Video thumbnail
7 Settembre 2026
19:00

Allergia alimentare al nichel: cos’è la SNAS, quali sono i sintomi e gli alimenti da limitare

Pensi di soffrire di allergia al nichel? Ancora non lo sai, ma potrebbe essere SNAS, la Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel. Sono Simone Gabrielli, biologo nutrizionista, e ti spiego come distinguere la SNAS dall'allergia da contatto al nichel, quali alimenti possono contenerne di più, come si arriva alla diagnosi e quale alimentazione seguire.

0
Immagine

Gonfiore, mal di pancia, stanchezza e corse in bagno dopo aver mangiato? Ti succede anche con un semplice pomodoro? Potrebbe essere un'allergia al nichel… oppure no. La SNAS, Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel, è una condizione associata all'ingestione di nichel attraverso gli alimenti ed è ancora poco conosciuta: spesso i suoi sintomi possono essere confusi con quelli di altri disturbi intestinali. Per questo motivo, è importante arrivare a una diagnosi corretta prima di eliminare dalla propria alimentazione molti cibi.

Sono Simone Gabrielli, biologo nutrizionista, e ti spiego come distinguere la SNAS dall'allergia da contatto al nichel, quali alimenti possono contenerne di più, come si arriva alla diagnosi e quale alimentazione seguire.

Differenza tra allergia da contatto al nichel e SNAS

Prima di tutto, dobbiamo capire che allergia da contatto al nichel e SNAS non sono la stessa cosa. Nel primo caso la reazione si manifesta quando un oggetto contenente nichel entra in contatto con la pelle; il sistema immunitario si attiva e possono comparire rossore, prurito e lesioni cutanee.

La SNAS, invece, è la Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel e viene descritta in relazione all'ingestione di nichel attraverso gli alimenti. In questo caso possono comparire sintomi gastrointestinali, come gonfiore, crampi, nausea e diarrea, ma anche manifestazioni che interessano altre parti del corpo, tra cui stanchezza, mal di testa ed eczema.

A differenza delle allergie alimentari classiche, nella SNAS viene descritta una soglia di tolleranza: questo significa che l'assunzione di piccole quantità di nichel può non provocare sintomi, mentre i disturbi possono comparire quando viene superata la propria soglia personale di accumulo. È importante quindi non pensare che chiunque abbia un'allergia da contatto al nichel debba necessariamente eliminare gli alimenti che lo contengono. Il nichel è praticamente ovunque e una persona con allergia da contatto, ma senza sintomi legati all'ingestione, non deve automaticamente seguire una dieta priva di nichel.

Sulla SNAS, però, sappiamo ancora relativamente poco. Le evidenze scientifiche disponibili sono limitate e la stessa definizione della sindrome rimane oggetto di discussione nella letteratura scientifica. Per questo la diagnosi deve essere fatta con attenzione, evitando di attribuire automaticamente a questa condizione qualsiasi disturbo intestinale.

Quali sono gli alimenti ad alto contenuto di nichel?

Il nichel è presente in moltissimi alimenti, ma alcuni possono contenerne quantità maggiori: tra questi troviamo legumi, cereali integrali, alcuni tipi di frutta e verdura, molluschi, crostacei e pesce. La quantità di nichel, però, non è sempre uguale, ma dipende anche dall‘ambiente in cui vengono prodotti: se il terreno contiene una maggiore concentrazione di nichel, per esempio, la frutta e la verdura coltivate lì possono assorbirne di più. Lo stesso principio vale per il pesce, che può accumulare quantità diverse del metallo in base alla concentrazione presente nell'acqua.

Anche la quantità di nichel che l'organismo riesce ad assorbire può cambiare in base a diversi fattori, tra cui il fatto che venga assunto a digiuno o insieme ad altri alimenti. Inoltre, anche l'acqua che beviamo può contenere nichel. Per questo motivo le tabelle che indicano gli alimenti più ricchi di nichel possono essere utili come riferimento, ma non permettono di stabilire con certezza quanto nichel stiamo assumendo in ogni singolo pasto. Ci sono però due piccoli accorgimenti che possono aiutare: scegliere, quando possibile, un'acqua con una bassa concentrazione di nichel, senza però ridurre l'assunzione di acqua, che rimane fondamentale, e associare agli alimenti che contengono nichel delle fonti di vitamina C, che può ridurne l'assorbimento a livello intestinale.

