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11 Novembre 2023
15:00

Come si riconosce un rum di qualità? I segreti per degustare il distillato dei pirati

Il rum è uno dei distillati più complessi al mondo: tendenzialmente dolce, versatile e difficile da gestire in mixology. Vediamo come riconoscere un buon rum.

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Il rum è uno dei distillati più venduti al mondo ed è anche tra i più apprezzati per quel gusto leggermente dolce che manca ai suoi "colleghi". La dolcezza è data dalla materia prima, la melassa della canna da zucchero, ma questo è solo uno dei tanti sentori che possiamo apprezzare in un rum di qualità. Come facciamo a riconoscere un rum buono e non avere una fregatura? Riconoscere un buon rum può essere un'esperienza piacevole e soddisfacente per gli appassionati di questo alcolico. Dobbiamo stare attenti ad alcuni fattori fondamentali come l'invecchiamento, la tipologia e i gradi alcolici. Piccoli e semplici suggerimenti che ci fanno drizzare le antenne ancor prima di mettere il naso nel bicchiere (cosa da non fare mai tra l'altro). Si tratta di un distillato molto complesso il cui sapore può cambiare notevolmente a seconda dalle materie prime utilizzate ai metodi locali di produzione e invecchiamento. Facciamo un viaggio nel mondo del rum e vediamo come degustarlo al meglio.

Un piccolo recap sul rum: cos'è, come si produce e quali sono le tipologie

Prima di assaggiarlo cerchiamo di scoprire qualcosa di più su questo distillato, a partire dalla provenienza. Alcuni Paesi sono noti per la produzione di rum di alta qualità, come Giamaica, Cuba, Barbados, Porto Rico, Repubblica Dominicana e Martinica. Hanno delle tradizioni e degli stili di produzioni molto specifici e sono probabilmente le nazioni più votate alla creazione di questo distillato. Occhio però a non fermarti alle apparenze: oggi ci sono ottimi rum un po' in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda all'Austria passando per il Giappone.

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Questo successo è dato sia dal mercato sempre più fiorente della mixology, sia alla facilità del reperimento della materia prima. Il rum si fa distillando succo fermentato della canna da zucchero o della melassa. Viene solitamente invecchiato in legno di quercia prima di imbottigliare la bevanda usando blend di diversi botti con diversi anni di affinamento. Per questo motivo non sempre è indicato l'anno di imbottigliamento. I rum millesimati, ovvero quelli provenienti da una sola annata, sono relativamente rari e se vuoi qualcosa di molto speciale questa è una buona scelta ma non è la sola cosa a cui stare attenti proprio per le caratteristiche organolettiche del prodotto.

Oltre a questo tieni a mente che scegliere "un buon rum" non è semplice perché esistono tante tipologie, tutte con le proprie caratteristiche. Purtroppo non esiste un disciplinare univoco né una legislazione internazionale quindi non siamo in grado di offrire una descrizione valida per tutti i rum, a differenza di quanto non possa fare un sommelier col vino. I principali stili vengono dal colonialismo e sono spagnolo, britannico o francese. Senza scendere nei dettagli possiamo dire che i rum spagnoli siano più dolci e morbidi, quelli britannici siano più speziati, quelli francesi sono più fruttati.

Come si riconosce un buon rum

Il rum è un alcolico squisito che si presta per essere consumato da solo o come base di numerosi cocktail. Un po' come per il vino la prima cosa da fare è annusare il distillato. Occhio però: per capire se un distillato (qualsiasi) è di qualità oppure no, non bisogna mettere il naso fin dentro al bicchiere ma appoggiarlo al mento. L'odore dell'alcol è quello più volatile che ci sia in un superalcolico quindi, mettendo il naso fin dentro al bicchiere, sentiremmo quasi solo quello anche se fosse il miglior rum al mondo. Lasciando un po' di spazio e facendo agire l'ossigeno il prodotto esprime al meglio tutto il potenziale.

1. Il profumo di un rum di qualità

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Il profumo che dobbiamo sentire in un buon rum è quello del caramello e dello zucchero almeno inizialmente, poi ci devono arrivare i frutti tropicali, l'odore del vino, e degli agrumi ma questo varia molto a seconda della tipologia. Un buon rum ha un aroma piacevole e complesso. Puoi annusare il prodotto e cercare sentori di vaniglia, caramello, frutta, spezie o legno. L'aroma dovrebbe essere invitante e bilanciato. Piccola curiosità sui profumi: lo spazio aperto, l'universo, potrebbe avere l'odore del rum. Grazie a studi specifici ed esperienze sul campo è possibile ricostruire che odore potrebbe avere lo spazio e saprebbe di polvere da sparo, pancetta, lamponi e rum.

2. L'aspetto di un buon rum

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Ora godiamoci il distillato alla vista, partendo dal colore. Il rum può avere tanti colori diversi a seconda della tipologia: rum bianco, rum ambrato o dorato e rum scuro. Dobbiamo però chiarire un concetto che può sembrare banale ma che non lo è: tutti i distillati, compreso il rum, quando escono dall'alambicco sono cristallini come l'acqua (o come la vodka se vogliamo restare in tema). Non importa di che colore sia la materia prima iniziale, la distillazione cristallizza il liquido.

