14 Aprile 2021 15:00

Un team di italiani ha scoperto una sostanza che blocca il Covid: si trova nei broccoli

Un team di ricercatori italiani ha scoperto un composto che blocca il coronavirus: si trova nelle verdure crucifere, come broccoli, cavoli o cime di rapa. Lo studio, pubblicato su una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, ha coinvolto professionisti di tutta la comunità scientifica. Si tratta di un importante passo avanti verso la fine della pandemia.

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Un composto naturale prodotto dalle piante crucifere, come ad esempio cavoli, broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles o cime di rapa, è in grado di "intrappolare" il Covid-19 all'interno delle cellule. La scoperta è stata fatta da un team internazionale con a capo un'equipe di universitari italiani: la sostanza scoperta è in grado di bloccare il coronavirus nelle cellule, ostacolando la replicazione e impedendo la diffusione nel resto dell'organismo. In pratica questo composto funge da "polizia speciale" del corpo umano e va a catturare tutti gli enzimi responsabili dell'infezione, bloccando sul nascere ogni agente patogeno e inglobando le cellule del Covid. Le verdure mettono in isolamento i microrganismi cattivi, aiutando il nostro corpo a sconfiggerli. Questo meccanismo biologico è già stato riscontrato in molti altri casi, ma è la prima volta che un team di ricerca riesce a isolare una sostanza che può essere replicata e usata contro il Covid-19.

Il cibo ci offre un aiuto contro la pandemia

Il ruolo dell'alimentazione nella lotta al SARS-CoV-2 è studiato fin dagli esordi della pandemia. Lo scorso autunno è stata pubblicata una ricerca internazionale in cui si afferma che la quercetina potrebbe combattere il Covid-19. Il flavonoide si trova in tantissimi alimenti che consumiamo spesso, come il radicchio, i capperi e i mirtilli, oltre che in bevande come tè verde e vino. La comunità scientifica non si è ancora espressa con fermezza su questo studio, ma mangiare più insalata sicuramente fa solo bene.

L'Imperial College di Londra sta invece studiando da oltre un anno l'iterazione tra il cibo e la prevenzione nel trattamento delle malattie virali, concentrandosi ovviamente sul coronavirus. Gli inglesi stanno cercando la giusta combinazione alimentare per "eliminare" i farmaci e combattere la malattia partendo dalla dieta di tutti i giorni. Nessuno dei due studi ha portato a risultati concreti e reali nella vita di tutti i giorni, tranne questo del team italiano.

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La sostanza, che deriva dalla degradazione di composti presenti nella maggior parte delle piante crucifere, blocca il coronavirus. Grazie alle basi gettate da questo studio sarà possibile mettere a punto farmaci costruiti attorno al principio attivo, che puntano a stoppare la replicazione del virus e ad arrestarne la trasmissione. Un modo concreto e naturale per battere la malattia, non solo per prevenirla. La ricerca, pubblicata su Nature, è puramente teorica al momento e adesso si passerà alla somministrazione del farmaco con pazienti che hanno il Covid-19 per valutare sul campo l'efficacia del composto.

La squadra di ricerca è composta dai studiosi dell'Università di Tor Vergata, dell'Università di Torino e dell'Università del Nevada, negli Stati Uniti, collaborando inoltre con i colleghi del Beth Israel Deaconess Cancer Center della Scuola di Medicina dell'Università di Harvard; del Dipartimento di Epidemiologia e Ricerca Preclinica dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani (INMI) di Roma; del Laboratorio di Genetica Medica dell'IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; dell'Università di Boston e di numerosi altri istituti. Hanno partecipato all'indagine anche alcuni consorzi di ricerca, come il COVID Human Genetic Effort, il French COVID Cohort Study Group e il CoV-Contact Cohort.

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