Un'antica coltivazione che illumina e inebria un intero litorale e che ha dato vita al nome con cui questa zona è conosciuta: stiamo parlando della Costa dei gelsomini, un territorio della provincia di Reggio Calabria bagnato dal mar Ionio, conosciuta per lo più come Locride. Un itinerario che parte dalle bellezze magnogreche e medievali di Monasterace, passando per l'affascinante borgo di Mammola, per i canyon di Canolo e per le bellissime spiagge di Roccella Ionica e Gioiosa Ionica, fino a Bova Marina: oggi vi raccontiamo quali sono i prodotti e i piatti tipici di questo rigoglioso territorio, per non perdere neanche una sfumatura di sapore.

La Locride e le sue delizie: i prodotti da non perdere

Una cucina dai sapori intensi e dai prodotti molto particolari, fatti seguendo antiche tradizioni gelosamente custodite: il territorio della Locride è notoriamente "aspro" e non solo per i panorami. Il carattere tenace della Locride e dei suoi abitanti si riflette anche sulla gastronomia e sui suoi prodotti tipici: lo si intuisce subito grazie all'assaggio dei formaggi, con la ricotta affumicata di Mammola e il caciocavallo di Ciminà a dominare i sapori delle tavole locali. Tanti i pecorini, tendenzialmente stagionati, da assaggiare in questo territorio: fra tutti il pecorino della Locride e il pecorino dello Stilaro. Una menzione a parte merita il caprino della Limina, si ottiene dal latte delle capre di varie razze indigene raggruppate in mandrie, con un sistema di allevamento allo stato brado in zone montane e collinari: questo conferisce al prodotto un'incredibile varietà di profumi e sfumature di sapore.

Fra i lievitati un prodotto unico è il pane di Canolo, chiamato jermano in dialetto locale: la traduzione di questa parola corrisponde a "segale" ed è proprio con questa farina scura che si produce, cosa più unica che rara nel Sud Italia. Si tratta della segale coltivata nel territorio di Canolo e di Canolo Nuova, zona in cui questo cereale trova le condizioni climatiche ideali per crescere.

Tanti i prodotti ittici, oltre al celebre stocco di cui parleremo a breve, spicca la sardella, prodotta anche nel Crotonese e ormai praticamente illegale, almeno nella sua forma originaria: da quando la pesca di acciughe e sardine neonate è stata vietata, si produce con il pesce ghiaccio, utilizzato come sostituto del più prelibato bianchetto.

Lasciando la zona costiera per l'interno, troverete anche tanti salumi particolari come u boccuaru, termine dialettale che indica il guanciale del maiale, salume ottenuto dalla lavorazione delle parti grasse di testa e collo, oltre che preparazioni come capocollo, prosciutto di maiale e, naturalmente, la ‘nduja che, benché appartenga tradizionalmente alla zona di Spilinga, è consumatissima anche qui. Infine, la grande varietà dei prodotti del bosco, con i funghi dell'Aspromonte in primis, ma anche le fragoline di bosco, le more di bosco, gli asparagi selvatici, i carciofini spinosi. Insomma, ce n'è per tutti i gusti.

I piatti tipici della Costa dei gelsomini

Una gastronomia molto varia che mette insieme i tipici piatti della costa con i prodotti dell'entroterra dal carattere deciso: in pochi chilometri troverete specialità di mare come lo stocco, eccellenze montane come lardo e capocollo, verdure e ortaggi selvatici ricchi di sapore. Ecco quali sono le specialità da provare se vi trovate sulla Costa dei gelsomini.

1. Stocco di Mammola

Non potevamo che partire da uno dei piatti più celebri della zona, lo stocco di Mammola. Un merluzzo artico proveniente dalla Norvegia, lavorato nelle inospitali Isole Lofoten che, una volta arrivato in questo suggestivo borgo di 3 mila abitanti, si arricchisce di sapori e aromi grazie all'ammollo nelle vasche di marmo locali, riempite con le acque limpide delle fonti dell'Aspromonte. Una specialità unica, lo stocco alla mammolese, che qui si cucina con pomodori, peperoncini, cipolla di Tropea, olive, patate e olio extravergine, ma che, in alcuni casi, si può mangiare anche crudo. Questo prodotto ha dato vita a un insolito gemellaggio fra produttori norvegesi e calabresi: è la forza del cibo, che riesce a mettere in relazione anche popolazioni così "lontane" e non solo dal punto di vista geografico.

2.  Frittelle di sardella (rosamarina o biancomangiare)

Come già spiegato, la tradizionale sardella calabrese, chiamata anche rosamarina, ha subito delle modifiche nel corso del tempo, che servono a preservare le specie ittiche più a rischio: non si produce più con la neonata di alici e sarde, ma con il pesce ghiaccio un po' più cresciuto. Ad ogni modo, la sardella di pesce ghiaccio è altrettanto gustosa: qui potrete trovarla come condimento della pasta, oppure all'interno di stuzzicanti frittelle, chiamate pittegliuzzi (che si possono fare anche con le verdure). Non di rado, la sardella viene usata anche per aromatizzare le uova all'occhio di bue: in questo caso il piatto si chiama ovu-frittu cu biancumangiari piccanti.

3. Gli spaghetti alla Corte d'Assise

Celebre piatto della costa jonica calabrese, dai sapori decisi grazie al peperoncino locale. Gli spaghetti alla Corte d'Assise sono uno di quei piatti che, come di frequente, nasce da un'esigenza "casuale": la storia vuole che, una sera del 1958, un ristorante di Marina di Gioiosa Jonica stesse abbassando le serrande; ma, proprio in quel momento, all'interno del locale quasi chiuso si infilò un giudice che pregò lo chef di fargli qualcosa da mangiare: il cuoco, che pare si chiamasse Gaetano, tirò fuori quello che aveva. E cosa può avere un cuoco calabrese sempre in dispensa? Presto detto: spaghetti, pomodoro, peperoncino, aglio, prezzemolo. Il giudice gradì così tanto che ribattezzò il piatto "spaghetti alla Corte d'Assise": un sugo talmente piccante da non essere "clemente" con nessuno, proprio come la corte in cui il giudice lavorava.

4. Frittata con asparagi selvatici e salsiccia

La frittata cu asparagi e sarzizzi, come viene chiamata da queste parti, è una golosissima frittata che potrete trovare se dalla costa vi spostate leggermente nell'entroterra. Tipica delle zone più interne, dove crescono gli asparagi selvatici, viene proposta dalle trattorie non solo come secondo piatto ma anche come antipasto e, spesso, come farcia dei panini. Uova locali, asparagi selvatici e la salsiccia di suino a stemperare l'amaro della verdura selvatica: un contrasto di sapori intensi e indimenticabili.

5. Pezzo Duro di Gioiosa Ionica

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in foto: Immagine di www.facebook.com/GIOIOSA–IONICA–RC–118958028120761

Sono davvero tantissimi i dolci calabresi, ma vogliamo parlarvi di questa specialità che troverete solo nella cittadina di Gioiosa Ionica. Il Pezzo Duro di Gioiosa Ionica, in dialetto locale Pezzu Duru Geiusanu, è una specie di tronchetto gelato composto da tre gusti tra cui cioccolato, crema, nocciola o in alternativa torroncino: la sua ricetta è segretissima e solo i gelatai locali la conoscono nel dettaglio. Un dessert unico, che viene servito semplicemente tagliato a fette, senza nessuna aggiunta, grazie al suo profumo e al suo gusto particolarmente goloso. A questa specialità il comune di Gioiosa Ionica dedica una sagra molto frequentata che si svolge ad agosto (con date variabili di anno in anno).