17 Giugno 2022 11:00

La storia del picnic: perché si chiama così e cosa c’entra il quadro di Manet

La storia del picnic nasce nelle corti più nobili d'Europa e i primi fruitori sono proprio gli aristocratici. Un capolavoro di Manet contribuisce alla sua diffusione.

49
Immagine

Se pensi al picnic ti viene subito in mente una giornata spensierata, allegra, passata in famiglia e/o con amici. Magari riaffiora il ricordo dei primi innamoramenti, delle giornate al parco, sul prato, con una coperta, qualcosa da bere e un panino da mangiare in compagnia. Ma da dove nasce questa tradizione e perché il nome tanto singolare?

Perché si chiama "picnic"

La parola "picnic" è inglese e può essere scritta anche con il trattino, ovvero pic-nic, perché a sua volta deriva dal termine francese pique-nique. Questo vocabolo è l'abbreviazione di piquer, ovvero "prendere", "rubare", "piluccare", e nique, una parola arcaica che indica qualcosa di poco valore. Il termine si è diffuso largamente a partire dal XVII secolo e, inizialmente, si riferiva ai momenti frugali "sottratti" alla vita casalinga o in cucina. Entra nel vocabolario inglese nel 1748 e indica fin da subito il pasto all'aria aperta e conviviale, il momento ludico con il cibo preparato a casa.

La storia del picnic e il ruolo di Manet nella sua diffusione

Mangiare sull'erba, seduti a terra, è esercizio spartano eppure è nato nel 1600 come svago cavalleresco: una pausa durante i lunghi viaggi a cavallo o le battute di caccia. In tempi molto brevi il picnic diventa un'usanza sociale di moda soprattutto fra i nobili. Aristocratici di tutta Europa organizzano i pasti in mezzo ai campi o lungo i fiumi: in realtà è un modo molto elegante per sfuggire ai noiosi e lunghissimi banchetti di corte, non a caso questa usanza è adorata soprattutto dai giovani aristocratici. Vera fautrice dei "pique-nique" è la regina Maria Antonietta, appassionatissima di queste scampagnate fatte nei prati che circondano la reggia di Versailles. Potremmo definirla come una trasgressione, ma una trasgressione largamente accettata dal ceto sociale d'appartenenza. Nel corso dei decenni il picnic esce dai giardini dei castelli e si evolve, arrivando alle classi sociali più basse.

Immagine
© RMN (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski

La popolarità e l'importanza crescono molto rapidamente fino a far diventare il pic-nic un protagonista di numerose opere d'arte: uno dei dipinti più famosi di Manet, il  "Le dejéuner sur l’herbe" conservato al museo d'Orsay di Parigi ritrae proprio una di queste scene conviviali.

Questo quadro contribuisce enormemente alla fama del picnic perché fa discutere e diventa uno dei più clamorosi scandali artistici dell'intera storia dell'arte. I borghesi parigini si indignano per la donna nuda dipinta da Manet e lo accusano di "scandalosa indecenza": non è tanto la nudità a farli discutere (la Venere del Botticelli è più antica e pur essa nuda) bensì il fatto che la presenza della giovane nuda accanto ai due uomini vestiti non fosse giustificata da alcun pretesto mitologico, storico o letterario come nel caso di Botticelli. La donna raffigurata da Manet è per l'appunto una comune parigina. L'artista, colpito duramente dalla critica, ammette di aver rappresentato la realtà nuda e cruda e che scene come queste se ne vedono tutti i giorni nei dintorni di Parigi. L'indignazione monta e arriva fino alle orecchie di Napoleone III: apriti cielo, il re lo ritiene spregevole, un insulto alla morale. La critica feroce all'opera di Manet rischia di stroncare la carriera del pittore realista ma anche all'epoca i conti si fanno con i numeri: a seguito del risentimento dell'Imperatore la vicenda acquista ulteriore notorietà e Manet diventa, di colpo, il pittore più famoso di Parigi. Lo scandalo monta furioso con un solo e unico risultato: tutta la Capitale fa ore di fila per entrare al Salon des Refusés pur di vedere la tela incriminata. Questa vicenda è del 1863 ma già dall'inizio del secolo il picnic ha assunto un significato legato a doppio filo alla condivisione e alla fratellanza. Nasce addirittura la Picnic Society, con i membri che preparano il cibo e se lo scambiano durante le scampagnate.

Oggi questo momento è riconducibile più che altro alle escursioni all'aperto, un pasto in compagnia durante la quale fermarsi, godere del paesaggio e gustare i piatti preparati per l'occasione. Che sia un passatempo per famiglie, per comitive, o una romantica scusa per un appuntamento galante, il picnic ha dei veri e propri riti, con i relativi accessori, imprescindibili e riconoscibili in tutto il mondo come il cesto di vimini e la trapunta a quadrettoni rossa.

49
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
49