
Pratico, compatto, multifunzionale: il microonde difficilmente manca in cucina, presente anche in molti uffici in quanto utile a riscaldare velocemente i piatti pronti, schiscette comprese. In realtà, grazie a modelli sempre più evoluti, con questo elettrodomestico è possibile cucinare le pietanze più svariate, scongelare, fare il pane, realizzare lo yogurt in casa, preparare creme come quella pasticciera ottimizzando i tempi e riducendo l’uso di piatti e pentole. Il microonde, come dice il nome stesso, non trasmette calore tramite irraggiamento o conduzione: si avvale di onde elettromagnetiche che interagiscono principalmente con le molecole d’acqua presenti nei cibi, che si surriscaldano rapidamente, ma in modo disomogeneo, rischiando di avere aree cotte in eccesso e altre ancora crude. E non solo: non tutti i materiali si prestano a essere infilati al suo interno (possono deformarsi o provocare scintille), così com’è vietato introdurre alcuni cibi perché si degradano dal punto di vista organolettico o diventano potenzialmente pericolosi per la salute. Il microonde, per quanto diffuso, deve essere usato al meglio per sfruttare al massimo i suoi vantaggi: di seguito, ecco quali sono gli errori più comuni e come comportarsi nel modo giusto.
1. Usare materiali non adatti

Una delle regole più importanti per non sbagliare fin dal principio è quella di utilizzare solo contenitori compatibili con il microonde. Via libera a vetro, Pyrex, ceramica, porcellana e terracotta non decorate, mentre sono vietati i metalli (dalle pentole alle vaschette in alluminio), alcuni tipi di carta non idonea, il polistirolo e il legno, che rischiano di deformarsi o di bruciare. Per quanto riguarda la plastica, molti supporti ormai sono progettati per poter essere messi nel microonde, evitando quelli in pvc: anche la carta forno è ben accetta, così come i sacchetti freezer con l’apposita indicazione.
2. Riscaldare o cuocere tutti i cibi

Il microonde non si presta ad accogliere tutti i cibi: alcuni, infatti, possono perdere proprietà, essere potenzialmente tossici o diventare pericolosi perché esplodono (tipo le uova intere o in genere alimenti con buccia spessa) o rilasciano sostanze urticanti (come il peperoncino con la capsaicina, la molecola da cui deriva la sua piccantezza). Cosa non inserire mai? Oltre ai due appena citati, fai attenzione a riso, funghi e patate già cotti, che devono essere stati conservati in modo corretto, perché se è in corso una proliferazione batterica il microonde potrebbe non eliminare completamente gli agenti patogeni: stesso motivo per cui è opportuno non usarlo per il pollo, sia crudo sia in versione avanzi da scaldare, dato che le carni del volatile sono tra le più soggette alla presenza di salmonella e campylobacter.
3. Scongelare male carne, pesce e pane

La sicurezza alimentare si rivela fondamentale anche quando si vuole impiegare il microonde per scongelare: il consiglio è sempre quello di impostare la funzione defrost, pensata appositamente per questo scopo, seguendo le modalità e le tempistiche indicate dal proprio modello. Carne e pesce crudi sono i cibi che richiedono maggiore attenzione: scongelarli in modo errato può portare a rovinare la materia prima e a contaminazioni batteriche. Per il pane, invece, il rischio è di compromettere la consistenza: l’azione delle onde lo ammorbidisce eccessivamente, per poi farlo subito seccare a contatto con l’aria, per questo il forno tradizionale resta il miglior alleato per avere di nuovo disponibili pagnotte e fette fragranti.
4. Non mettere il coperchio a salse e zuppe

Quando devi riscaldare preparazioni liquide, come salse, sughi o zuppe ricorda di coprire sempre il contenitore con un tappo o un coperchio, in quanto con il calore potrebbero verificarsi delle fuoriuscite, sporcando le pareti del microonde.
5. Inserire porzioni troppo abbondanti

Sappiamo che la distribuzione del calore all’interno della camera è disomogenea e che, proprio per questo, il microonde deve essere usato con le dovute accortezze. Un suggerimento per garantire maggiore omogeneità nel risultato finale è quello di non sovraccaricarlo (nella maggior parte dei modelli si ha la possibilità di selezionare il peso a cui corrisponde una determinata temperatura) e di posizionare le pietanze sullo stesso piano senza sovrapporle: da questo punto di vista si rivela anche utile mescolare e girare gli alimenti (tipo le fettine di carne) per evitare di avere zone stracotte e altre più crude.
6. Non fare attenzione alla potenza

A proposito di temperatura, la potenza di questo elettrodomestico si calcola in watt: più aumentano e più intensa sarà l’azione di riscaldamento. A seconda della tipologia di cibo e della quantità di acqua che contiene, le impostazioni saranno più o meno alte: solitamente i cibi delicati (dolci e prodotti congelati) non superano i 350 watt, riscaldandosi senza cuocersi, mentre per primi, secondi e contorni la potenza media è di 600 watt. Per scaldare i liquidi (acqua, latte, zuppe, vellutate) si arriva a 800-1000 watt.
7. Pulire con poca frequenza

Ultimo errore, ma non certo da sottovalutare. La pulizia del microonde è importante a più livelli: garantisce di cucinare, scaldare, sciogliere e scongelare i cibi in un ambiente igienico; evita che lo sporco e le incrostazioni generino cattivi odori, che possono essere anche assorbiti dalle pietanze; permette all’elettrodomestico di funzionare correttamente e di durare più a lungo. Se ci sono schizzi, è meglio rimuoverli subito dopo ogni utilizzo, mentre una pulizia profonda è raccomandata una volta a settimana, soprattutto se l’impiego è quotidiano, in quanto grasso e residui di cibo tendono ad accumularsi.