
Non c'è stata una sola volta nella vita in cui non ci siamo imbattuti – tra le pagine di un libro o attraverso uno schermo televisivo – in qualche storia di una delle scrittrici inglesi più famose del XX secolo. Nei vagoni di un treno o tra gli scaffali di una biblioteca, Agatha Christie ci ha condotti in un mondo fatto di omicidi, bugie, silenzi e confessioni e, in questo universo narrativo, il cibo ha spesso assunto un ruolo fondamentale. Che sia usato come arma del delitto o come strumento per raccontare alcuni tratti peculiari del carattere dei personaggi, il cibo diventa spesso centrale nelle storie della Christie: una centralità che nasce dal suo personale amore verso la cucina. A cinquant'anni dalla sua scomparsa, vogliamo celebrarne il talento e alcune delle sue ricette preferite.
Dalla cucina britannica ai sapori mediorientali: il cibo preferito di Agatha Christie
Nei romanzi di Agatha Christie nulla è lasciato al caso e chi ha avuto il piacere di leggerli, lo sa benissimo: i personaggi sono costruiti con precisione e la storia procede attraverso segreti e dinamiche che vengono svelati poco alla volta, guidando il lettore verso la soluzione finale, tramite indizi e ragionamenti. In questo contesto, anche il cibo assume un ruolo specifico: non è semplice nutrimento ma, come spesso accade, può diventare il nascondiglio perfetto per l'arma del delitto. Grazie alla sua esperienza come infermiera durante la Prima guerra mondiale, la Christie sapeva benissimo che lo zucchero poteva nascondere l'amaro, sapore tipico di molti veleni: per questo, in numerosi delitti da lei immaginati, una bevanda può non essere solo un piacevole conforto, ma può trasformarsi in un'arma letale.
Oltre le sue personali esperienze, la scrittrice nata a Torquay era una grande appassionata di gastronomia. Tra i suoi piatti preferiti figurano alcuni dei più famosi della cucina inglese, come il porridge, la panna rappresa, con scones e marmellata, e l'immancabile tè delle cinque. Nella sua dieta non mancavano poi piatti a base di pesce come bocconcini di sgombro con patate, salmone affumicato e mousse di granchio o aragosta cotta al forno con una grattugiata di Parmigiano, aglio e burro chiarificato.

Un'influenza particolare sui suoi gusti la ebbero i numerosi soggiorni in Medio Oriente, dove Agatha Christie si recò spesso per accompagnare Max Mallowan, archeologo e suo secondo marito. Sapori e piatti tipici di questa nuova cultura trovarono spazio nel cuore e nelle abitudini culinarie della scrittrice: curry, spezie, riso e piatti a base di agnello divennero parte integrante della sua dieta. Alcune fonti citano ad esempio il kedgeree – ricetta anglo-indiana a base di riso, pesce affumicato e uova – come uno dei suoi piatti preferiti.
Marple e Poirot: i due buongustai nati dalla penna di Agatha Christie
Il suo amore per il cibo non poteva non influenzare le storie dei suoi due personaggi più famosi: Hercule Poirot e Miss Marple condividono con la loro creatrice la passione per l'arte culinaria. Il primo, investigatore di origine belga che vive in Inghilterra, ha una predilezione per la cucina francese: precisa, sofisticata ed equilibrata, rispecchia il carattere di Poirot, spesso presentato con una maniacale ossessione verso la simmetria e l'ordine. Non nasconde il suo disprezzo verso la cucina inglese che considera bollita e priva di gusto e, da buon belga, è un grande amante della cioccolata. In alcuni casi, poi, il cibo assume un ruolo centrale nella risoluzione del caso, come in Four and Twenty Blackbirds in cui un uomo mangia lo stesso piatto, negli stessi giorni e nello stesso ristorante ogni settimana. Proprio il cambio di queste sue abitudini è l'indizio che serve a Poirot per risolvere il caso.

Miss Marple, al contrario, è una grande sostenitrice della cucina britannica. Nel suo mondo il tè delle cinque non può mai mancare, accompagnato da biscottini, scones, torte alla frutta e marmellate fatte in casa. Una passione che viene ben rappresentata in Miss Marple al Bertam Hotel in cui al momento della colazione compaiono torte di semi, muffin, marmellata e uova e pancetta: un pasto in perfetto stile edoardiano – epoca che l'hotel vuole evocare. Miss Marple accoglie queste delizie con grande entusiasmo e stupore, confermando, ancora una volta il suo amore, e quello della sua autrice, per la cucina inglese.