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26 Settembre 2026 13:00

Fra Cambozola e Parmesan: viaggio nel supermercato delle imitazioni italiane all’estero

Sugli scaffali dei supermercati stranieri l’Italia sembra essere ovunque, tra tricolori, nomi di città e richiami alla tradizione. Ma Parmesan, Cambozola e “Italian Style” raccontano un’altra storia: quella di prodotti che italiani non sono, ma vogliono sembrarlo.

A cura di Arianna Ramaglia
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C'è un momento, quando entri in un supermercato straniero, in cui potresti avere la sensazione di essere tornato a casa. Non perché riconosci il supermercato, ovviamente, ma perché sugli scaffali iniziano a comparire parole familiari: Milano, Roma, Napoli, Toscana. Poi arrivano il tricolore, qualche fotografia del Colosseo, un piatto di spaghetti e, immancabile, quella grafica un po' rustica che dovrebbe far pensare alla cucina della nonna. Ti avvicini e scopri che qualcosa non torna: il Parmesan non è il Parmigiano Reggiano, il Cambozola non è il Gorgonzola e un prodotto può chiamarsi "Italian Style" anche quando di italiano, nel luogo di produzione, non c'è praticamente nulla.

È qui che comincia il viaggio nel supermercato dei "quasi italiani": quello dell'Italian Sounding, il fenomeno per cui nomi, immagini, colori e riferimenti alla nostra tradizione vengono utilizzati per far pensare a un prodotto italiano, anche quando quel prodotto nasce molto lontano dalla Penisola. E la cosa più curiosa è che, per riuscirci, spesso non serve nemmeno copiare davvero l’Italia: basta evocarla.

Formaggi al limite dell'assurdo: dal Borgonzola al "Romano Cheese" di mucca

Se c'è un reparto dove la fantasia dei produttori stranieri non conosce confini, è senza dubbio quello dei latticini. Il re incontrastato di questa categoria è il Parmesan: il nome assomiglia abbastanza al nostro Parmigiano da far scattare immediatamente un'associazione, ma nei mercati extra-europei (dove la tutela Dop della sentenza UE del 2008 non si applica) un Parmesan può essere prodotto ovunque e non rispettare le rigide regole del disciplinare del parmigiano. Ma la creatività non si ferma qui. In Germania e negli Stati Uniti le vaschette del banco frigo ospitano il Borgonzola o il Cambozola, ibridi industriali nati incrociando l'idea della muffa del nostro gorgonzola con la consistenza del brie, nel primo caso, e del Camembert nel secondo.

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Negli USA spopola anche il Fontiago, un blocco sotto vuoto nato dalla fusione a tavolino di due icone ben distinte come Fontina e Asiago, mentre nei tubetti di Romano Cheese americani troverete un formaggio prodotto esclusivamente con latte di mucca, sprovvisto del carattere e del profilo aromatico del nostro pecorino romano. E in Sud America? Lì c'è il Reggianito, nato dall'emigrazione argentina e venduto in confezioni o mattonelle con una stagionatura di appena 6 mesi rispetto ai 12 minimali del vero parmigiano.

Salumi in vaschetta e sughi spremibili: quando l'etichetta inganna

Spostandoci nel reparto degli affettati confezionati, l'illusione continua con prodotti diventati ormai dei classici all'estero. Tra gli esempi documentati nei mercati internazionali compare il Genoa Salami: Genova diventa così parte del nome di un prodotto che non nasce necessariamente in Liguria. Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti dell'Italian Sounding: le città italiane diventano ingredienti.

Non va meglio nello scaffale delle conserve e dei condimenti pronti. Pensavate che i pomodori pelati fossero al sicuro? Negli Stati Uniti spopolano le lattine di San Marzano "Style": la grafica della confezione mette in primo piano il Vesuvio, font che ricordano la costiera amalfitana e colori patriottici, ma dentro ci sono pomodori coltivati in California. Anche il pesto alla genovese non è esente da questo flagello. Nella sua versione tradizionale, ha un'identità molto precisa: basilico, pinoli, aglio, Parmigiano Reggiano o Grana Padano, pecorino, olio extravergine d'oliva e sale. Il basilico, in particolare, non è un dettaglio qualsiasi: è uno degli elementi che definiscono immediatamente quella salsa. Eppure, nei mercati internazionali possiamo trovare prodotti denominati "Pesto Italian Herbs" che utilizzano erbe diverse dal basilico, come rosmarino e timo.

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L'illusione visiva e come non cadere nella trappola

Alla fine di questo tour tra gli scaffali viene da chiedersi: come fanno questi prodotti a vendere così tanto? Il segreto sta nell'uso spregiudicato dei colori della nostra bandiera, di scorci del Colosseo, di gondole veneziane o di paesaggi collinari stampati sulle confezioni per evocare qualità e tradizione dove in realtà c'è solo una catena di montaggio industriale locale. Quando ti trovi all'estero e vuoi assaporare il vero made in Italy, ricordati quindi di non fermarti al primo tricolore stampato sulla busta: controlla la lista degli ingredienti, cerca i marchi ufficiali Dop e Igp e, soprattutto, diffida dei formaggi grattugiati nei barattoli di plastica o dei pesti da spremere come maionese.

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