Alzi la mano chi mangerebbe pizza dalla mattina alla sera. Da qualche giorno a Roma si può: è arrivato in città Mr.Go, un distributore automatico aperto 24 ore su 24 che cuoce pizze in soli 3 minuti. Oltre a snack, medicinali e bibite, da qualche tempo nella Capitale potreste imbattervi anche in una macchina che offre delle pizze calde e fumanti in un cartone da asporto. Nel nostro Paese c'è solo a Roma, non lontano dalla Città Universitaria e dal Teatro Italia, ma l'azienda ha già fatto sapere che se l'esperimento avrà successo potrebbe installare distributori in tutta Italia.

In realtà parlare di "distributore" non è correttissimo perché non vende una pizza già fatta. Si tratta di una vera e propria "macchina" per la pizza: impasta, condisce, cuoce e sforna una tonda pronta da gustare. Il prodotto è creato al momento, non si tratta di una pizza surgelata e poi rigenerata.

Il lancio non è andato molto bene

Faith Willinger, giornalista e scrittrice americana con una passione smodata per la gastronomia italiana, si è spesso interrogata sul perché gli italiani prendano tanto sul personale ogni discussione sul cibo. La sua risposta è stata semplice quanto geniale, arrivata dopo anni di studio: "L'Italia come nazione unita ha poco più di 150 anni, le tradizioni culinarie ne hanno 2000, sono più vecchie della nazione stessa". Va da sé che l'idea di una macchina che produce un prodotto che solitamente è altamente artigianale, ormai diffuso in tutta la nazione, con una qualità sempre crescente, non sia stata accolta con entusiasmo dai romani: anzi, sono arrivati sberleffi da più parti. Mr.Go crede molto in questa idea però e solo il tempo dirà loro se avranno avuto ragione a puntare sull'Italia oppure no.

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in foto: Foto di Mr.Go

Esteticamente la pizza di Mr.Go somiglia molto a quelle che vediamo nelle serie tv americane, soprattutto quella con il salame sembra arrivare direttamente da oltreoceano. Abbiamo comunque parlato di un prodotto preparato al momento, non preconfenzionato, quindi come funziona questa macchina? All'interno del distributore la farina viene miscelata con l'acqua e con il lievito disidratato per ottenere un panetto da 160 grammi. Premettiamo già che la presenza di questa tipologia di lievito rende la pizza più simile a una piadina che a una tonda classica.

Una volta ottenuto il panetto, questo viene pressato e su di esso viene distribuito uniformemente il pomodoro. Si continua poi con i condimenti base della pizza selezionata, fino a quel momento conservati sottovuoto e in ambiente sterile. La cottura in forno è a 380 gradi, come una pizza napoletana tradizionale, dopodiché viene posta in un cartone e offerta al cliente. Sono disponibili quattro gusti: Margherita, Diavola, rossa con pancetta e quattro formaggi.