22 Marzo 2022 13:00

Cosa e quali sono le zone di pesca Fao: come capire da dove viene il pesce che si compra

Un'indicazione forse spesso sottovalutata, o non considerata, in fase di acquisto dai consumatori. Sulle confezioni di pesce in etichetta viene segnalata l'area di cattura: cosa e quali sono le zone Fao.

A cura di Alessandro Creta
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Se si vuole avere un'idea più chiara sul pesce che si compra, e sulla sua provenienza, è bene consultare le cosiddette zone di pesca Fao. Sulle confezioni è indicata questa dicitura: come fare per riconoscerla?

Tanti di noi, ci auguriamo, in fase di acquisto del pesce (in particolar modo quello fresco o decongelato) si saranno chiesti da dove provenisse quel prodotto finito nel carrello. Un quesito da rivolgere al pescivendolo di fiducia o all'addetto al reparto ittico se presente il banco del pesce al supermercato.

Come comportarsi, invece, se ci ritroviamo tra le mani una confezione già pronta (solo per fare qualche esempio) di tonno, salmone o trota? Come fare a capire, nell'eventualità in cui non ci sia nessuno pronto a soddisfare il nostro dubbio?

È bene sapere che questa informazione è visibile sull'etichetta della confezione, anche se probabilmente in molti non lo sanno. Basta leggere, e saper leggere, le diciture riportate per risalire alle zone di provenienza del pesce.

Non solo la tipologia del prodotto, la data di scadenza o l'indicazione degli strumenti da pesca utilizzati, ma anche un'altra segnalazione però di difficile interpretazione per il consumatore poco consapevole: la zona Fao. Che, detta così, potrebbe ancora rimanere di oscura comprensione.

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Esempio su etichetta di pesce decongelato

Quanti si sono accorti, e successivamente domandati, cosa volesse dire quell'indicazione specifica? È, in verità, un'informazione importantissima, alla quale spesso probabilmente non viene dato il giusto peso o che proprio non viene notata. Si tratta infatti della zona di provenienza del pesce (o molluschi, crostacei), il luogo esatto in cui è stato catturato.

Una dicitura, quindi, che informa l'acquirente precisamente non solo sul mare, ma anche sull'eventuale bacino interno, in cui è avvenuta la pesca. Confezioni di salmoni, tonni, merluzzi, trote, ricciole, pesci spada e via discorrendo; tutte devono avere l'indicazione su dove è stata eseguita la cattura del pesce. Non solo su quelle di pesce decongelato (quando arriva da mari lontani, deve per ovvi motivi essere congelato per il trasporto), anche le confezioni di quello conservato (per esempio tonno o salmone in scatola, sia sott'olio sia al naturale) devono fornire questa indicazione.

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Dal sito della Fao

Sulla base del numero indicato sulla confezione è possibile risalire al luogo di cattura del pesce. La zona di pesca più vicina a noi, quella inerente al mar Mediterraneo, corrisponde al numero 37. Tutte le altre riferite ai mari sono invece le seguenti, consultabili anche nella mappa pubblicata sul sito della Fao.

  • 18: Mar Artico
  • 21: Atlantico nord-occidentale
  • 27: Atlantico nord-orientale e Mar Baltico
  • 31: Atlantico centro-occidentale
  • 34: Atlantico centro-orientale
  • 37: Mediterraneo e Mar Nero
  • 41: Atlantico sud-occidentale
  • 47: Atlantico sud-orientale
  • 48-58-88: Oceano Antartico
  • 51-57: Oceano Indiano
  • 61-67-71-77-81-87: Oceano Pacifico

A queste macro aree, vanno aggiunte delle sottozone più precise con delle rispettive divisioni. Nello specifico, quelle più prossime a noi che riguardano il Mediterraneo e il Mar Nero (dunque la zona 37) sono:

  • Sottozona 37.1 Mediterraneo occidentale
    Divisione 37.1.1 Baleari
    Divisione 37.1.2 Golfo del Leone
    Divisione 37.1.3 Mar di Sardegna
  • Sottozona 37.2 Mediterraneo centrale
    Divisione 37.2.1 Mar Adriatico
    Divisione 37.2.2 Mar Ionio
  • Sottozona 37.3 Mediterraneo orientale
    Divisione 37.3.1 Mar Egeo
    Divisione 37.3.2 Levante
  • Sottozona 37.4 Mar Nero
    Divisione 37.4.1 Mar di Marmara
    Divisione 37.4.2 Mar Nero
    Divisione 37.4.3 Mar di Azov

Ci sono zone Fao da evitare?

L'indicazione della zona di pesca rappresenta un'informazione utile per il consumatore, da tenere conto in fase di acquisto. Negli ultimi anni specialmente se c'è stato un mare di cui evitare, o comunque limitare, i prodotti è stato quello a Nord del Giappone, a largo della zona della centrale Fukushima, protagonista nel 2011 di una pericolosa fuoriuscita di materiale altamente tossico riversato poi nelle acque circostanti.

Nei mesi successivi quel disastro vari Paesi del mondo hanno messo in guardia i consumatori, tanti dei quali hanno evitato di acquistare prodotti ittici provenienti da quelle zone, identificate per la precisione con il numero 61. Da qui solo nel 2020 sono arrivati solo in Italia circa 21 milioni di chili di pesci, crostacei e molluschi (dati Coldiretti).

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Curiosi invece di sapere con ancor maggior precisione non solo la zona di pesca, ma anche il giorno, l'ora e il nome dell'imbarcazione che ha catturato il pesce? Recentemente una start up toscana ha sviluppato un software in grado di poter fornire al consumatore queste indicazioni, per un acquisto ancor più consapevole di uno degli alimenti più amati, e salutari, della nostra dieta.

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