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La variante Delta del Covid-19 e la reticenza di una grande fetta della popolazione a fare il vaccino ha spinto la Francia a impugnare il green pass: la certificazione digitale che contiene un codice a barre e un sigillo elettronico, approvato qualche tempo fa dall'Unione Europea. Il governo di Macron ha annunciato in diretta tv l'obbligo del green pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti di lunga percorrenza come treni e aerei. Una mossa che ha sortito gli effetti sperati: in poche ore sulla piattaforma di prenotazione online sono stati circa un milione i francesi, soprattutto giovani, che hanno risposto positivamente all'appello presidenziale prendendo appuntamento per il vaccino nei prossimi giorni.

Il governo italiano pensa a un green pass "alla francese" per tutti i luoghi a rischio assembramento. La certificazione verde italiana servirebbe anche per entrare in stadi e palestre, eventi, convegni, treni, aerei, discoteche. Senza escludere nemmeno l'ipotesi ristoranti, per il momento più lontana in una sorta di "step" da compiere in base all'andamento dei contagi e al numero dei vaccinati: non mancano però le polemiche. Le ipotesi sul tavolo sono moltissime e la cabina di regia si riunirà lunedì o martedì.

Green pass in Italia, cosa sta succedendo

"Il governo valuterà di estendere l’utilizzo del green pass ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni e troveremo una linea unitaria" dice la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, certificando che la discussione è in atto. Il fronte politico è spaccato: Matteo Salvini e Giorgia Meloni gridano a una "soluzione raggelante", a favore il Partito Democratico e molte regioni. "Decidiamo insieme, ma serve equilibrio", è il commento del Presidente della Conferenza delle regioni Fedriga che deve destreggiarsi tra i tuonanti "no" di Veneto e Lombardia e le aperture di altri governatori. La cabina di regia di Palazzo Chigi si riunirà sul da farsi dopo aver conosciuto i dati settimanali sulla variante Delta, con un occhio molto attento ai costituzionalisti per i quali "il modello francese potrebbe avere effetti limitanti sulle libertà".

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Come sono gli schieramenti? Nel governo a spingere per il green pass per bar, treni e ristoranti anche in Italia sono il Partito Democratico e Liberi e Uguali; la Lega è contraria, stesso discorso per Fratelli d'Italia e Forza Italia è freddina; il Movimento 5 Stelle ha affidato i propri pensieri a La Stampa, affermando che l'ipotesi di un pass sanitario esteso come quello pensato in Francia "è una decisione prematura". Il ministro Speranza è molto preoccupato, sempre secondo il quotidiano torinese, perché i numeri dei bollettini di questi giorni non devono indurre all'ottimismo: le ospedalizzazioni si manifestano 15 o 20 giorni dopo l’incremento dei contagi. Proprio per questo motivo Speranza vorrebbe mettere in zona gialla buona parte dell’Italia entro due o tre settimane.

Il Corriere della Sera cerca di ricostruire i pensieri del comitato tecnico di Draghi e a quanto pare stanno valutando se rendere obbligatorio il certificato anche per partecipare agli eventi sportivi negli stadi e prevedere una maggiore capienza dei mezzi di trasporto; si passerebbe poi alle discoteche e infine l'ultimo passo potrebbero essere bar, ristoranti e locali vari. Per ora la speranza del premier è che l'introduzione, ormai molto probabile, del green pass per delle attività sociali, possa indurre quella parte di popolazione ancora reticente al vaccino a iscriversi alle piattaforme e rendere superflui gli altri step.