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8 Agosto 2026 15:00

Tavola apparecchiata in spiaggia: si può fare o è illegale?

Scene di gruppi numerosi che mangiano sull'arenile pasta al forno e parmigiana o che addirittura cucinano al momento sono frequenti sulle spiagge italiane. La legge non impedisce a nessuno di portare il cibo da casa, ma ci sono delle regole da seguire.

A cura di Federica Palladini
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Uno dei simboli dell’estate italiana è il pranzo in spiaggia: non stiamo parlando di un semplice panino consumato velocemente in riva al mare, ma di veri e propri banchetti dove sotto l’ombrellone compaiono paste fredde, parmigiane, frittate, macedonie di frutta, solo per citare alcuni dei piatti della tradizione popolare che spesso si celano all’interno delle borse frigo dei bagnanti. Sui social network, con l’arrivo della bella stagione, poi, si moltiplicano quei video in cui intere famiglie allestiscono l’arenile con sedie e tavolini, con tanto di fornello per fritture espresse. Tra i like di Gen X e Millennials che in quelle immagini rievocano i tempi felici e spensierati delle vacanze da bambini con i nonni e quelli degli stranieri che romanticizzano il nostro Paese, in questo mix di nostalgia e folklore, ecco che sorge una domanda: ma tutto questo è davvero consentito? La risposta è: dipende. Se da una parte il cibo in spiaggia non è vietato, dall’altra ci sono delle norme di comportamento che devono essere rispettate. Vediamo come orientarsi al meglio.

Ordinanze e regolamenti: cosa prevedono

Prima di tutto è utile sapere che ogni stagione balneare, anno dopo anno, viene disciplinata da ordinanze che possono essere emanate dalle Regioni, dai Comuni e dalle Capitanerie di Porto: si tratta di provvedimenti che stabiliscono le regole generali per la fruizione delle spiagge, sia quelle libere sia in concessione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza, la convivenza tra i bagnanti e anche la tutela dell’ambiente. L’estate del 2025 è stata segnata da accese polemiche che hanno avuto come protagonisti alcuni stabilimenti balneari sparsi nella Penisola che proibivano con cartelli e controlli in borse e zaini di portare alimenti e bevande da fuori, obbligando di fatto a comprare esclusivamente dai bar o dai ristoranti posti all’interno delle strutture.

Ecco, non c’è nessun ordinamento o regolamento che autorizzi i gestori a comportarsi in questo modo: come vuole la legge sulle concessioni del 2006, le spiagge sono classificate come aree demaniali pubbliche e quelle in gestione ai privati non diventano di loro proprietà. Cosa vuol dire? Che se porti un panino, un’insalata di riso e delle bibite da casa puoi farlo, è completamente legale.

Cosa può essere vietato: dalle posate all’accensione di fuochi

Ciò che viene disciplinato, invece, è il modo in cui si organizza il pranzo. Nella maggior parte dei casi, infatti, la normativa punta l’accento su quelle pratiche che potrebbero creare situazioni di pericolo, che non rispettano il pubblico decoro e la quiete e che causano danni potenziali all’ambiente circostante.

Il più delle volte non è consentito organizzare picnic con tavoli e sedie in zone che non sono opportunamente dedicate, così come è vietato accendere fuochi e fare uso di fornelli se non dove espressamente previsto (tipo le aree per il barbecue): in periodi particolarmente caldi e in luoghi a rischio di incendi possono venire prese misure straordinarie dalle autorità competenti.

Non sottovalutare gli utensili: la Regione Puglia, per esempio, in un’ottica di “sostenibilità ambientale e per preservare l'ambiente marino”, come recita l’ordinanza, ha messo al bando “il materiale monouso per alimenti (piatti, bicchieri, posate, cannucce) che non sia realizzato in materiale biodegradabile e compostabile”. Assolutamente vietato, inoltre, lasciare i rifiuti che si sono prodotti, abbandonandoli a terra o in mare, compresi i mozziconi di sigaretta.

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C’è il sole a picco? Anche montare gazebo o strutture simili generalmente è off limits, in quanto rientrano all’interno del concetto di campeggio, dove valgono le stesse disposizioni per tende, camper e roulotte. Diverse ordinanze danno indicazioni sull’utilizzo di apparecchi di diffusione sonora (tipo radio, stereo, casse etc.) con volumi e orari da seguire per non arrecare disturbo alle altre persone.

Oltretutto, bisogna anche fare attenzione al posto che si sceglie: nessuno ti impedirà di mangiare una focaccia con i piedi a mollo, ma sempre la Regione Puglia stabilisce che: “è vietato occupare, con ombrelloni, sedie o sdraio, natanti e/o altre attrezzature mobili ed oggetti di qualsiasi natura, la fascia di spiaggia, ampia non meno di metri 5 dalla battigia, destinata esclusivamente al libero transito con divieto di permanenza”.

Come comportarsi, tra multe ed eccezioni

Non essendoci una legge unica a riguardo, sono le stesse autorità competenti a stabilire eventuali sanzioni e il loro peso a seconda della cattiva condotta che si è messa in atto, rifacendosi anche normative più ampie e universali: l’abbandono dei rifiuti, per esempio, è regolato dal TUA, il Testo Unico Ambientale, che prevede multe, ammende e anche pene più severe se la gestione impropria dei rifiuti costituisce un reato (tipo coinvolge aree protette). Esistono comunque diverse eccezioni: gli stabilimenti balneari autorizzati possono mettere a disposizione tavoli, zone per i picnic o spazi dedicati alla ristorazione fai-da-te. In conclusione, è sempre consigliabile verificare il regolamento della località in cui si trascorrono le vacanze e guardare la segnaletica presente. Se vuoi organizzare un pranzo in spiaggia, fallo con buon senso: al di là della legge, infatti, è sempre meglio evitare gruppi troppo numerosi e rumorosi e di trattare l'arenile come se fosse il giardino della propria abitazione.

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