Carlo Cracco cucina nel cantiere del nuovo ospedale alla Fiera di Milano City. Lo chef veneto ha chiamato all’ordine tutta la brigata di Cracco in Galleria, il suo ristorante alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, per cucinare i pasti agli operai che lavorano incessantemente per combattere l’emergenza Coronavirus.

Cracco dice di voler dare “un piccolo contributo per aiutare gli addetti che lavorano giorno e notte. Nella struttura non c’è la mensa e noi tutti siamo a casa con il ristorante chiuso, così abbiamo dato la nostra disponibilità”. La Regione Lombardia insieme alla Fondazione Fiera hanno preso al balzo l’opportunità e hanno messo l’occorrente a disposizione dello chef stellato che ha indossato guanti e mascherina e preparato circa 100 porzioni per gli operai in loco più un cestino portapranzo, o come le ha chiamate l’ex giudice di Masterchef, le schiscette.

Il menu varia quotidianamente ed è pensato per la salute degli operai: “Ci prendiamo cura di loro – conclude Cracco sul sito ufficiale dell’ospedale in costruzione – è quello che possiamo fare noi, che stiamo bene. Oltre a restare a casa per non diffondere ulteriormente il virus. Il contributo e la partecipazione di tutti a offrire supporto operativo, ma anche quello economico, attraverso le donazioni al fondo solidale, sono indispensabili per la realizzazione di questo importante progetto per la Lombardia e il Paese”. Il menu del primo giorno è stato risotto con verdure e una frittata con verza, zucca e castagne.

Cracco e la perdita a causa del Coronavirus

La morte di Matteo Malusardi, gestore e sommelier dell’Antica Trattoria al Laghett a Chiaravalle a causa del Covid-19 ha colpito profondamente Carlo Cracco. Lo chef stellato qualche giorno fa è stato ospite di Paolo Marchi in diretta sui social di Identità Golose e Cracco ha rivolto un pensiero a Malusardi: “Lasciatemi rivolgere un pensiero a tutti gli ascoltatori: la situazione è molto molto difficile quindi meno stupidaggini si fanno, meglio è. Vedo troppa mancanza di responsabilità: se ci sono delle disposizioni, bisogna seguirle. Abbiamo anche perso uno dei nostri l’altro giorno: Matteo Malusardi, gestore e sommelier dell’Antica Trattoria al Laghett un luogo in cui vado spesso. Aveva 38 anni: se muore un ragazzo a quell’età vuol dire che può capitare a chiunque”.