Il piatto con cui Maria Teresa ha vinto la Mystery Box
in foto: Il piatto con cui Maria Teresa ha vinto la Mystery Box

Una puntata scoppiettante che parte all'insegna dei migliori auspici: perché nelle piccole cose sta il segreto della felicità. Sono appunto le piccole cose – o meglio i piccoli alimenti – i protagonisti della Mystery Box: piccoli e per di più sconosciuti ai più. Dalle telline ai moscardini fragolini, dalle melanzane perlina baby alle lumachine di terra, passando per i mini pâtisson gialle, i cucamelons, lo yuco delle Ande (o patata nativa), le cosce di pernice, le uova di quaglia e la "lacrima rossa" del Perù (mini peperone amazzonico). L'obiettivo è proporre un piatto in 45 minuti che sia buono ma anche bello: tutti fanno un bel lavoro, ma a spuntarla sono Fabio, Nicolò, Francesca e Maria Teresa. Sì, quattro concorrenti e non tre come al solito, dati i risultati: è proprio Maria Teresa, l'ultima ad essere stata chiamata, a vincere la prova, con "Pernice al Sole".

L'Invention Test con i 4 frigoriferi dei giudici

Maria Teresa deve scegliere tre frigoriferi, ciascuno appartenente a uno dei giudici, con gli ingredienti usano abitualmente a casa. Il frigo di chef Locatelli, a forma di cabina telefonica inglese, è un vero frigo fusion: contiene tofu, uova, pasta di acciughe, olive, zenzero, burro, parmigiano reggiano, salmone affumicato. Il frigo targato Cannavacciuolo è un un po' un omaggio alla Campania, ma con l'aggiunta di diversi prodotti del Nord: cime di rapa, limoni, arance, gorgonzola, sogliola, pomodori, carciofi e latte di avena. Nel frigorifero di chef Barbieri, a forma di baule a scacchi, tanti ingredienti raffinati: erba cipollina, brodo di verdura, vino bianco, cozze, fegato di vitello, burro, cipolle di Tropea e alga dulse.

E poi arriva il quarto frigo, quello dedicato agli chef ospiti ed ex conduttori: ognuno ha un alimento a rappresentarlo, cosa che rende il frigo un vero inferno. Lì i concorrenti trovano l’ananas di Bastianich, la camomilla di Heinz Beck, l’uovo di Carlo Cracco, il cacao amaro di Iginio Massari, la cicoria di Antonia Klugmann, il katsuobushi di Morimoto, la clorofilla di Leeman, i funghi enoki di Marco Pierre White: l'assegnazione va a Fabio, Antonio, Francesca e Marisa.

Dopo l'assaggio Maria Teresa trionfa di nuovo, portando a segno una doppietta con un piatto bello, buono e divertente: un carciofo ripieno di sogliola ripiena di pomodoro ripieno di gorgonzola e latte d'avena su salsa di cime di rapa. "Ho davanti un vero cuoco", il grande complimento Cannavacciuolo certo non la lascia indifferente. Tra i peggiori invece Domenico, Andrea e Luciano. Luciano si salva direttamente, Domenico viene eliminato per i troppi errori e Andrea viene mandato direttamente al Pressure Test con la brigata perdente in esterna.

L'esterna a Vico Equense

Una location d'eccezione in Costiera Amalfitana: è Vico Equense, un bellissimo borgo reso celebre dai suoi preziosi prodotti e dall'attivismo degli chef locali, fra cui il "re della Costiera", Gennaro Esposito, Due Stelle Michelin alla Torre del Saracino. È lui ad accogliere gli chef ed è sempre lui a portare chef Cannavacciuolo, nato proprio qui, a casa sua, dove le due mamme – quella di Esposito e quella di Cannavacciuolo – stanno cucinando per loro: probabilmente il momento più bello dell'esterna.

Gli aspiranti chef, suddivisi in due brigate, devono preparare dello street food, il cibo per eccellenza di Festa a Vico, l'evento che vede grandi chef stellati riuniti ogni anno in questo borgo all’insegna del buon cibo e della beneficienza: un appuntamento nato grazie a Gennaro Esposito che da 17 anni porta in Costiera tantissimi appassionati, chef internazionali e semplici curiosi. Le due brigate, titolari di due stand diversi, devono cucinare per l'esigente clientela di Vico la frittura o lo stufato, da proporre nei cuppetiell per la frittura e nelle pignatiell per le preparazioni stufate. Maria Teresa sceglie la frittura, diventando capitano dei grembiuli blu, e il capitano avversario, Anna Maria, che lei reputa "debole". Ogni brigata deve poi scegliere due membri che dovranno richiamare la clientela all’assaggio, sponsorizzando il proprio stand e le preparazioni: sono il napoletano Vincenzo per la brigata per la brigata blu e Luciano, il frizzante palermitano, per la rossa.

Mentre il pubblico si gode il siparietto fra le mamme degli chef e gli chef seduti a tavola, con tanto di bavaglio al collo (pasta e fagioli e arancini il menù casalingo, molto apprezzato dai due), gli chef lavorano con una certa dose di pressione. Al termine del servizio sono le barche di pescatori a decretare la vittoria Anna Maria, la sfavorita, e della squadra rossa, che si aggiudica la prova con un distacco di ben 60 punti su 80.

Il Pressure Test con le tapas di Lino Scarallo

A sorpresa al Pressure Test arrivano concorrenti davvero forti: la stessa Maria Teresa, ma anche Giada, Gianna, Nicolò, Francesca, Marisa e Vincenzo e Andrea. Il tema sono le tapas, piatti che racchiudono vere e proprie ricette gourmet in miniatura: l'ospite d'onore è Lino Scarallo, Una Stella Michelin a Palazzo Petrucci, Napoli, che propone le sue tapas di mare. I concorrenti non dovranno riprodurle, ma creare in 30 minuti delle originali tapas all'italiana con gli ingredienti che hanno a disposizione: spaghetti, passata di pomodoro, mozzarella di bufala, gamberi rossi, vongole, friarielli, calamari, acciughe, fesa di manzo, limone di Sorrento.

La prova per alcuni è un vero disastro, anche per concorrenti sempre impeccabili come Marina: è soprattutto il poco tempo a mettere in crisi gli aspiranti chef. Dopo gli assaggi solo Nicolò e Vincenzo guadagnano subito la balconata. Si salvano poi Francesca e Gianna, grazie alle preparazioni ricche di sapore e ai metodi di cottura originali utilizzati per creare le tapas, e infine Maria Teresa, per aver fatto meno errori degli altri due aspiranti. Sono Marisa e Andrea ad essere a rischio: è quest'ultimo ad andare via, a causa della sua inesperienza su tecniche di cottura e ingredienti. E a noi sembra giusto così.