ingredienti
  • Prosecco 6 cl
  • Seltz 6 cl
  • Sciroppo di fiori di sambuco 3 cl
  • Foglie di menta 8-10

Lo Hugo è uno dei cocktail più richiesti in Italia e all'estero. Particolarmente amato per la sua freschezza e per la sua bevibilità, è un drink perfetto per l'aperitivo, da gustare in abbinamento a qualche stuzzichino. La sua gradazione alcolica è molto bassa, si aggira intorno agli 8 gradi e varia solo in base al prosecco utilizzato, perché gli ingredienti sono solo tre: il vino appunto, il seltz e lo sciroppo di fiori di sambuco, con qualche fogliolina di menta come guarnizione. Si tratta di un aperitivo tipico del Trentino Alto-Adige perché proprio sulle Dolomiti nasce questo drink ma ormai è bevuto e amato in tutta Europa perché dissetante e leggermente alcolico. Insieme a Vincenzo Pagliara, uno dei titolari del Laboratorio Folkloristico, vediamo come preparare uno Hugo Spritz perfetto e che piatti abbinare.

La storia dello Hugo

Lo Hugo è una semplice variante dello spritz, per questo motivo è spesso noto come "spritz bianco", e purtroppo non ha una storia affascinante fatta di intrighi e storie d'amore come molti altri drink. Nasce all'inizio del 2000 in provincia di Bolzano grazie a Roland Gruber, un barman di Naturno, alla ricerca di un'alternativa allo spritz classico. L'idea è quella di sostituire il bitter con la melissa si rivela un'idea vincente e in pochissimo tempo si diffonde in tutto il Trentino Alto-Adige fino a travalicare le Alpi, diventando un drink famosissimo in Austria e Germania.

Pochi anni dopo la ricetta di Gruber si passa già al primo cambio di ingredienti: via la melissa, troppo dolce, dentro lo sciroppo di sambuco anche perché molto più facile da reperire. Per quanto riguarda il nome c'è una storiella raccontata in Val di Fossa che non trova riscontri: Hugo sarebbe un omaggio fatto dal locandiere Filippo Debertol, a un cliente che ogni anno avrebbe portato in dono uno sciroppo fatto coi fiori di sambuco da egli stesso raccolti. L'anziano signore si chiamerebbe proprio Hugo ed è in suo onore che Filippo avrebbe deciso di chiamare il cocktail creato con quei fiori. In realtà, stando a un reportage del Der Spiegel, il nome è stato scelto a caso dal suo ideatore: inizialmente aveva pensato a Otto, ma non gli parve adatto, così è diventato l'Hugo.

Come si fa lo Hugo spritz: la ricetta e i consigli

Preparare unoHugo o uno Spritz bianco è molto semplice ma Vincenzo Pagliara ci dice anche qualche trucchetto per avere un cocktail perfetto da bere a casa con gli amici nelle sere d'estate.

Versate gli ingredienti nel bicchiere, possibilmente un calice, con abbondante ghiaccio. Guarnite con un ciuffetto di menta per completare il vostro spritz bianco. Se vi state chiedendo che prosecco usare per lo Hugo, pare che Gruber usasse un prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene: una bottiglia che si aggira sui 9 euro.

Se non trovate lo sciroppo di fiori di sambuco, potrete tranquillamente usare lo sciroppo di fiori di melissa perché la differenza è davvero minima. Ricordate di servire il drink nell'immediato per evitare che il ghiaccio si sciolga compromettendo la qualità del cocktail. La gradazione alcolica è bassa, si aggira intorno agli 8 gradi, ma è consigliabile non abusare.

Le varianti del cocktail Hugo

Se non amate i cocktail alcolici ma non volete rinunciare al sapore dell'Hugo, potrete prepararvi la sua versione analcolica aggiungendo dello spumante analcolico.

Sapete, infine, che esiste anche la versione rosé dello Hugo? Si chiama Hugo Rosé e, al posto del prosecco, si aggiunge un vino rosé per dare l'effetto rosato.

Che piatti abbinare allo Spritz bianco

Lo Hugo è un cocktail che si fa bere volentieri. È fresco, frizzante, dal bassissimo contenuto alcolico. Fa parte del classico aperitivo trentino, quindi si sposa alla grande con i prodotti locali: un tagliere con speck, bresaola, carne salada, cacciagione e formaggi d'alpeggio è l'accompagnamento ideale per uno Spritz bianco.

Vista la sua bevibilità lo consigliamo anche in abbinamento a piatti dai sapori più forti: Vincenzo Pagliara assicura che con la "trippa", ovvero il classico per e muss napoletano, è meraviglioso perché il sambuco si adatta alla perfezione al sapore fresco e agrumato del prodotto campano. Ottimo anche in abbinamento a una buona pizza Margherita.