video suggerito
video suggerito
10 Marzo 2026 16:00

La pizza di Zanzibar, lo street food più amato dell’isola africana che omaggia la cucina italiana

Isola dall’anima multietnica, a Zanzibar puoi mangiare di tutto, pizza compresa. Non ti aspettare la nostra ricetta: la pizza di Zanzibar è una via di mezzo tra un pancake, una crêpe e la specialità nostrana, farcita sia dolce che salata, ed è lo street food per eccellenza dell’isola.

A cura di Martina De Angelis
0
Immagine

Hai mai creduto possibile andare a Zanzibar e mangiare la pizza? Puoi farlo, ma non ti aspettare di certo una margherita o una capricciosa, né l’impasto tipico di una delle nostre ricette più amate: la pizza dell’isola africana ha ben poco a che vedere con la pizza italiana, è più che altro un omaggio e una reinterpretazione. Questo, però, non la rende meno interessante, anzi è una dimostrazione di come il cibo possa diventare punto di incontro tra culture completamente diverse tra loro, se siamo abbastanza aperti da accogliere la rivisitazione anche di un piatto che gli italiani considerano “sacro” e intoccabile.

Insomma, se sei tra quelli che si scandalizzano per la combinazione di ananas e prosciutto, o per i pepperoni che non sono peperoni, questa specialità non fa per te; se invece sei curioso di conoscere e provare, quando possibile, interpretazioni nuove anche delle ricette più iconiche, preparati a scoprire lo street food più iconico di Zanzibar. Diventata la ricetta più celebre del mercato gastronomico di Stone Town, parte vecchia della capitale, la pizza di Zanzibar è una sorta di via di mezzo tra un pancake salato, una crêpe e la specialità italiana famosa in tutto il mondo: non si cuoce in forno, non si taglia a spicchi, non è lievitata, non ha mozzarella bensì cipolle, carne macinata, formaggio cremoso, persino mango e banane, ed esiste anche in versione dolce 8come da noi, del resto). Conosciamo meglio la pizza di Zanzibar, espressione perfetta della multietnicità culturale che caratterizza Zanzibar.

La cucina multietnica di Zanzibar

A un’ora e mezza di navigazione dalla costa della Tanzania c’è un arcipelago che è un vero e proprio mondo a parte: è Zanzibar, un microcosmo ricchissimo di storia e di contaminazioni culturali delle più varie, espresse al meglio nella sua isola principale, Unguja (chiamata familiarmente Zanzibar) e ancor di più nella sua città più importante, Stone Town. Crocevia del commercio di spezie, avorio e schiavi, ha attirato l’attenzione di arabi, persiani, portoghesi e britannici, prima di diventare un sultanato indipendente e unirsi ai territori della terraferma, in una nuova Repubblica Unita.

Questa multiculturalità si esprime, come sempre, soprattutto attraverso il cibo, un miscuglio particolarmente intrigante di ingredienti locali come le spezie – esistono anche le “spice farm” dove andare a scoprire le piante e le tecniche con cui vengono prodotte – e delle culture che da qui sono passate.

Immagine

Il modo migliore per scoprire, e soprattutto assaggiare, questo melting pot gastronomico? Il food market di Forodhani, noto mercato notturno sul lungomare di Stone Town dove, presso decine di bancarelle illuminate da lampade a olio, si possono gustare le specialità della cucina zanzibarina come mishkaki (il kebab zanzibari), samaki wa kupaka (pesce alla griglia), arrosto swahili (una delle culture predominanti a Zanzibar), gamberetti grigliati, tentacoli di polpo, pollo fritto, manioca, samosa e frutta. Ma anche omelette con French fries, l’urojo, una zuppa che è un mix di influenze multietniche che impiega sempre le patate introdotte dagli europei e, ovviamente, la particolarissima pizza di Zanzibar.

Il fenomeno della “pizza che non è pizza” al mercato Forodhani

Tra la moltitudine di pietanze preparate e cotte al momento tra i banchi del mercato Forodhani si trova anche la pizza di Zanzibar, diventata lo street food isolano per eccellenza: si chiama pizza, ricorda la pizza nella forma, ma è lontanissima dalla ricetta italiana. Si tratta di una sorta di crêpe o focaccia sottile e croccante, più simile al chapati indiano che al nostro concetto di pizza anche se ha i bordi ripiegati all’interno per ricordare una sorta di cornicione, farcita con una moltitudine piuttosto varia di ingredienti e salse, infine fritta con il burro chiarificato su una piastra calda chiamata tava.

Immagine

Non esiste un condimento ufficiale per la pizza di Zanzibar, la farcitura spazia tra ingredienti di ogni tipo: si parte da una base di verdure tritate come carote, cipolle, peperone verde, pomodori freschi, maionese, formaggio, uova e le immancabili spezie, a cui poi si possono aggiungere carne macinata di manzo e pollo, pesce come seppie, gamberi e aragosta, altre verdure locali per una versione tutta vegetariana e anche frutta tropicale come il mango. Non solo, si trova anche la pizza dolce, condita con un particolare mix di ingredienti locali, frutta soprattutto, e di prodotti globali come Nutella e burro d’arachidi, importanti per via del forte turismo.

La pizza si compone direttamente al banchetto del venditore: scelta la farcitura che preferisci, in pieno stile street food, il cuoco guarnirà la pizza sul momento e, davanti ai tuoi occhi, cuocerà il tutto usando il burro chiarificato. Proprio per questo passeggiare tra la calca del mercato Forohdani e scegliere tra le bancarelle l’esecutore più promettente è diventata un’esperienza tipica di Zanzibar a tutti gli effetti. La pizza di Zanzibar non avrà molto in comune con la nostra pizza ma è un piatto ricchissimo di sapore, curioso da assaggiare e perfetto per essere mangiato a zonzo per la città.

Immagine
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views