
I social hanno il potere di lanciare e diffondere tendenze alla velocità della luce e l'ultima novità che sta conquistando il web si chiama pop up sushi. Nato a New York City e sbarcato di recente anche in Italia, questo trend trasforma uno dei piatti più famosi del mondo in un cibo da passeggio pratico e immediato, racchiuso in un cilindro e da consumare come se fosse un calippo, il celebre e intramontabile ghiacciolo a base cilindrica. Se da un lato ciò testimonia la creatività del marketing moderno, dall'altro è impossibile non vedere come, con questa trovata, si accartocci un'arte, una tradizione millenaria, che viene così ridotta e svenduta come oggetto di consumo frenetico e social-dipendente.
Il pop up sushi, come funziona e perché piace così tanto
Il pop up è partito dagli Stati Uniti, dove si è alla continua ricerca di novità a ritmi frenetici. L'intuizione, nello specifico, è arrivata nella cucina di Suka Sushi, a New York City. Il ristorante adesso fa di questa pietanza il suo prodotto di punta, con tantissimi influencer che si sono recati lì per assaggiarlo. "Sushi, come non l'avete mai visto prima", scrivono sul loro sito. "Vale la pena aspettare", continuano, date le lunghissime code che bisogna affrontare per poter provare la novità del momento.
Ma come funziona, praticamente, il pop up? Si tratta di un cilindro di cartone che contiene un unico rotolo intero di sushi. Sul fondo c'è un tubetto di salsa (prevalentemente di soia) che fa da stantuffo: spingendolo verso l'alto, il prodotto esce pian piano dalla confezione, proprio come un calippo e, nello stesso momento, viene condito dalla salsa. Niente bacchette, tovaglioli o piatti: sotto questo punto di vista il pop up è perfetto per essere consumato durante una passeggiata. La forza della nuova moda social è proprio nella praticità e accessibilità: il pubblico impazzisce per la possibilità di gustare un piatto amatissimo in modo immediato, senza sedersi al tavolo, aspettare un servizio o spendere (tanti) più soldi in un ristorante. Il sushi dunque perde la sua solennità e diventa una soluzione veloce ed economica per un pranzo al volo o uno spuntino. Questa comodità, però, ha un alto prezzo culturale: più il sushi è economico e sbrigativo, più si disconnette dalla sua essenza.
Da New York City ai supermercati italiani: lo svilimento di una tradizione
Di per sé, il sushi non è un'alternativa economica, dato che è composto principalmente da materie prime che devono essere trattate in modo preciso e rispettando rigorose regole. In tal senso, il prezzo di questo pop up potrebbe già essere un campanello d'allarme circa la reale qualità del prodotto, dato che nei supermercati è in vendita a 5 euro. L'aspetto più doloroso per gli appassionati della cultura giapponese, invece, è lo svilimento totale della cultura gastronomica, che viene privata della sua autenticità e messa all'interno di un packaging monouso. Mangiare il pop up, infatti, vuol dire annullare la sacralità della preparazione dello chef, ma anche rovinare il rapporto tra il cibo e chi lo mangia.
In questo modo il sushi smette di essere un'esperienza e diventa anch'esso un fast food senz'anima, un giocattolo che sacrifica la qualità e la storia strizzando l'occhio in favore del consumo di massa e dell'intrattenimento digitale. Infatti, scordati della tradizione giapponese quando mangerai i nuovi pop up: non solo per il modo in cui viene servito il sushi, ma anche perché le tipologie di roll che più si prestano a questa moda sono tutte rivistazioni occidentali, dal California roll allo shrimp mango, accostamento molto popolare che unisce la sapidità e la consistenza del gambero con la dolcezza del mango.