I diversi colori di un rum sopraggiungono grazie al contatto con il legno, all'addizione di coloranti, all'infusione di spezie ma non solo. A incidere sul colore ci sono tanti altri fattori:

  • Il clima durante l'invecchiamento che influisce sulla "cessione" del legno che dipende sia dalla tipologia di botte sia dal clima della nazione in cui il rum si trova. A parità di botte più il clima è caldo più il colore diventa acceso. A parità di fattori come tipologia di legno, anni di invecchiamento e materie prime un rum della Martinica è più scuro di un rum canadese.
  • Anche la botte ha la sua influenza, proprio come nel vino. I barili vengono tostati o carbonizzati: più il trattamento col fuoco è penetrato nelle doghe, più il rum si infilerà tra le spirali del legno con la conseguente perdita di pigmentazione da parte di quest'ultimo a favore del distillato.
  • Forse però il più importante fattore è l'addizione di caramello al rum. Quando il processo di invecchiamento termina si procede al blending di vari rum ma anche all'aggiunta di acqua per abbassare il grado alcolico. Un processo intorbidisce il prodotto che va, quindi, filtrato. Solitamente dopo si aggiunge un po' di caramello al termine di questo processo. Questa lieve addizione permette di avere un colore uniforme ed è una pratica comune anche ad altri distillati, come il whisky.

3. La viscosità del rum

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Altro elemento che possiamo valutare prendendo in prestito un metodo dal mondo del vino è quello di agitare il distillato nel bicchiere e osservare le "lacrime" lasciate dal rum sulle pareti del recipiente. Un buon rum deve essere viscoso, quindi avere le lacrime dense, che scivolano lentamente sul bicchiere.

4. L'invecchiamento del rum

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Prima di andare all'assaggio diamo uno sguardo alla bottiglia: quanti anni invecchia un rum? Un rum di alta qualità è spesso invecchiato per un periodo di tempo significativo in botti di legno. L'etichetta del rum dovrebbe indicare l'età del prodotto. In generale, rum più vecchi tendono ad avere aromi più complessi e un sapore più ricco.

Questa regola non vale sempre: non è detto che i rum più vecchi siano i più pregiati. Un invecchiamento eccessivo può rendere il suo gusto troppo legnoso. Quando parliamo di tempo nei prodotti dell'enogastronomia è difficile definire "poco" o "troppo": ogni prodotto deve invecchiare, maturare, stagionare per il giusto periodo. Non può essere né troppo breve né troppo lungo, deve essere il suo periodo esatto per essere di qualità.

In tema di invecchiamento dobbiamo anche dire che esistono due modalità: invecchiamento tropicale e invecchiamento continentale. La differenza sta nella "parte degli angeli", ovvero l'Angels' share nei paesi anglofoni o Demon's share in Sudamerica. Si tratta di quella parte di alcol che durante l'invecchiamento evapora. Nella zona tropicale si perde all'incirca l'8% di prodotto, sul territorio continentale circa il 2-4%. Ecco perché nel nostro continente un rum può invecchiare anche per decenni, mentre ai tropici invecchiano molto di meno. Questo non vuol dire che il nostro sia migliore, anzi. A tal proposito può capitarti di vedere sulla bottiglia due lettere: "XO". La classificazione XO significa Extra Old, ed indica un rum invecchiato per un tempo minimo di 6 anni, solitamente di grande qualità.

5. Che sapore ha un buon rum?

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Quando assaggi un rum, presta attenzione al sapore. Un buon rum ha una dolcezza equilibrata, insieme a sapori complessi che si sviluppano nel palato. Puoi cercare note di frutta, spezie, vaniglia, cioccolato o caramello. Il rum presenta una vasta gamma di sapori, che variano da leggeri e speziati a pesanti e affumicati, offrendo svariate opzioni che riescono a soddisfare ogni palato.

Quanto deve costare un rum di qualità?

I migliori rum al mondo sono tutti intorno ai 50 euro ma non c'è bisogno di spendere questa cifra per avere un prodotto di qualità, soprattutto se si è un appassionato dell'ultim'ora. Il nostro consiglio però è di non scendere sotto i 25 euro perché sotto questa cifra gli ingredienti addizionati, su tutti lo zucchero, possono essere di una qualità troppo bassa.

Quanti gradi deve avere un buon rum?

I rum di alta qualità possono variare nel contenuto alcolico, ma in genere hanno un tasso alcolico compreso tra il 40% e il 50%. Un tasso alcolico più elevato può contribuire a una maggiore complessità del sapore, ma deve essere bilanciato in modo da non sopraffare gli altri aromi.

I cocktail a base di rum

Il rum è un distillato versatile che può essere utilizzato per preparare una varietà di cocktail deliziosi. Si tratta però di uno dei distillati più difficili da gestire: un piccolo errore e sbagli tutto. Vediamo i drink più buoni da provare: dal classico Mojito al Daiquiri. L'alcolico preferito dai pirati è sempre un piacere da bere (responsabilmente).

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A cura di
Leonardo Ciccarelli
Nato giornalista sportivo, diventato giornalista gastronomico. Mi occupo in particolare di pizza e cocktail. Il mio obiettivo è causare attacchi inconsulti di fame.
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