Immagine dalla pagina Facebook del Mercato Centrale Milano
in foto: Immagine dalla pagina Facebook del Mercato Centrale Milano

Tutto pronto per il debutto milanese del Mercato Centrale. L’idea di Umberto Montano nata nel 2014 a Firenze sbarca nella città più glamour d’Italia con l’ambizione di riqualificare un pezzo della stazione centrale del capoluogo lombardo, quella che affaccia su piazza Duca D'Aosta. L’inaugurazione è prevista per l’8 aprile tra decine di botteghe, con oltre mille posti a sedere e duecento metri quadri di déhors esterni. L’investimento di Montano e dei suoi soci è stato di quasi 7 milioni di euro per riaprire delle serrande chiuse da anni in una zona assediata dal degrado per troppo tempo.

Cosa propone il Mercato Centrale Milano

L’idea è quella solita e consolidata negli indirizzi di Firenze, Bologna, Torino e Roma: uno spazio aperto dalle 7 a mezzanotte in cui poter fare di tutto, dalla spesa alla colazione, dal pranzo alla cena passando per l’aperitivo. Nella città meneghina saranno disponibili 5 mila metri quadrati di spazio, divisi su due piani.

All’interno del mercato un caseificio con mercato biologico ad opera della storica azienda cremonese Carioni, un mulino, due macellerie (Savigni e Toraia), un’enoteca, chioschi di frutta e verdura, tanti ristoranti etnici in cui spiccheranno cucina cinese e americana secondo le prime indiscrezioni. “I nomi degli artigiani li riveleremo poco alla volta” dicono i protagonisti a Il Corriere della Sera: infatti sul sito oltre al countdown e alle posizioni aperte per chi cerca lavoro, c’è poco altro.

A dare i nomi ci pensa il Gambero Rosso – e si parla di protagonisti altisonanti – a partire da Joe Bastianich, che nel Mercato Centrale di Milano si occuperà di cibo alla brace e di carni affumicate e cotte a lungo. Se gli Stati Uniti in cucina schierano Bastianich, la Cina risponde con Agie Zhou della Ravioleria Sarpi. Vecchia conoscenza del format, presente anche al Mercato Centrale Firenze, propone la cucina della tradizione popolare cinese con gli ingredienti di prima scelta italiani.

Pane e pizza saranno affidati a due giovani che hanno rivoluzionato la panificazione a Milano e non solo con Crosta. Il pane è di Davide Longoni, il panettiere che più di tutti ha modificato il movimento dei nuovi panificatori contemporanei, la pizza sarà del suo socio, Simone Lombardi. “Abbiamo pensato di preparare comunque gli impasti nel nostro laboratorio" dice il pizzaiolo "e poi di portare al Mercato qualcosa di già impostato che vada solo finito e passato in forno. In questo modo la qualità è sempre altissima e sotto controllo”.

Tanta attenzione anche agli "scambi" tra i mercati e così arriva da Torino una gelateria di altissimo livello come Mara dei Boschi, mentre da Firenze il lampredotto di Lorenzo Nigro.

La polemica in atto sugli stage

Le prime notizie sulla futura formazione del Mercato Centrale di Milano scatenano già delle polemiche: tutto parte da un annuncio di lavoro per addetto eventi, figura "senior", per cui si offre però una posizione da stagista. Nell'offerta di lavoro pubblicata a poche settimane dall'apertura si richiedono delle skill ben precise: pregressa esperienza nel settore, laurea con specializzazione di organizzazione di eventi, ottima conoscenza della lingua inglese oltre che di una seconda lingua straniera; in cambio, però, si offre, uno stage extracurriculare. A protestare per l'annuncio, fra gli altri,  SinistraxMilano con un post su Facebook: Il lavoro si paga, lo studio anche e l'esperienza pure, soprattutto a Milano, soprattutto se stai per prendere in gestione un'attività di cui tutti parlano", scrive Elena Comelli, "spero che il Comune di Milano che su Mercato Centrale ha messo ampiamente e legittimamente la faccia, non permetta cose di questo tipo, intervenga per garantire che, nei luoghi che sventolano il brand Milano, il lavoro si paga e si inquadra correttamente".

Il sostegno del Comune, infatti, è stato importante per tutto il progetto: l'iniziativa del Mercato è stata inquadrata in un piano di riqualificazione più ampio che vede come protagoniste alcune zone della città spesso associate a fatti di cronaca e micro criminalità, come accade di frequentecon le aree limitrofe alle stazioni. È stato così anche per Firenze, Roma e Torino: oltre alla partecipazione del Comune fondamentale, nell'ambito del progetto di riqualificazione, anche quella di Grandi Stazioni Retail e di Fs.