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7 Agosto 2026 16:00

Alla scoperta del clambake, la spettacolare cottura al vapore sulle spiagge del New England

Una tradizione estiva del New England che unisce cottura al vapore su pietre roventi, alghe marine e convivialità, tra spiagge, piccoli porti e sapori tipici della costa atlantica.

A cura di Francesca Fiore
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Durante un viaggio estivo lungo la costa del New England, dal Maine al Massachusetts fino  Rhode Island, può capitare di imbattersi in un clambake organizzato sulla spiaggia o nei pressi di un piccolo porto. Prima si vede il fuoco acceso per scaldare le pietre, poi arrivano le alghe e i cestelli destinati alla cottura; intorno, famiglie e gruppi di amici aspettano che il pasto sia pronto, spesso seduti a tavoli all’aperto. Il clambake è una delle esperienze gastronomiche più tipiche della regione e, per chi viaggia, rappresenta un modo diretto per conoscere la cultura costiera locale. Non è una semplice cena di pesce, ma una preparazione collettiva che richiede tempo, spazio e ingredienti legati al territorio. Il nome deriva da clam, cioè “vongola”, anche se oggi il menu comprende molto altro: viene organizzato soprattutto in estate, durante feste di paese, matrimoni, incontri familiari e appuntamenti aperti ai visitatori.

Come si prepara un clambake tradizionale

La preparazione di un clambake tradizionale comincia diverse ore prima del pasto, perché la parte più lunga non è la cottura degli alimenti, ma quella della fossa e delle pietre. Si scava nella sabbia una cavità abbastanza ampia da contenere il fuoco e i cestelli, scegliendo una zona stabile e lontana dalla marea. Sul fondo vengono sistemate pietre compatte e resistenti agli sbalzi termici, evitando quelle porose o umide, che potrebbero spaccarsi con il calore. Sopra si accende un fuoco alimentato con legna asciutta e lo si lascia bruciare finché le pietre non accumulano una quantità sufficiente di calore, un processo che può richiedere anche due o tre ore.

Quando il fuoco si è abbassato, si rimuovono con attenzione braci e residui di legna, lasciando esposte le pietre roventi: a questo punto si stende uno spesso strato di rockweed, un’alga bruna comune lungo le coste del New England, riconoscibile per le piccole sacche d’aria presenti sulle fronde. L’acqua trattenuta nei suoi tessuti, a contatto con le pietre calde, evapora rapidamente e crea la camera di vapore necessaria alla cottura. Le alghe funzionano anche come barriera protettiva, impedendo che i cestelli entrino direttamente in contatto con la superficie incandescente.

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I cestelli o le reti vengono collocati sopra questo primo strato e ricoperti con altra rockweed, una tipologia di alghe brune locali. L’intera fossa viene quindi chiusa con tele pesanti, sacchi di iuta o teli bagnati, che limitano la dispersione del calore. In alcune preparazioni si versa acqua di mare sulle alghe per prolungare la produzione di vapore, mentre in altre ci si affida soltanto alla loro umidità naturale. Durante la cottura la copertura non viene sollevata di continuo, perché ogni apertura farebbe diminuire la temperatura. Il controllo avviene quindi in base al tempo trascorso, alla quantità di vapore che fuoriesce e all’esperienza di chi dirige la preparazione.

La cottura vera e propria dura in genere tra un’ora e un’ora e mezza, ma può prolungarsi quando il clambake è molto grande o contiene numerosi cestelli sovrapposti. Al termine, i teli vengono sollevati con cautela e i cestelli estratti uno alla volta. La riuscita dipende soprattutto da tre fattori: pietre ben riscaldate, alghe ancora umide e copertura ben sigillata.

Cosa si cucina e come viene servito

Gli ingredienti riflettono le risorse offerte dalla costa del New England e variano leggermente da uno Stato all’altro, ma alcuni elementi sono considerati imprescindibili. Le protagoniste sono le aragoste del Maine, insieme a vongole, cozze e altri molluschi locali. Tra questi spiccano gli steamers, o soft-shell clams, molluschi dal guscio sottile tipici della costa nord-orientale degli Stati Uniti, apprezzati per la carne tenera e dal sapore delicato, noti da noi come mya o vongola delle sabbie.

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Accanto ai prodotti del mare trovano spazio pannocchie di mais, patate intere con la buccia e cipolle; in alcune varianti vengono aggiunti anche pesce, pollo, uova oppure salsicce; nel Rhode Island è particolarmente diffuso il chouriço, una salsiccia speziata di origine portoghese, legata alla presenza storica di comunità lusitane nella regione tra XIX e XX secolo.

L’ordine con cui gli ingredienti vengono sistemati nei cestelli non è casuale: le patate e le cipolle, che richiedono tempi più lunghi, vengono collocate nelle zone più vicine alla fonte di calore, mentre molluschi e crostacei occupano gli strati superiori. Le aragoste vengono cotte intere, mantenendo il guscio, che aiuta a trattenere i succhi. Una volta terminata la cottura, il contenuto dei cestelli viene trasferito su grandi vassoi o direttamente sui tavoli, senza preparazioni elaborate.

Il servizio segue la stessa impostazione essenziale: le aragoste vengono accompagnate soprattutto da burro fuso, mentre le vongole possono essere immerse nel loro liquido di cottura o nello stesso burro; pane, coleslaw, limone e talvolta una salsa cocktail completano il pasto. Tutti gli ingredienti vengono portati in tavola insieme, permettendo a ogni commensale di comporre il proprio piatto.

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Che cosa lo rende diverso da una normale cena di pesce

Il clambake si distingue da una normale bollitura perché gli alimenti non vengono immersi nell’acqua: la cottura avviene interamente tramite il calore accumulato dalle pietre e il vapore trattenuto nella fossa. Questo sistema permette di cuocere contemporaneamente ingredienti diversi, mantenendo molluschi e crostacei morbidi e senza ricorrere a condimenti complessi.

La tecnica richiama metodi di cottura già utilizzati dalle popolazioni indigene della costa nord-orientale, anche se il clambake moderno si è sviluppato nel tempo con l’aggiunta di prodotti introdotti dalle comunità europee. Oggi molti ristoranti propongono versioni semplificate in grandi pentole o forni a vapore, ma la preparazione sulla spiaggia resta quella più caratteristica.

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