I tortellini di Valeggio sul Mincio sono una pasta all’uovo ripiena tipica della città di cui portano il nome, un comune in provincia di Verona a pochi chilometri dal Lago di Garda. Questi tortellini sono diventati celebri per la Festa del Nodo d’Amore (perché questa pasta è chiamata anche Nodo d'Amore), una celebrazione di questo piatto in cui la specialità viene servita su due tavolate lunghe seicento metri con ben 4.000 commensali. La festa deriva da un’antica leggenda che risale al 1300, raccontata e disegnata nel secolo scorso da Alberto Zucchetta, orafo, scultore, scrittore, un libero pensatore nativo di Verona.

I tortellini di Valeggio sul Mincio sono un Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano, la cui preparazione è molto simile a quella dei classici tortellini emiliano-romagnoli.

Come si fanno i Tortellini di Valeggio sul Mincio

Per la sfoglia dei tortellini bastano farina e uova che si mescolano, fino a ottenere un impasto morbido e sinuoso. Una volta ottenuta la sfoglia, questa va tirata sottilissima e tagliata in piccoli quadrati. Si passa poi al ripieno che è composto da un blend di tre carni: manzo, maiale e pollo. Nella farcia anche rosmarino, sedano, carote, cipolle, pane grattugiato e un goccio di Bardolino, un vino che risale alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, che si può produrre solo in provincia di Verona. Tutto il ripieno va cotto insieme e poi macinato, amalgamando il composto fino a ottenere un impasto morbido.

La farcia deve essere distribuita uniformemente sui quadratini di sfoglia che vanno chiusi e lasciati a riposo, finché i tortellini non si asciugano. La ricetta tipica dei tortellini di Valeggio sul Mincio è con il tradizionale brodo di carne, ma molti li apprezzano anche asciutti, con burro e salvia. In ogni caso non può mai mancare una spolverata di formaggio grana, a cottura ultimata.

La preparazione dei tortellini di Valeggio sul Mincio è stata protagonista di una puntata della decima edizione di Masterchef, il programma di cucina condotto da Antonino Cannavacciolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli.

La leggenda dei Nodi d’Amore

I tortellini di Valeggio sul Mincio sono conosciuti anche con il nome di Nodi d’Amore. Dietro questo piatto dalla storia antica c’è una leggenda molto romantica tramandata per via orale fino al secolo scorso.

La storia dei Nodi d’Amore comincia alla fine 1300 quando Giangaleazzo Visconti, primo Duca di Milano, è accampato sulle rive del fiume Mincio con le sue truppe. Con lui c’è un giullare, assunto dal Conte di Virtù per rallegrare i soldati, una pratica molto usata ancora oggi dai comandanti di grandi legioni.

Il giullare è spesso ospite in Veneto e racconta ai soldati di bellissime ninfe che vivono nelle acque del fiume Mincio, donne che di tanto in tanto lasciano la loro dimora per danzare e cantare. A causa di un sortilegio, però, queste donzelle sono state condannate, una volta fuori dall’acqua, a trasformarsi in temibili streghe.

Quella stessa notte il capitano delle truppe, Malco, viene svegliato dalla danza delle ninfe: incuriosito segue quel canto, ma le ninfe spaventate dall’uomo scappano; ma una di queste perde il mantello nella fuga, Silvia. La ninfa si volta per cercare di recuperare il capo di vestiario, Malco scorge i lineamenti soavi della donna e si paralizza all'istante. Silvia si ferma e si innamora immediatamente del soldato, un vero colpo di fulmine. C'è però un problema: la natura delle ninfe corrisponde all'ambito della potenza divina dell'Αἰδώς, ovvero del Pudore, dunque alla riservatezza. La ninfa per sua stessa natura deve lasciare Malco e tornare nel fiume Mincio prima dell’alba. Il sentimento che è nato la spinge a lasciare un pegno d'amore al suo amato capitano: un fazzoletto di seta.

Il giorno dopo i soldati in libera uscita si recano a una festa e Malco riconosce tra le persone la sua Silvia, che ha sfidato il regno degli uomini per vedere l'amato. Una dama, gelosa dell’amore tra i due, comincia a urlare rivelando la vera identità di Silvia. La ninfa scappa e Malco viene imprigionato per aver avuto relazioni con la ninfa che, a causa dell'antico sortilegio, si è trasformata in una strega.

Quella stessa notte Silvia appare nella cella del capitano con una proposta: "Abbandona il regno degli uomini e seguimi nel regno delle ninfe". L’uomo, perdutamente innamorato, accetta senza esitazione ma, durante l’evasione, vengono nuovamente scoperti e quindi inseguiti dai secondini della prigione.

La dama "spia", vedendo quanto è forte l’amore tra i due, si pente della denuncia e decide di aiutare gli innamorati: si pone davanti ai guardiani, li rallenta in modo che Silvia e Malco possano fuggire. Il sacrificio della dama dura poco, i secondini sopraffanno la donna e raggiungono la riva del fiume, ma solo quando è troppo tardi. Silvia e Malco hanno abbandonato il regno degli uomini, andando in quello delle ninfe. Sulla riva del Mincio trovano però un fazzoletto dorato, annodato dai due amanti, come ricordo del loro grande ed eterno amore.

La storia fa il giro del Veneto e in pochissimo tempo i due amanti diventano un simbolo per tutte le ragazze del tempo. Le fanciulle, per ricordare questa bellissima leggenda, iniziano a tirare una pasta dorata, sottilissima come la seta, quasi trasparente, farcita con del saporito ripieno di carne. Nascono così i tortellini di Valeggio sul Mincio, con un Nodo d’Amore appunto.