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19 Agosto 2026 18:02

Dopo il caffè, arriva il gelato sospeso: a Genova un cono per chi non può permetterselo

Dopo il caffè sospeso napoletano arriva il gelato sospeso. L'iniziativa, partita dall'associazione Salvamamme, sta registrando numeri increidibili: il progetto porta a donare ben 50 mila gelati all'anno.

A cura di Lorenzo Napolitano
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Nella calda estate di Genova, un classico stagionale acquista le note della solidarietà. Parliamo del gelato, il rifugio perfetto di tutti i golosi che visitano una città e hanno voglia di rinfrescarsi con qualcosa di gustoso. Nel cuore del centro storico, una gelateria artigianale ha dato il via a un nuovo modus operandi, introducendo la logica del caffè sospeso nella propria attività. Il meccanismo è proprio quello che ci si aspetta: chi vuole può lasciare un gelato pagato in più, pronto per chi in quel momento non potrebbe permetterselo.

Come funziona il gelato sospeso e chi c'è dietro il progetto

L'iniziativa genovese non è isolata, ma fa parte di una rete più ampia. Il gelato sospeso, infatti, è promosso a livello nazionale dall'associazione Salvamamme, che ogni anno coinvolge diverse città italiane e permette ai clienti delle gelaterie aderenti di lasciare pagata una consumazione, destinata a un bambino di una famiglia in difficoltà. Lasciare un gelato sospeso è molto semplice: chi vuole partecipare può comprarne uno per sé e lasciarne pagato un altro, può rinunciare al resto, oppure aggiungere qualche euro alla propria consumazione.

Le gelaterie che aderiscono espongono la locandina della campagna e spesso mettono sul bancone un contenitore trasparente per raccogliere le donazioni; quando un bambino o una famiglia chiede se ci sono gelati sospesi disponibili, il gestore può attingere a quanto raccolto per offrirlo gratuitamente. Secondo i dati diffusi dall'iniziativa, il progetto porta a donare circa 50 mila gelati ogni anno, e la campagna 2026 proseguirà per tutta l'estate fino al 31 ottobre. Per entrare a far parte della rete, gelaterie e commercianti devono semplicemente comunicare all'associazione nome, indirizzo e località del punto vendita. Tra le attività genovesi che hanno scelto di aderire c'è anche la gelateria di via Cairoli, gestita da Rosa Pinasco, che racconta il senso dell'iniziativa con parole semplici: "Il gelato sospeso è come il caffè sospeso". A colpire, spiega, è soprattutto la generosità spontanea di chi partecipa, senza sapere fino a dove arriveranno davvero quei gelati sospesi.

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Le radici dell'iniziativa: la tradizione del caffè sospeso e la differenza culturale con il gelato

Abbiamo già menzionato il caffè sospeso napoletano, da dove prende spunto l'iniziativa dell'associazione Salvamamme. Si tratta di una tradizione antica radicata nella cultura partenopea: anche in questo caso, si ordina un caffè e se ne pagano due, e il barista preparerà il caffè già saldato per chi entrerà successivamente nel locale. Più che essere un gesto solidaristico in senso stretto, però, va interpretato come un desiderio di condividere un piccolo piacere quotidiano con uno sconosciuto. A raccontare la storia e il significato più profondo di questa usanza napoletana è stato lo scrittore, regista e attore Luciano De Crescenzo, che nel 2008 ha dedicato al tema addirittura un libro – appunto, "Caffè sospeso"-  raccogliendo articoli pubblicati nel trentennio 1997-2007, intrecciando filosofia greca, aneddoti quotidiani e storie di vita comune. Come dimostra il gelato sospeso genovese, queste attività stanno ritornando in auge, seppur con uno spirito leggermente diverso. Che sia un cono, un caffè, una calda estate o un freddo inverno, questa tradizione continua a trasformare prodotti semplici e genuini in gesti di vicinanza tra sconosciuti.

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