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Non tutte le feste di Carnevale sono uguali. C’è il Carnevale di Rio, famosissimo con i suoi colori sgargianti e i suoi balli sfrenati. C’è il Carnevale di Venezia, così elegante e antico. C’è il Carnevale di Viareggio con i suoi carri allegorici. In tutto il mondo c’è però un solo Martedì Grasso in grado di trainare l’economia di una città da 400 mila abitanti: il Mardi Gras di New Orleans.

“Il più grande spettacolo gratuito sulla faccia della Terra”

Se chiedete a un qualsiasi cittadino della Louisiana quale sia una cosa da fare prima di morire, vi dirà di recarvi a New Orleans l’ultimo giorno di Carnevale. Milioni di visitatori da tutto il mondo sono attirati da questa festa, più sfrenata perfino rispetto a Rio de Janeiro a causa delle tante tradizioni diverse che sfociano nelle parate. La festa a New Orleans dura tre mesi anche se il clou è l’ultima settimana: si comincia all’Epifania e si conclude a San Giuseppe, il 19 marzo, con le parate del Super Sunday. Non solo maschere classiche e carri allegorici: troviamo rituali cattolici e riti che derivano dal voodoo mischiarsi sui caratteristici balconi della città di Louis Armstrong, musica jazz e artisti di strada a tutte le ore. L'intera organizzazione delle parate è affidata alle Krewe, alcune di esse molto esclusive in cui ci sono i migliori artigiani della nazione, altre antichissime e presenti fin dagli albori della tradizione come la Mistick Krewe of Comus, la Krewe of Proteus, la Rex, la Zulu Social Aid & Pleasure Club.

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Nell’arco di tutti i festeggiamenti sono coinvolte decine di migliaia di persone che lavorano e vivono grazie al Mardi Gras, una tradizione che dura da tre secoli importata dai coloni francesi. Profondamente radicata nella cultura del Sud degli Stati Uniti, ha una serie di riti pagani e religiosi molto caratterizzanti come i doni alla folla. Tutti i carri infatti si riforniscono di collane di perline, dobloni pirateschi e altri oggetti luccicanti che verranno lanciati sulla folla esaltata desiderosa di ricevere questi monili in ricordo della festa.

I colori ufficiali delle parate sono stati scelti addirittura da uno dei Romanoff, Zar di Russia, e sono il porpora che simboleggia la giustizia, l’oro che simboleggia il potere e il verde che simboleggia la fede. I tre colori sono anche i simboli delle virtù dei Re Magi a cui è dedicato il piatto simbolo della città, la King Cake. Tutto a New Orleans è dipinto con questi tre colori durante i festeggiamenti, perfino il cibo.

La tradizione gastronomica del Mardi Gras

Il connubio tra la festa di Carnevale e il Martedì Grasso è intrinseco nel nome. La tradizione voleva infatti che in questa giornata venissero consumati tutti i cibi più prelibati rimasti in casa, che durante la Quaresima non potevano essere mangiati, come la carne. Va da sé che tanti piatti siano legati alla tradizione carnevalesca e New Orleans non fa eccezione.

1. La King Cake

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Il piatto per eccellenza del Mardi Gras è un dolce glassato con i colori della festa, derivante dalla Galette des Rois francese, la pietanza dedicata ai Re Magi. Durante la settimana che porta al Martedì Grasso ci si può imbattere in questa torta tutti i giorni, in ogni momento della giornata e in ogni luogo, offerta anche gratuitamente dai cittadini per la gioia dei pasticcieri americani. La King Cake è il piatto simbolo di New Orleans, tanto è sentita questa festa, al punto che ha invaso la sfera sportiva: la seconda mascotte dei New Orleans Pelicans, la squadra NBA della città, è il King Cake Baby: un bambino (bruttino e inquietante, a dire il vero, ricorda Chucky de ‘La bambola assassina') che rappresenta lo spirito della festa, che brama questa torta e che ha la corona da re.

Il King Cake Baby ha però vari significati perché la tradizione impone ai pasticcieri l’inserimento del Trinket all’interno delle torte. Questo non è altro che un piccolo bimbo di plastica o porcellana nascosto nella Torta del Re e che simboleggia il Bambin Gesù. Oggi, in una festa “de-cattolicizzata”, il significato è di generica fortuna. Molte pasticcerie in città preferiscono dare il pupazzetto da parte perché c’è il forte rischio di soffocamento per i clienti che mangiano la torta a causa dell’oggetto, magari anche un po' alticci durante le parate. Ancora viva l’usanza che “elegge il re” del Mardi Gras attraverso questo bambino: chi lo trova ha la corona ed è il mastro della festa. Viva anche la tradizione che “impone” al fortunato di comprare la torta per la successiva festa, che avrà un nuovo Trinket, che costringerà un nuovo acquisto e così via. Lo abbiamo detto già che essere pasticciere a New Orleans in questo periodo frutta parecchio?

Le ricette per la King Cake sono varie. Quelle più comuni includono latte, burro, lievito, acqua, zucchero di canna e bianco, uova, sale, noce moscata, farina e cannella. La glassa è composta da zucchero, acqua, succo di limone e cristalli di zucchero colorati ma le percentuali e le dosi variano in base alla scelta personale.

2. I Pancake

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Ancora dolci, ma questa volta è inutile dilungarsi eccessivamente: sono dei pancake normalissimi, arricchiti da alcune gocce di colorante alimentare nella pastella. Tradizione è mangiarli solamente il martedì, tant’è che si chiama Pancake Tuesday.

3. La Cajun Fried Okra

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Un piatto di vera cucina cajun, ovvero quella corrente nata subito dopo la fine della Rivoluzione per mano dei francesi stabilitisi in Louisiana. Durante il Mardi Gras l’okra fritta viene servita come in un cuoppo napoletano e a prima vista sembra una melanzana in pastella. Quella dell’okra è una storia profondamente americana, intrisa del sangue degli schiavi: il gombo è un baccello proveniente da un albero simile al platano ed è molto usato nella gastronomia dell’Africa Occidentale, zona da cui provenivano tanti schiavi che in qualche modo hanno portato a bordo delle navi questi semi. Oggi la pianta di gombo è molto usata nella cucina caraibica e in quella tex-mex. In Louisiana spesso si serve come contorno alla carne alla griglia  o al pesce fritto.

4. Il Po’ Boy

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Un panino che fa storcere il naso ai palati italiani perché mette insieme pesce, carne, verdure, fritti, bolliti e chi più ne ha più ne metta. Ideato a New Orleans dagli immigrati francesi e irlandesi degli anni ‘30, è la celebrazione dell’abbondanza degli Stat Uniti un po’ come furono gli spaghetti&meatballs nella cucina italo-americana. Una pagnotta di pane francese traboccante di frutti di mare, carne, patatine fritte, gombo e condita con lattuga, sottaceti, pomodori e maionese.

5. L’Hurricane

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In una festa scatenata come il Mardi Gras non può mancare un drink alcolico. Sì, può sembrare una crudeltà chiamare un drink così a New Orleans visto ciò che è successo con Katrina: ma vi assicuriamo che il nome non deriva da un disastro naturale. Nato negli anni ‘40 grazie a un barman irlandese al Pat O'Brien, un locale tutt’oggi esistente ma ormai l’Uragano è il drink ufficiale di tutta la città, quindi lo si trova ovunque. La preparazione è molto semplice: rum, succo di limone e sciroppo di frutto della passione.