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Nel Regno Unito è stata aperta nei giorni scorsi una causa in tribunale che sancirà l’effettivo valore filosofico e/o religioso del veganesimo. Cosa è religione, cosa credo filosofico? L’antropologo americano Marvin Harris dimostrò già nel 1985, con il suo Buono da mangiare, che la domanda è più complessa di quanto si pensi, in particolare in ambito enogastronomico. Molte delle pietanze scelte per la propria dieta derivano proprio dalla religione, che a sua volta ha applicazioni pratiche. L’esempio più celebre è il divieto di mangiare le vacche per gli indù, secondo Harris dovuto ad una scelta politica: troppo preziose le mucche, troppo costose per le classi più deboli, da qui il divieto assoluto che avrebbe avvicinato i nobili delle caste agli Intoccabili.

La causa in essere a Norwich potrebbe essere molto importante perché se il tribunale si dovesse esprimere in favore del veganismo come religione o credo filosofico, questo sarebbe protetto dalla legge. A portare il caso davanti ai giudici è Jordi Casamitjana, licenziato dalla League Against Cruel Sports, un’organizzazione benefica che difende gli animali contro gli sport sanguinari. Jordi è stato cacciato dopo aver sollevato critiche all’associazione che, secondo l'ex dipendente, investirebbe i fondi pensioni in società coinvolte in test sugli animali. Secondo Casamitjana il licenziamento sarebbe dettato dal suo veganismo etico e non per cattiva condotta come scritto dalla LACS.

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I vegani etici seguono una dieta a base di verdure ed escludono ogni forma di sfruttamento degli animali, come l’indossare lana o pelle, oppure usare prodotti testati sugli animali. Secondo gli avvocati di Casamitjana il veganesimo etico ha tutti i requisiti per essere ritenuto credo filosofico o religioso e questo lo pone sotto la protezione dell’Equality Act, una legge anti-discriminazione in essere dal 2010 nel Regno Unito. Di fatto secondo i legali, il licenziamento dovrebbe essere annullato perché Jordi Casamitjana è un obiettore di coscienza. Come tale, si configura generalmente come diritto costituzionalmente tutelato laddove esso si rivolga ad un dovere giuridico incondizionato e derivante da circostanze di carattere oggettivo.