Foto di Fabio Faso
in foto: Foto di Fabio Faso

Un anno di stop non ha fermato i ristoratori di buon cuore che hanno la voglia di aiutare il prossimo, soprattutto nei momenti di difficoltà. Questo è il caso di Tony Lo Coco e di sua moglie Laura Codogno, proprietari de I Pupi a Bagheria, in provincia di Palermo, uno dei ristoranti più importanti in Sicilia, locale che ha ottenuto la Stella Michelin nel 2014. Lo chef ha chiuso il ristorante a causa delle restrizioni dovute all'ultimo Decreto Draghi ma ha deciso di lavorare ugualmente a Pasqua: non per il suo locale, ma per offrire il pranzo alla Caritas di Bagheria.

Lo chef stellato che cucina per la Caritas

Lo chef stellato siciliano ha spiegato a Ragusa Oggi che "crediamo nell'eccellenza delle materie prime, nella qualità e nel rispetto dei prodotti. Oggi dobbiamo buttare nella spazzatura tutto l'approvvigionamento fatto in vista delle settimane in cui avremmo dovuto lavorare. Questa è un'offesa al nostro lavoro, alla sostenibilità che quotidianamente facciamo e pure a chi ha difficoltà oggettive a mangiare a causa della crisi".

Foto di Fabio Faso
in foto: Foto di Fabio Faso

Per queste ragioni Lo Coco e Codogno hanno voluto replicare quanto fatto nel 2020: "Già lo scorso anno abbiamo preparato il pranzo di Pasqua per la Caritas di Bagheria. Abbiamo chiamato Mimma Cinà, la direttrice, a cui consegneremo i pasti da distribuire alle persone in difficoltà. Crediamo nella vicinanza umana, vogliamo dare un aiuto concreto a chi ha difficoltà. Non vogliamo sprecare le cose che avevamo acquistato". Nasce così il progetto "La Pasqua di tutti contro gli sprechi", un modo intelligente per utilizzare tutte le materie prime e svolgere un servizio insieme alla Caritas.

Foto di Fabio Faso
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Lo chef dice che "da un anno ci lamentiamo, argomentiamo, protestiamo ma tutto cade nel vuoto. Tanto vale indossare le nostre giacche, accendere i fuochi e cucinare per far vivere un giorno diverso a chi non potrebbe. Questo faremo con il team de I Pupi, sperando che altri colleghi possano condivider questa iniziativa in Sicilia e in tutto il resto d'Italia".

Tony Lo Coco ha chiesto a più riprese rispetto dalle istituzioni, lo fa con il garbo che lo ha contraddistinto per tutta la carriera: "Ho grande rispetto per l'emergenza sanitaria, per tutte le persone che hanno perso i propri cari a seguito del Covid-19. Vorrei solo essere rispettato. Aprire un ristorane non è solo alzare una saracinesca, dietro c'è un lavoro impegnativo. Un decreto non può uscire 48 ore prima l'annunciata chiusura, perché diventa controproducente e getta nel caos famiglie e aziende".