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Il virus Covid-19 non si trasmette con il cibo e non si combatte con i liquidi caldi. Questo è quanto afferma il professore di Igiene all’Università di Pisa, Pier Luigi Loparco. L’emergenza dovuta al Sars-CoV-2 fa sorgere numerose domande sul Coronavirus, la redazione di Sky TG24 ha così deciso di interpellare un esperto in materia per chiarire i dubbi più comuni in merito alla Pandemia.

“Il cibo non trasmette il virus”

Il virologo Loparco ha confermato quanto emerso dal focolaio in Cina e dai primi studi pubblicati in merito al Covid-19: “No il cibo non è in questo momento un veicolo importante per la trasmissione, la trasmissione avviene per via respiratoria da persona a persona”.

Le parole a Sky sono confermate anche da un primo studio pubblicato dall’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Secondo gli scritti di Marta Hugas, la direttrice scientifica dell’agenzia dell’Unione Europea, “le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai Coronavirus evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi".

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In merito al ruolo del cibo nella diffusione del Coronavirus è intervenuto anche l’ECDC, ovvero il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Secondo gli scienziati la diffusione del Covid-19 dovrebbe essere partita dagli animali in Cina ma nel resto del mondo si diffonde tramite le “goccioline respiratorie che le persone emettono quando starnutiscono, tossiscono o espirano”.

La comunità scientifica sta studiando approfonditamente tutti i casi specifici e dopo 4 mesi non è emerso ancora alcun dato che riguarda il consumo alimentare: il cibo è sicuro.

È vero che l’acqua calda e l’alcol uccidono il Coronavirus?

Questa domanda è figlia di una fake news comparsa a febbraio tra i gruppi Whatsapp. Purtroppo non bastano bevande calde per uccidere il virus. Il professor Loparco quasi sorride a questa idea e risponde che “la bevanda calda perché no. Possiamo farci una tisana così ci rilassiamo nei pomeriggi in casa, ma al virus fa solo il solletico”.

Ancora più drastica la professoressa Susanna Esposito, Pediatria all'Università di Parma ed esperta mondiale nel campo delle malattie infettive, che invita a diffidare da questo tipo di informazioni: "La soluzione dell'acqua calda è un'assurdità, forse frutto dell'idea che con il caldo si tende a ridurre la diffusione di molti patogeni respiratori", dice ai microfoni di AdnKronos.

Un’altra bufala che coinvolge l’alimentazione come sistema anti-Coronavirus riguarda l’alcol. Il professor Loparco smonta anche questa fantasiosa ipotesi: “L’alcol potrebbe farci restare allegri mentre ci infettiamo, certo non ci protegge dal Coronavirus”. Questa bufala in particolare è forse la più letale uscita fino ad oggi. In Iran, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia, hanno bevuto alcol adulterato credendo a questa notizia e così molte persone sono morte avvelenate.