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Nell’immaginario collettivo quando si pensa alla Germania ed alle tradizioni vengono in mente immense brocche di birra chiara, portate in giro da signore alte e sorridenti che ballano sulle note di una cetra. Se vi dicessimo però che la birra e la tradizione tedesca sono fortemente legate al caffè?

Il caffè in Germania, una storia lunga 350 anni

Nella terra di Goethe bere caffè è una tradizione forte e radicata. Secondo i riferimenti storici, il primo coffee bar risale addirittura al 1679 quando ad Hamburg aprì i battenti un locale dedicato alla bevanda. Da qui in poi il boom, al punto che oggi la Germania è il secondo Paese al mondo per importazione di caffè.

L’idea di Amburgo piacque a tutta la Prussia e complice la moda Viennese dei grandi caffè che esplose nel ‘700, fiorirono tantissime coffee house in tutta la nazione. La moda fu interrotta drasticamente nella prima metà dell’800, quando le varie vicissitudini politiche del Paese complicarono le cose per il settore del caffè in Germania fino alla caduta del Muro di Berlino.

Il danno è da imputare a Federico III che per placare le rivolte dei birrai istituisce il monopolio sulle torrefazioni. I birrifici protestavano a causa del calo nel consumo delle bionde e vedevano nell’oro nero il principale nemico. Il re, per tenersi buona la fortissima comunità dei birrai, impose leggi severe sul possesso e il consumo di caffè; leggi che vennero abolite alla morte del sovrano: ma ormai il dado era tratto ed i prussiani videro con sospetto questa bevanda.

Durante il proibizionismo nacquero dei bar clandestini ma fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale era molto difficile trovare il caffè. Con la resa tedesca e la divisione della Germania, gli appassionati ad Ovest del muro tornarono a bere la bevanda, mentre nella Repubblica Democratica Tedesca restò introvabile.

La cosa curiosa è che nel periodo di “stasi” del caffè, ci fu un’invenzione tedesca che avrebbe rivoluzionato per sempre il modo di intendere la bevanda: la creazione del filtro per caffettiere. Questo oggetto è nato, come molti altri, per una necessità: Melitta Bentz non gradiva i granelli dei chicchi all’interno del caffè e nel 1908 depositò il brevetto del filtro che cominciò a produrre insieme al marito.

Caffè alla tedesca: quali sono le varianti

Mettiamo le mani avanti: il caffè teutonico è molto diverso dall’espresso italiano ma è ugualmente caffè. La tradizione tedesca nasce per accompagnare le persone nei rigidi pomeriggi invernali quindi le varianti principali, (sono tre), risultano golose e calde.

1. Cafè Crème

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Il classico caffè alla tedesca, quello più simile all'espresso italiano. Se in un bar chiedete del caffè con ogni probabilità verrà servita questa bevanda, piuttosto che l’espresso italiano. Il Crème viene servito in tazza da cappuccino, con caffè lungo estratto da una macchina espresso con un porta filtro doppio per 30 secondi. Sarà un caffè molto lungo.

2. Eiskaffee

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Variante molto utilizzata nei luoghi “tedescofoni”: Germania, Austria ma anche Trentino Alto-Adige. Un caffè goloso costituito da un Crème, del gelato alla vaniglia, cacao amaro e panna montata. In alcuni bar c’è la variante al cioccolato, ancora più golosa.

3. Pharisäer

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Si tratta di un caffè corretto al rum con cacao e panna montata. In questo caso il caffè da utilizzare non è il classico “lungo” ma sarà estratto da una particolare macchinetta a filtro collegata ad una brocca: all’interno una miscela macinata chiusa in un filtrino di carta sul quale si versa dell’acqua bollente.

Questa variante, secondo la leggenda, nacque a causa di un pastore protestante che in chiesa ammoniva i fedeli per il consumo dell’alcol eccessivo, a suo dire. I fedeli si organizzarono e la durante una festa tutti bevvero del caffè, a cui fu aggiunto segretamente il rum.