Sull’altopiano di Castelluccio, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si coltiva un legume unico dalla storia molto antica: si tratta della Lenticchia di Castelluccio di Norcia, tutelata dall'Indicazione Geografica Protetta dal 1997. Piccolo e dalla forma tondeggiante e appiattita, questo prezioso legume si caratterizza per la buccia sottile e tenera, l’aspetto tigrato, il colore che vira dal verde al marroncino e il sapore unico.

Coltivata da sempre sui piani carsici di Castelluccio, un territorio che si estende su una superficie di circa 20 chilometri quadrati, caratterizzato da ampie vallate e catene montuose in mezzo a una natura quasi incontaminata a 1.500 metri sul livello del mare. Ogni anno nei mesi estivi, in quest’area incontaminata, è possibile assistere a uno spettacolo naturale, suggestivo per colori e profumi, di cui la Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp, è una delle protagoniste.

Il territorio: l'altopiano di Castelluccio

La zona di coltivazione della Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp è l’altopiano di Castelluccio: un fondo di un lago prosciugatosi nell’era preistorica per il manifestarsi di fenomeni carsici, che si trova all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e comprende i comuni di Norcia, in provincia di Perugia e Castel Sant’Angelo su Nera, in provincia di Macerata, rispettivamente nelle regioni Umbria e Marche. La conformazione della vallata dal terreno argilloso, caratterizzata dal clima rigido in inverno e gelate primaverili che si protraggono fino all’inizio di giugno, dando spazio a un’estate molto breve e con temperature mai troppo elevate, permette una produzione di grande qualità e dalle caratteristiche uniche.

Nonostante le condizioni climatiche piuttosto sfavorevoli, con temperature rigide ed estati brevi, la lenticchia locale resiste e acquista un sapore molto intenso. Si tratta di prodotto biologico per natura, con una produzione piuttosto contenuta. Grazie alla sua particolare resistenza, i contadini non devono fare ricorso a diserbanti e pesticidi nel processo di coltivazione e non si avvalgono dell'aiuto di alcun fertilizzante chimico, alternando ogni anno, nello stesso terreno, coltivazioni di lenticchie a quelle di frumento e pascolo. Non c’è dunque da stupirsi se questo prodotto è famoso in tutto il mondo ed è molto ricercato per la sua grande qualità.

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in foto: Immagine di castellucciodinorcia.it

Un legume dal sapore ancestrale

Originaria dell’Asia Minore, la lenticchia è una delle piante alimentari più antiche note all’umanità, conosciuta sin dall’inizio della civiltà agricola umbra. La storia della Lenticchia di Castelluccio di Norcia è, infatti, antichissima: già nel 3000 a.C., come dimostra il ritrovamento di alcuni semi nelle tombe neolitiche, questo prezioso legume, coltivato da sempre  sui piani carsici di Castelluccio, rappresentava un alimento fondamentale per gli abitanti dell’area. Non a caso era considerata “la carne dei poveri”. Nei secoli la tecnica culturale è rimasta sempre quella tradizionale: aratura ed erpicatura all’inizio della primavera, quando il manto nevoso si scioglie, semina dalla metà di marzo alla metà di maggio, rullatura dei campi per facilitare la germinazione. Grazie all'impegno dei produttori, nel 1997 la Lenticchia di Castelluccio di Norcia ha ottenuto il marchio Igp e il percorso per la valorizzazione del prodotto è in continua ascesa.

Produzione della Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp

La Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp è ottenuta da piante di piccole dimensioni, alte tra 20 e 40 cm, che hanno un ciclo di vita annuale e fioriscono tra maggio e agosto. I fiori sono piccoli e bianchi con sfumature celesti e i baccelli contengono da uno a tre semi tondeggianti. La tecnica colturale adottata, come vi abbiamo anticipato, è quella tradizionale, in uso da centinaia di anni. Come dispone il disciplinare di produzione, i terreni destinati alla produzione di lenticchie possono essere iscritti in un apposito albo pubblico istituito presso le Camere di commercio competenti per territorio.

Dopo circa un mese e mezzo dalla semina, si ha la fioritura delle piante. L’elevata frequenza delle piogge ed i precoci freddi autunnali accorciano il periodo di maturazione della lenticchia costringendo gli agricoltori allo sfalcio e successiva trebbiatura entro agosto. Le piante vengono lasciate essiccare nel campo, raccolte in mucchietti e disposte su file, e quindi trebbiate nell’aia per l’estrazione dei semi.

La lenticchia deve essere immessa al consumo in sacchetti di juta o in confezioni di cartone o di plastica garanti della inalterabilità delle caratteristiche di salubrità e organolettiche del prodotto, del peso di 250 grammi, 500 grammi e 1 chilo. Su ciascun contenitore devono essere indicate, in caratteri di stampa delle medesime dimensioni, le diciture "Lenticchia di Castelluccio di Norcia" e "Indicazione geografica protetta". Dopo gli eventi sismici del 2016, la raccolta della lenticchia di Castelluccio ha seriamente rischiato di estinguersi ma, grazie all’impegno delle comunità agricole locali, è stato possibile scongiurare questo pericolo.

Caratteristiche, proprietà e usi in cucina

La Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp caratterizza per le dimensioni abbastanza ridotte, circa 2 millimetri di diametro, il colore molto vario dei chicchi, con gradazioni che vanno dal giallo al marrone, la buccia particolarmente fine, e il gusto decisamente intenso. A differenza di quanto accade per gli altri legumi, lo strato sottile della buccia di questa lenticchia, fa sì che non necessiti di essere messa a bagno prima della cottura. Questo consente una cottura piuttosto rapida, che peremtte al legume di non perdere la preziosa buccia.

Come tutte le lenticchie, anche quella di Castelluccio vanta numerosi benefici. Povera di grassi e ricca di proteine, contiene, inoltre, vitamine, fibre e sali minerali come ferro, potassio e fosforo, per questo è da sempre considerata un ottimo sostituto della carne. Oltre alla zuppa, è ottima passata, o come contorno per accompagnare secondi piatti a base di carne.

La fioritura della piana di Castelluccio

Ogni anno, nel periodo che va da fine maggio a metà luglio, l’altopiano di Castelluccio è testimone di uno spettacolo di rara bellezza: la fioritura della lenticchia. Per alcune settimane la monotonia cromatica del verde, tipica delle zone di pascolo, viene interrotta dal tripudio di colori, caratteristico delle numerose specie floreali che invadono letteralmente questo territorio.

Foto di castellucciodinorcia.it
in foto: Foto di castellucciodinorcia.it

Ci sono i papaveri che donano un tocco di rosso. I ciclamini, i fiordalisi e le genzianelle che colorano la vallata di un azzurro tendente al viola, grazie alla presenza di violette e viole Eugeniae. Il giallo, invece, è dato dai narcisi, mentre il bianco è dato dalle margherite, dalle acetoselle e, naturalmente, dalle lenticchie. Infine vi sono i ranuncoli e le varie tipologie di asfodeli con colori variegati. Dal momento che questo spettacolo della natura è affidato completamente all’andamento climatico della stagione, non esiste un momento preciso per ammirarlo. Alla fioritura è dedicata anche una festa che ricade, solitamente, nella terza o nell’ultima domenica di giugno.