
Alcune culture sono fortemente identificate da piatti, ricette e prodotti che sono diventati talmente iconici da ricordare il paese di appartenenza senza che venga nemmeno citato. Uno di questi casi è l’Irlanda: pensi all’isola verde e ti viene in mente la Guinness, ma dovrebbe venirti in mente anche un’altra bevanda. Parliamo dell’Irish Coffee, uno dei cocktail più famosi e amati in tutto il mondo, diventato un simbolo dell’Irlanda e della sua cultura tanto quanto la celebre birra scura. Si tratta di una bevanda perfetta per le fredde serate invernali, ma che può essere gustata in qualsiasi momento dell’anno. Pochissimi ingredienti – whiskey irlandese, caffè, zucchero e panna – che uniti nel modo giusto danno vita a a un drink che sa di calore e comfort, una drink caldo e invitante, perfetto per affrontare i piovosi inverni irlandesi. Nato nel 1943 nello al terminal degli idrovolanti di Foynes, nella contea di Limerick, l’Irish Coffee ha avuto un successo incredibile, diventando il re dei locali irlandesi. Ecco tutto sulla storia dell'Irish Coffee, la sua ricetta originale e le molte varianti diffuse nel mondo.
Cos’è l’Irish Coffee e quali ingredienti lo compongono
L‘Irish Coffee è un classico cocktail di origine irlandese che si prepara con caffè bollente e corretto con whiskey irlandese, il tutto ricoperto in superficie da uno strato di panna fresca leggermente montata. A completare il mix, lo zucchero o lo sciroppo di zucchero, che agiscono come elemento di unione: sciogliendosi nel calore, legano whiskey e caffè in un abbraccio vellutato.

Sono pochi ingredienti, per questo il segreto più importante per realizzarlo a regola d’arte è bilanciarli alla perfezione, oltre a sapere assemblare ogni parte del cocktail nel modo corretto: l’Irish Coffee, infatti, per riuscire bene non deve mai essere mescolato e la panna deve essere leggermente montata (semi-montata) ma non densa come panna per dolci, in modo da creare una consistenza vellutata che non affondi nella bevanda bollente. Questo cocktail irlandese, infatti, può essere definito hot drink in quanto è ottimo da gustare nelle giornate fredde: bisogna però fare attenzione al grado alcolico che è abbastanza alto, intorno all’8% vol, a seconda delle proporzioni.
Se riesci a trovare il bilanciamento giusto, il risultato è un equilibrio perfetto tra intensità e dolcezza. Fondamentale, per ottenere un buon Irish Coffee, è la scelta di ingredienti di qualità: prima di tutto il whiskey deve essere irlandese, meglio ancora se ha accenni di note dolci (come vaniglia e caramello), alla base ci deve essere un caffè lungo o un caffè filtro, non l’espresso che è troppo ristretto, e la panna fresca, montata, deve galleggiare perfettamente sul caffè, creando il contrasto caldo-freddo e la celebre divisione a strati dell’Irish Coffee che rende questo drink unico nel suo genere.
Storia dell’Irish Coffee: dove e quando nasce l’iconica bevanda irlandese
L’Irlanda è un’isola, quindi non sorprende che i porti abbiano una rilevanza particolare nella sua storia: da sempre sono luoghi di intensi scambi, non solo economici, ma anche relazionali, culturali e gastronomici. Senza i porti non avremmo avuto la gran parte degli ingredienti che oggi usiamo in cucina: dalle spezie ai pomodori, passando per le patate, solo per citarne alcuni, e non avremmo avuto nemmeno l’Irish Coffee. Il protagonista di questa storia è lo Shannon Foynes Port, il secondo porto più grande d’Irlanda situato nella cittadina irlandese di Foynes e anche un aeroporto attivo soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale come ultima tappa europea per gli idrovolanti (flying boats) che attraversavano l'Atlantico.
L’area di Foynes è altrettanto nota per il clima, non esattamente mite: freddo, vento e pioggia sono piuttosto comuni, per questo erano piuttosto comuni, soprattutto in passato, voli e partenze navali cancellate per via del tempo inclemente, soprattutto durante l’inverno. Proprio in una notte buia e tempestosa del 1943 inizia la storia dell’Irish Coffee e il suo protagonista è uno chef e bartender di nome Joe Sheridan. A causa del clima mutevole e delle frequenti piogge che caratterizzano il territorio, i viaggiatori si trovavano spesso a doversi fermare per la notte: venne quindi creato un ristorante con poche proposte di cucina tradizionale, pensate per rinfrancare i visitatori nelle sere più fredde, e il nostro Joe lavorava proprio al suo interno.

