Ormai in Italia "adottare" qualcosa di puramente simbolico, come un albero di pistacchio o una mucca del Trentino, è una moda consolidata e fruttuosa. Le associazioni traggono profitto per un fine nobile, i prodotti vengono salvaguardati e i donatori ottengono in cambio beni e servizi d'eccellenza. Per questa ragione due importanti realtà hanno aperto una campagna di "adozioni" per aiutare agricoltori e luoghi della nostra nazione. Si tratta di Borghi più belli d'Italia e Coltivatori di emozioni: le due associazioni hanno organizzato una battage che permette alle persone di diventare "guardiani" dei lavoratori, dei borghi in cui lavorano e della loro storia. Chi partecipa alla raccolta fondi ottiene anche un titolo onorifico suggestivo, quello di "Azionista della bellezza e del gusto".

Come adottare un agricoltore e il suo borgo

Il progetto nasce per custodire un patrimonio prezioso, fatto di tradizioni ed eccellenze enogastronomiche senza eguali. Ogni territorio conserva un tesoro inestimabile da preservare e con l'adozione ognuno può fare la propria parte. Per tutto il 2021 sarà, infatti, possibile sostenere "a distanza" uno dei piccoli agricoltori e produttori dei Borghi più belli d’Italia. Questo contribuirà a portare in tavola prodotti naturali, provenienti da un’agricoltura sostenibile e/o biologica, che rispetti la biodiversità e il benessere del consumatore.

Sul sito è possibile selezionare il produttore e il borgo che si vuole sostenere e ricevere in cambio prodotti tipici direttamente dal territorio: si va dalla fagiolina del Trasimeno di Castiglione del lago al farro di Abbateggio, fino ai vini di Sambuca di Sicilia.  Le modalità di adozione sono tre e, più alta sarà la donazione, maggiori saranno le ricompense che si potranno ricevere e le ore-lavoro donate ai produttori. Tra i "premi" c'è anche la Guida dei Borghi più belli d’Italia 2020/2021. I "genitori adottivi" del borgo riceveranno aggiornamenti stagionali a distanza, per poi viverle da vicino non appena si potrà tornare a viaggiare.

Ogni adozione genera un "buono lavoro" di un'ora, interamente destinato al produttore "adottato". L'artigiano potrà  usarlo per tutte le attività lavorative dando un'occupazione, e un'occasione, ai giovani che risiedono nella città. Questo aspetto in particolare è molto sentito perché i prodotti dei piccoli borghi italiani sono spesso realizzati da poche famiglie, con il lavoro che passa di padre in figlio. Un tipo di artigianato non molto apprezzato dalle nuove generazioni che rischia di comparire, un po' come sta succedendo con la Colatura d'alici di Cetara. Investire nei produttori può portare i giovani a essere inseriti nel tessuto produttivo del territorio, contribuendo a conservare la tradizione di quel luogo.