
In Italia sedersi a tavola non è un semplice gesto quotidiano, ma un vero rito collettivo. D'altronde la nostra cucina, oltre a essere Patrimonio culturale immateriale dell'umanità, è un intreccio indissolubile di storia, identità e gusto. Per milioni di turisti che visitano il Belpaese l'esperienza gastronomica rappresenta il cuore del viaggio, ma non è sempre facile addentrarsi nella nostra tradizione e il rischio di "mischiare" culture è dietro l'angolo. Infatti, ci sono delle vere e proprie regole non scritte della tavola nostrana: la BBC, al riguardo, ha voluto creare un vademecum d'eccezione, mettendo in nero su bianco i comportamenti da rispettare per godere a pieno della vera cucina italiana.
Attraverso la firma della scrittrice Eva Sandoval, figlia di immigrati italiani negli Stati Uniti, nonché autrice di diversi articoli di galateo culinario e di guide turistiche del Sud Italia, l'emittente britannica ha promosso il rispetto per la nostra cultura; l'obiettivo, infatti, non è quello di dare un giudizio morale sui gusti e le usanze delle persone, ma soltanto constatare gli errori che rischiano di rovinare un piatto, o un momento, squisitamente italiano.
Manuale del bon ton italiano a tavola: le 7 regole della BBC
Ecco quali sono le "regole" che secondo la BBC andrebbero osservate quando un turista va a mangiare in un locale italiano.
1. Non prendere il cappuccino fuori orario
La BBC parte da una regola aurea: in Italia il cappuccino non si prende per accompagnare o concludere un pasto. "Non ordinate mai un cappuccino al ristorante, si gusta solo al bar durante la colazione", scrive l'emittente. Infatti, questa gustosa bevanda a base di caffè e latte montato a vapore è perfetta per iniziare la giornata, soprattutto se assaporato accanto a una brioche o a un fragrante croissant. È una ricetta tutta italiana, diventata così importante da essere elevata a simbolo del nostro Paese. Eva Sandoval chiosa affermando: "Quando gli italiani bevono caffè dopo il primo pasto della giornata, si tratta di espresso o macchiato".

2. Rispettare l'ordine delle portate
Un menu italiano è composto da antipasto, primo, secondo e contorni, dolce, caffè e amaro. E quest'ordine va recitato a memoria come se fosse una poesia. Questa sequenza, per quanto rigida, permette ai sapori di evolversi dai più leggeri ai più intensi, concludendo il pasto con un bicchierino di caffeina oppure un digestivo. È chiaro che una determinata portata può non piacere, ed è senz'altro possibile saltarne qualcuna, ma cambiare l'ordine rischia di scombussolare l'intera esperienza. Inoltre, "portare tutto insieme" scrive la BBC "è una richiesta alquanto insolita". Viene dedicato anche un piccolo focus sull'insalata mista, che non viene servita all'inizio ma è piuttosto un contorno che si mangia insieme al secondo piatto, spesso a base di carne. Con un lapidario "la pasta non è un contorno", si chiude la seconda regola.
3. Un vero "peccato capitale": mettere il formaggio sul pesce
Qui ci ritroviamo davanti a qualcosa che, possiamo ammettere, almeno una volta nella vita ci ha fatto alzare il sopracciglio: spolverare del formaggio sul pesce è qualcosa di davvero atipico per gusti degli italiani. Qui, infatti, è insolito mischiare mare e montagna; è, invece, preferibile considerarli tradizioni culinarie distinte. Si ritiene che i profili aromatici siano incompatibili, quindi un frutto di mare non può essere abbinato a un prodotto di montagna, come un formaggio oppure un salume. "Dopo un'insalata di mare, servite gli spaghetti alle vongole e una frittura di calamari, non fettuccine alla bolognese e maialino da latte". È vero che la nostra tradizione conosce portate in cui c'è un ottimo mix, come per esempio la pasta con cozze e pecorino, ma si tratta, tuttavia, di casi isolati e ricette consolidate. Generalmente, però, la tradizione tende a separare questi due mondi culinari.

4. Non inventare abbinamenti improbabili
Partendo dalla dovuta premessa che è doveroso menzionare allergie ed esigenze alimentari, chiedendo se un ingrediente può essere omesso, la BBC consiglia caldamente di non chiedere piatti "personalizzati". Alcuni ingredienti, scrive, per tradizione si abbinano bene tra loro, come i formati di pasta corta si sposano perfettamente con sughi corposi, o con la pasta lunga si abbina a sughi più vellutati. "Non chiedete mai di preparare un piatto con un ingrediente diverso", dice Eva Sandoval, perché oltre a creare un gusto poco armonioso, potrebbe anche essere visto come un giudizio sul lavoro dello chef.
5. Rispettare i prodotti locali
Pur non essendo uno Stato enorme come la Russia, il Brasile o gli Stati Uniti, l'Italia presenta una biodiversità davvero unica. Ciò ha portato, nel tempo, allo sviluppo di tradizioni gastronomiche molto diverse in base alla regione. I sapori della Campania, per esempio, sono completamente diversi da quelli del Veneto, così come quelli della Sicilia e del Piemonte. Ciò porta a una forte identità locale, con diversi cittadini che si identificano prima attraverso la regione, poi con la nazione.
La BBC, infatti, scrive: "La scoperta è parte integrante del divertimento e la varietà dei piatti è mozzafiato. Un consiglio: andate a Napoli per mangiare la pizza nella sua città natale, poi proseguite verso sud per deliziarvi con il limoncello di Amalfi. Il pesto è originario di Genova. Per la cacio e pepe e la carbonara, andate a Roma. Firenze è famosa per le sue succulente e spesse bistecche alla fiorentina, mentre Venezia è l'epicentro della cultura dell'aperitivo, che si esprime nei suoi bacari (bar rustici) con cicchetti (tapas in formato mignon) e giri di Aperol Spritz.

6. Non mangiare di fretta
Così come diversi paesi mediterranei, l'orario di cena degli italiani è in genere intorno alle 21:00, a differenza della cultura anglosassone oppure est-europea. Questa può durare anche ore, e infatti l'emittente britannica scrive "aspettatevi di finire verso mezzanotte". Ciò perché mangiare al ristorante non è un semplice segmento della giornata in cui riempire lo stomaco, ma un momento da concedersi per assaggiare buon cibo, ridere, discutere e "ordinare altro vino". Le pause tra una portata e l'altra sono parte dell'esperienza, riempite da vivaci conversazioni e, spesso, grissini o pane.
7. Non saltare l'amaro
Se hai letto ogni punto di questa guida, sai che un pasto italiano si conclude sempre con un dolce, un caffè e un amaro. Specialmente quest'ultimo non dev'essere saltato, per diversi motivi. In primis perché permette di rimettersi in sesto dopo un pasto abbondante, e in secundis perché sono spesso dei prodotti regionali o addirittura a chilometro zero, motivo di gran vanto dei ristoratori. Solitamente sono preparati con scorza di agrumi, gusci di noce o erbe. Il gusto potrebbe non entusiasmare al primo assaggio, ma scrive la BBC che non c'è niente di meglio di un buon amaro prima di alzarsi da tavola. Quindi sorseggia, rilassati e… ricomincia domani.