13 Giugno 2022 13:22

È consentito portare cibo e bevande da casa negli stabilimenti balneari?

A Bacoli, cittadina in provincia di Napoli, hanno addirittura perquisito le borse all'ingresso per scovare cibo e bevande portati da casa. La normativa, ovviamente, dà ragione ai clienti.

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Quella del 2022 è un'estate davvero rovente, non solo per le temperature: il generale aumento dei prezzi è un deciso campanello d'allarme. La domanda che più preme gli italiani negli ultimi giorni è però un'altra: ma è vietato portare cibo e bevande negli stabilimenti balneari? Lo diciamo fin da subito: questa domanda è paradossale perché agli stabilimenti balneari è stata data solo una concessione del suolo pubblico che, per l'appunto, resta pubblico. La bomba è scoppiata grazie a Josi Gerardo Della Ragione, giovane e illuminato sindaco di Bacoli, piccola perla del golfo di Napoli: nelle scorse settimane, infatti, alcuni stabilimenti balneari della città hanno perfino perquisito le borse da spiaggia dei clienti alla ricerca di alimenti e bevande portati da casa, cosa vietata a loro dire. Secondo i gestori, l'introduzione dei beni alimentari è rigettata e, in caso di necessità, i clienti possono rifocillarsi al bar dello stabilimento (guarda caso). Inutile dire che i prezzi dei suddetti bar sono molto al di sopra della comune decenza, con bottiglie d'acqua o caffè oltre i 3 euro, per non parlare del cibo. L'Unione Nazionale Consumatori, attraverso il presidente, ha fatto chiarezza dicendo che è piena facoltà del cittadino introdurre cibo e bevande nello stabilimento, nel rispetto del decoro della spiaggia: quindi sì a panini, bibite e frittate di maccheroni o ricette sfiziose da spiaggia; no a tavole imbandite o barbecue come se fossimo nel giardino di casa. Vediamo nel dettaglio la questione.

Sulla spiaggia puoi portare tutto ciò che vuoi, l'importante è che non lasci immondizia

Ciò che è successo a Bacoli è un chiaro abuso: perquisire la borsa di una persona è una violazione davvero grave, che le stesse forze dell'ordine devono giustificare il più delle volte (infatti, se ci pensi, succede molto raramente). C'è da dire, però, che il "divieto" di introdurre cibo e bevande negli stabilimenti è pratica comune un po' ovunque nei posti turistici. Gli stessi lidi privati di Bacoli hanno fatto leva su un articolo del Sindacato Italiano Balneari che sostiene questo divieto. L'Unione Nazionale Consumatori ha diffidato il sindacato chiedendo l'immediata rimozione dell'articolo, sottolineando la gravità della cosa: "Ci piacerebbe ci dicessero l’articolo di legge che prevede questa assurdità. Evidentemente aver prolungato per troppi anni le concessioni, in barba a quanto consentito dall’Ue, li ha portati a ritenere di essere i proprietari delle spiagge o, come ha sostenuto giustamente e saggiamente il sindaco di Bacoli, i padroni e non semplicemente i concessionari di un bene demaniale. Siamo pronti a ogni azione legale per garantire i diritti dei bagnanti. È piena facoltà del cittadino introdurre cibo e bevande nello stabilimento, nel rispetto del decoro della spiaggia. Insomma, non si può fare un picnic con tavola imbandita o un barbecue come se fossimo nel nostro giardino, ma certo non possono impedire di portare un panino, una bibita o un gelato".

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Su questo punto ha battuto anche il sindaco di Bacoli, dicendo che questa situazione "è intollerabile", e sottolineando una cosa che spesso dimentichiamo: "Chi gestisce uno stabilimento balneare non ne è il padrone. Non è proprietario di nulla. È il concessionario di un bene demaniale. Sia chiaro, lo ripeto meglio. Non è il padrone di nulla. Ma gestisce un patrimonio pubblico, per un tempo. Perché la spiaggia è di tutti. Perché il mare è di tutti. Ho profondo rispetto per quegli imprenditori che, con passione e nel rispetto delle regole, investono sui beni demaniali. Per chi li valorizza. Ho rispetto per chi paga le tasse. Ho rispetto per chi garantisce contratti regolari ai lavoratori. Ho rispetto per chi assicura la tutela dei più basilari diritti dei bagnanti. Per loro, e ne conosco tanti, tutta la mia stima. Perché fare l’imprenditore, soprattutto in questi tempi, non è semplice. Perché continueremo ad accogliere a braccia parte tutti coloro che vogliono investire nella nostra città, rispettando il paradiso in cui si trovano. Poi esiste chi pensa di aver comprato, con quattro soldi, la sabbia. Poi esiste chi tratta i lavoratori come schiavi. Chi li umilia, chi li sottopaga. Poi esiste chi incassa, senza pagare i tributi locali. E chi è giunto al punto da sentirsi proprietario. Tanto da arrogarsi il diritto di vietare l’ingresso in spiaggia di una bottiglia d’acqua. Con tanto di perquisizioni all’ingresso. È paradossale. Questa categoria di prenditori di beni pubblici non è gradita a Bacoli".

Dopo la segnalazione del sindaco sono partiti dei controlli a tappeto nei lidi della cittadina di origini romane; dispiace invece constatare il silenzio tombale di tutti gli altri sindaci interessati da questo tipo di problematica.

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