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19 Giugno 2024
15:00

I drink col Prosecco sono tutti piacevoli perché con le bollicine non si sbaglia mai

I più famosi sono senza dubbio lo Spritz e il Negroni sbagliato ma in realtà tutta la categoria degli sparkling, ovvero i cocktail frizzanti, possono essere a base di Prosecco.

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I drink sparkling sono tra i più apprezzati in estate perché sono rinfrescanti, a bassa gradazione, molto piacevoli da vedere. Proprio per questo motivo ritroviamo in tanti bar una marea di cocktail a base di Prosecco: ottimi come aperitivi e perfetti per accompagnare pranzi e cene. Alcuni di questi drink sono diventati iconici, pensa solo al Negroni sbagliato e allo Spritz, altri sono finiti un po' nel dimenticatoio, come il Tintoretto, ma che al momento opportuno rispuntano fuori più "frizzantini" che mai. Vediamo insieme i migliori cocktail a base Prosecco da ordinare al bar.

Con le bollicine non si sbaglia mai

I drink col Prosecco sono solitamente freschi, colorati, profumati e frizzanti. Questa tipologia di vino è già di suo un vero simbolo del made in Italy ed è associata al momento dell'aperitivo nell'immaginario collettivo italiano e non. Si sposa benissimo con tanti piatti e con tanti succhi di frutta, per questo motivo tanti drink hanno questo abbinamento. Oltre ai drink che stiamo citando ci teniamo a sottolineare che tutti i drink che hanno un vino come ingrediente possono essere fatti con il Prosecco.

Il Negroni sbagliato

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Il Negroni Sbagliato, o semplicemente lo Sbagliato, è un cocktail nato per errore nel Bar Basso di Milano nel 1972 dal bartender Mirko Stocchetto. La leggenda narra che Stocchetto, intento a preparare un Negroni classico per un cliente abituale, abbia confuso la bottiglia del gin con quella dello spumante. Il risultato è un cocktail inaspettato, ma apprezzato dal cliente, che diventa ben presto un'icona del Bar Basso e del made in Italy. Questo cocktail si può fare con qualsiasi spumante brut e qualcuno azzarda anche lo Champagne. La sostituzione del gin con un vino conferisce al cocktail un gusto più leggero, frizzante e meno alcolico.

Lo Spritz

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Con il Negroni è il drink italiano più venduto al mondo anche se ufficialmente non si usa il Prosecco. In linea teorica lo Spritz è un drink a base di vino bianco, un bitter amaricante e acqua gassata, servito con ghiaccio e guarnito con una fetta d'arancia. Lo associamo al Prosecco perché effettivamente è questo il vino più utilizzato per preparare lo Spritz. Le sue origini risalgono all'Impero Austro-Ungarico del XIX secolo, quando i soldati austriaci di stanza nel nord Italia iniziarono a diluire il vino locale con acqua o seltz per renderlo meno alcolico.

L'Hugo

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Molti lo conoscono come "spritz bianco" ma in realtà è un drink che ha una propria dignità. Leggero e gustoso, questo cocktail è originario dell'Alto Adige, diffuso anche in Triveneto, Austria, Svizzera e Germania. Si distingue per il suo gusto delicato e floreale, con note di sambuco, menta e Prosecco.

Il Bellini e gli altri long drink veneziani

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A lungo è stato il cocktail italiano più famoso al mondo: pesche bianche e Prosecco. Creato nel 1948 da Giuseppe Cipriani, fondatore dell'Harry's Bar, il Bellini è diventato un simbolo dell'aperitivo italiano. Pare che il bartender abbia ideato il Bellini durante la mostra d'arte dedicata al pittore Giovanni Bellini, traendo ispirazione dai colori rosati della sua opera. La scelta della pesca bianca, tipica del territorio veneziano, e del Prosecco veneto, come rimando regionale, ha contribuito a rendere questo drink intramontabile. In realtà però secondo molte fonti Cipriani avrebbe solo rifatto un drink tipico di Cuba, messo a punto durante il Proibizionismo con lo Champagne al posto del Prosecco. Questo vale anche per il Rossini (con le fragole), il Puccini (con il mandarino), il Mimosa (con l'arancia) e il Tintoretto (con il melograno). Piccola nota a margine sul Mimosa perché pur avendo una base comune, fatta di succo di frutta e Prosecco, non è legato agli altri cocktail perché è stato inventato dal barman del Ritz Hotel nel lontano 1925.

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A cura di
Leonardo Ciccarelli
Nato giornalista sportivo, diventato giornalista gastronomico. Mi occupo in particolare di pizza e cocktail. Il mio obiettivo è causare attacchi inconsulti di fame.
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