In una notte dal clima particolarmente inclemente del 1943, un idrovolante Pan Am diretto a New York fu costretto a invertire la rotta e tornare a Foynes a causa del maltempo. Joe venne chiamato e gli fu chiesto di preparare un pasto caldo e delle bevande per i passeggeri, infreddoliti dal clima invernale. Così allo chef viene in mente qualcosa di caldo e forte, ma che allo stesso tempo sappia di Irlanda: l’Irish Coffee, composto caffè lungo caldo, zucchero, whiskey rigorosamente irlandese e panna. Il racconto tradizionale vuole che, una volta servito per la prima volta l'Irish Coffee, tutti i commensali rimasero letteralmente ammutoliti a causa della bontà del drink; finché uno di loro ebbe il coraggio di chiedere: "È caffè brasiliano?". Lo chef, naturalmente, rispose fiero: "No, è caffè irlandese".
Da quella notte l’Irish Coffee divenne una presenza fissa nell’offerta del porto e dell’aeroporto di Foynes, ma per diversi anni rimase solo una specialità del luogo. Tutto cambiò quando venne chiuso l’aeroporto di Foynes (oggi diventato un museo, mentre il porto è ancora attivo) e venne aperto il grande aeroporto internazionale di Shannon, nella stessa area ma più a nord: il drink di Joe Sheridan venne inserito nella proposta dei locali del nuovo aeroporto e così l’Irish Coffee venne scoperto dal resto del mondo.
La diffusione dell’Irish Coffee nel mondo
È il 1952, sono passati quasi dieci anni da quando l’Irish Coffee è stato inventato per riscaldare i viaggiatori stanchi e infreddoliti, e proprio da un viaggiatore viene scoperto e diffuso oltre i confini dell’Irlanda. Stanton Deleplane, scrittore e giornalista di viaggi del San Francisco Chronicle, si trova all’aeroporto di Shannon e lì assaggia l’Irish Coffee, rimanendone del tutto estasiato. Tornato in patria condivide la sua scoperta con Jack Koeppler, il proprietario e bartender del Buena Vista Hotel di San Francisco, e gli chiese di ricrearla al meglio delle sue possibilità.

Ogni tentativo, però, fallisce miseramente: il sapore non è mai del tutto giusto e la panna affonda sempre nella bevanda, rovinandone la consistenza e il gusto. C’era solo un modo per imparare il segreto dell’Irish Coffee: chiedere al suo inventore. Così Jack Koeppler vola in Irlanda, incontra proprio Joe Sheridan in persona, si fa spiegare per filo e per segno come realizza il suo drink e se ne torna in patria con una ricetta finalmente perfetta: da allora il Buena Vista ha servito milioni di Irish Coffee, diventando una delle attrazioni turistiche più famose di San Francisco, e ancora oggi serve il drink con quella stessa ricetta.
Come si serve l’Irish Coffee e le sue varianti più moderne
Preparare un Irish Coffee perfetto non vuol dire solo bilanciare gli ingredienti nel modo giusto, ma anche servirlo come vuole la tradizione irlandese. Il drink si beve caldo, versato in un bicchiere di vetro resistente al calore (spesso con manico), precedentemente riscaldato e rigorosamente trasparente, così da poter vedere i diversi strati che compongono la bevanda. Prima si versa il caffè addolcito con lo zucchero di canna, poi si aggiunge il whiskey e infine si mette lo strato di panna fresca semi-montata, senza mescolare: l’Irish Coffee va bevuto così, direttamente attraverso lo strato di panna fredda, gustando il contrasto con il caffè caldo sottostante; può essere decorato con una spolverata di noce moscata, cannella o cacao, oppure guarnito con chicchi di caffè.

Grazie al successo americano, nel tempo, l’Irish Coffee si è diffuso sia nel resto degli Stati Uniti che in tutto il mondo e, di conseguenza, ne sono nate diverse varianti. Nei paesi asiatici, per esempio, esiste una versione del drink identica all’originale ma servita fredda, mentre la variante francese è nota come French Coffee e al posto del whiskey usa il cognac. Gli americani hanno ideato anche loro una variante, nota come American Coffee, che prevede invece l’utilizzo del bourbon, mentre il Café Irlandés spagnolo usa gli ingredienti originali ma serve il drink con uno strato di whiskey sul fondo, uno strato di caffè al centro e uno strato di panna sulla cima del bicchiere. Esistono poi tutta una serie di personalizzazioni e ricette alternative più o meno originali dell’Irish Coffee tradizionale, per esempio quelle che utilizzano ingredienti come il liquore di nocciola, il latte di cocco o il caramello per aromatizzare il gusto della bevanda e alleggerirne la componente alcolica.