Immagine

Una volta diagnosticata la SNAS, può essere necessario ridurre frequenza e quantità di alcuni alimenti che possono apportare quantità significative di nichel: tra quelli da valutare rientrano, per esempio, fagioli, ceci, piselli, cacao, liquirizia, mandorle, nocciole, arachidi, pomodori, cipolle e cereali integrali.

Anche gli alimenti in scatola meritano una precisazione. Spesso si consiglia di eliminarli perché si pensa che il nichel della confezione passi direttamente nel cibo; in realtà le lattine sono rivestite internamente con uno strato protettivo di resine adatte al contatto alimentare, che evita il contatto diretto tra metallo e alimento. Un minimo passaggio può comunque verificarsi in presenza di micrograffi o imperfezioni del rivestimento. Il problema principale dei prodotti in scatola e, più in generale, degli alimenti ultra-processati è però un altro: durante i diversi passaggi della lavorazione industriale può verificarsi una contaminazione da nichel attraverso i macchinari utilizzati.

Anche gli strumenti che utilizziamo per cucinare possono contribuire all'esposizione: alcune pentole e padelle, come quelle in acciaio inox standard, possono rilasciare piccole quantità di nichel negli alimenti, soprattutto durante la cottura di preparazioni acide come quelle a base di pomodoro. Per conservare gli alimenti è quindi preferibile evitare i contenitori metallici; sono invece adatti materiali come vetro, titanio, terracotta e ghisa, oltre ad alcuni contenitori in alluminio antiaderente dichiarati esplicitamente dal produttore come nichel free.

Come si diagnostica la SNAS

Se pensi di avere la SNAS, la prima cosa da fare è non iniziare una dieta nichel-free in autonomia. I sintomi della sindrome, infatti, possono essere simili a quelli di altre condizioni, tra cui la sindrome dell'intestino irritabile, e una semplice lista di alimenti da evitare non è sufficiente per arrivare a una diagnosi.

Purtroppo, non esiste un esame specifico che permetta di diagnosticare direttamente la SNAS: tutti quei test che si trovano online, in farmacia o presso alcuni professionisti che promettono di individuare un'allergia al nichel attraverso il capello, il DNA o altri metodi simili non hanno validità scientifica; ripetendoli, inoltre, si possono perfino ottenere risultati diversi.

La diagnosi viene quindi effettuata dal medico attraverso l'anamnesi, cioè la raccolta delle informazioni sulla storia clinica e sui sintomi della persona. In alcuni casi può essere utilizzato anche il patch test, l'esame che permette di verificare la presenza di un'allergia da contatto al nichel. Il percorso può prevedere anche un periodo di prova in cui vengono eliminati alcuni alimenti che possono creare problemi sia nella SNAS sia nella sindrome dell'intestino irritabile, mantenendo invece altri alimenti contenenti nichel che non sono tipicamente problematici nell'IBS. È proprio questa sovrapposizione dei sintomi e degli alimenti da limitare che può rendere le due condizioni difficili da distinguere.

Immagine

Quale dieta seguire se hai la SNAS

Una volta diagnosticata la SNAS, l'obiettivo non è eliminare per sempre tutti gli alimenti che contengono nichel: la strategia consiste piuttosto nel ridurre la frequenza e la quantità degli alimenti che apportano più nichel, tenendo conto della propria soglia di tolleranza; inoltre, anche la scelta degli strumenti da cucina e dell'acqua può essere valutata all'interno del percorso.

La cosa più importante, però, è non eliminare intere categorie di alimenti senza una diagnosi certa. Una dieta troppo restrittiva può portare a escludere alimenti che forniscono nutrienti importanti senza che ce ne sia realmente bisogno. Se la SNAS viene diagnosticata, il percorso migliore è quindi trovare, con l'aiuto di un nutrizionista, il proprio equilibrio tra quantità, frequenza e varietà degli alimenti, così da gestire la soglia personale senza trasformare la dieta in una lista infinita di divieti.

Immagine
Resta aggiornato

Ogni giorno nuove Ricette tutte da gustare

Show
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views