiglie botaniche completamente diverse, in quanto la citronella fa parte delle Poacee o Graminacee, mentre la melissa delle Lamiacee, come la maggior parte delle erbe aromatiche che si utilizzano sia in cucina, sia per le loro virtù curative, dal basilico alla menta, passando per timo, rosmarino, salvia, maggiorana, santoreggia per citare le più popolari.
La melissa è largamente diffusa in tutta l'area del Mediterraneo, prediligendo i luoghi freschi e ombrosi (come i boschi di montagna, dove cresce rigogliosa) rispetto a quelli asciutti esposti a una cocente luce solare: è una pianta perenne, rustica, alta tra i 40 e gli 80 cm, con foglie cuoriformi di colore verde scuro brillante, leggermente pelose e fiori piccoli e bianchi, che fioriscono da maggio ad agosto. Si coltiva negli orti e nei giardini, oltre che in vaso sul balcone; può crescere spontaneamente, ma non si tratta della cosiddetta melissa selvatica o melissa romana (Melissa officinalis L. subsp. altissima (Sm.) Arcang.), una sottospecie comune dalle dimensioni maggiori, riconoscibile soprattutto per le foglie di colore più chiaro, dalla peluria più evidente, i bordi meno dentati e un profumo poco intenso.
Proprietà e benefici della melissa
Già gli Arabi, i Greci e i Romani consideravano la melissa una pianta preziosa, impiegata per aromatizzare bevande o in veste di rimedio naturale e in seguito è entrata a far parte della tradizione erboristica dei monasteri, tanto che uno dei preparati più celebri, l’Acqua di melissa, è stato messo a punto dai frati carmelitani nel ‘700 e ancora oggi è conosciuto per la sua azione tonica e calmante. Le sue foglie vengono impiegate soprattutto in infusi e tisane perché aiutano a contrastare la tensione nervosa, gli stati di agitazione e lievi difficoltà del sonno. Allo stesso tempo, la melissa è apprezzata anche per l’azione digestiva e antispastica, merito della presenza di oli essenziali, flavonoidi, polifenoli e acidi fenolici largamente studiati scientificamente, reperibili anche sotto forma di integratore in capsule, compresse o gocce. I principali benefici sono:
1. Rilassante naturale
La melissa è famosa soprattutto per la sua azione calmante. Può contribuire al rilassamento in caso di stress lieve e tensione nervosa; alcuni sintomi somatici associati allo stress possono migliorare indirettamente.. Agendo sul sistema nervoso centrale, è utile anche come sedativo per la tosse.
2. Supporto al sonno
Grazie alle sue proprietà distensive può contribuire al rilassamento serale e accompagnare il riposo notturno. Per questo viene spesso associata ad altre piante come camomilla, passiflora o valeriana nelle tisane della “buonanotte”.
3. Aiuto per la digestione
Si tratta di una pianta impiegata per favorire la digestione quando è lenta, come trattamento contro il gonfiore addominale e per diminuire la sensazione di pesantezza. Il suo effetto carminativo, infatti, aiuta a ridurre la formazione di gas intestinali.
4. Azione antispastica
Può contribuire a rilassare la muscolatura liscia dell’apparato gastrointestinale, risultando un alleato in presenza di crampi, tensioni addominali o disturbi digestivi legati allo stress.

5. Attività antimicrobica
La melissa possiede proprietà antivirali, antibatteriche e antifungine, contrastando per esempio le infezioni labiali da herpes simplex, come indicato dall’Istituto Humanitas.
6. Proprietà antiossidanti
La pianta rappresenta una ricca fonte di antiossidanti, in particolare quelli appartenenti al gruppo dei composti fenolici e componenti degli oli essenziali come citronellolo e nerale. Questo vuol dire che può diventare un alleato nel contrasto dell’invecchiamento cellulare, combattendo i radicali liberi, che influenzano la comparsa di patologie legate all’apparato cardiovascolare e le infiammazioni.
Controindicazioni della melissa
Nonostante sia considerata una pianta generalmente sicura, la melissa presenta alcune possibili controindicazioni, soprattutto in caso di consumo eccessivo o di utilizzo prolungato. Le sue proprietà rilassanti, infatti, possono amplificare l’effetto di farmaci sedativi o ansiolitici, motivo per cui è consigliabile chiedere il parere del medico in caso di terapie specifiche. Anche chi soffre di disturbi della tiroide (ipotiroidismo) dovrebbe prestare attenzione: la melissa potrebbe interferire con la funzionalità tiroidea o con farmaci utilizzati per trattarla, ed è quindi sconsigliata anche in gravidanza e durante l’allattamento. Infine, in alcune persone particolarmente sensibili possono comparire effetti indesiderati come sonnolenza, mal di testa o disturbi gastrointestinali, in particolare se assunta come infuso o in bevande aromatizzate.

Come si usa in cucina
Dal punto di vista alimentare, la melissa si tratta come una comune erba aromatica: per destinazione d’uso, potremmo paragonarla alla menta, che dà il meglio di sé a crudo e lontana dal calore (non è termoresistente), che ne fa degradare i principi attivi e, di conseguenza, le qualità organolettiche. A essere protagoniste sono le foglie, grazie al loro profumo di limone, delicato e floreale, che si sprigiona quando strofinate: possono essere aggiunte nelle insalate (si abbinano bene ai formaggi d’alpeggio ovini e caprini, freschi e stagionati), nei carpacci di carne, di pesce e di verdure, nelle macedonie, oppure in veste di infuso o di sciroppo nei sorbetti, nei gelati e nelle creme.

L’utilizzo più popolare resta quello che la vede impiegata in tisane rilassanti, magari insieme a camomilla, tiglio, lavanda e verbena: basta lasciare le foglie fresche sminuzzate (o essiccate, come quelle delle bustine già pronte) in infusione in acqua calda (ma non arrivata a bollire) per alcuni minuti e poi filtrarle con un colino. Con la melissa, inoltre, si preparano anche liquori digestivi da sorseggiare dopo i pasti e si aromatizzano bevande rinfrescanti e cocktail perfetti per la bella stagione.