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28 Aprile 2026 11:00

Quali sono i taglieri più igienici: i materiali da scegliere e come utilizzarli

Dal legno alla plastica, passando per acciaio, vetro e marmo, i taglieri sono accessori che meritano una certa attenzione al momento della scelta e dell'impiego: devono essere usati in modo consono, evitando di farli diventare pericolosi per la salute.

A cura di Federica Palladini
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Un accessorio che non può mancare in cucina è il tagliere: lo si usa per tagliare, affettare, tritare, ma anche come piano di appoggio per gli alimenti e le preparazioni più disparate. In commercio ne esistono molteplici tipologie, tra forme, dimensioni e materiali. Proprio quest'ultimo dettaglio ricopre una certa importanza: non si tratta, infatti, solo di un fattore estetico, ma anche di igiene, in quanto il tagliere accoglie tantissimi cibi che rischiano di entrare indirettamente in contatto tra loro, diventando poco sicuri per la salute. Vediamo come orientarsi nel momento della scelta e come impiegare nel modo più corretto possibile i tanti taglieri che si hanno a disposizione, dal classico in legno a quello più contemporaneo in vetro, passando per i modelli in plastica più popolari.

Perché l’igiene del tagliere è fondamentale

Il tagliere è uno degli strumenti più utilizzati, ma anche uno dei più sottovalutati dal punto di vista igienico. Su questa superficie si lavorano ingredienti molto diversi tra loro – carne, pesce, verdure, pane, frutta – e proprio per questo rappresenta uno strumento che può agevolare la contaminazione crociata tra alimenti, facendo migrare microrganismi potenzialmente pericolosi da un cibo all’altro. Il tagliere, infatti, necessita di essere pulito regolarmente dopo ogni uso, ma non basta: il rischio aumenta con l’usura (tra graffi e incisioni) e con l’impiego di materiali che tendono a favorire la proliferazione dei batteri o, al contrario, rilasciano sostanze chimiche dannose se ingerite nel lungo periodo.

Differenze tra i materiali: pro e contro

Facciamo subito una premessa: non esiste un tagliere perfetto in assoluto. Ogni materiale ha caratteristiche specifiche che influenzano igiene, praticità e durata nel tempo: vediamo quali sono i più comuni.

1. Legno

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Probabilmente abbiamo tutti in casa almeno un tagliere di legno. Si tratta di un materiale molto comune, tradizionalmente usato come piano di lavoro per essere resistente, stabile e amico delle lame dei coltelli che lasciano tagli più o meno profondi: è proprio all’interno di queste fessure che è facile per i batteri annidarsi, complicando l’operazione di lavaggio. Attenzione, poi, all’acqua: il legno è permeabile, e l’umidità è una condizione ideale per la proliferazione dei microrganismi. Il consiglio è di puntare su un legno duro, come quelli di faggio o di betulla ed evitare di lasciare i taglieri in ammollo, ma di lavarli con una spugna bagnata e asciugarli con cura.

2. Plastica

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I taglieri di plastica si sono diffusi molto velocemente nelle cucine domestiche perché leggeri, facili sia da maneggiare, sia da mettere in lavastoviglie senza rovinarsi. Anche in questo caso, la punta del coltello crea delle incisioni, che possono ospitare i batteri, ma non solo: a lungo andare possono essere rilasciati residui chimici (come microplastiche) all’interno degli alimenti e, di conseguenza, nel nostro organismo. In commercio, sono sempre più disponibili i taglieri in plastica (o in silicone, altrettanto comodo) con la dicitura BPA Free, ovvero senza bisfenolo A, un composto chimico di cui la UE vieta la presenza nei materiali che entrano in contatto con i cibi, in quanto è appurata la sua migrazione in piccole quantità. In generale, visto che i taglieri di plastica sono economici, meglio cambiarli quando hanno molti graffi.

3. Acciaio

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L’acciaio, soprattutto l’acciaio inox, è una scelta maggiormente contemplata nelle cucine professionali. Siamo di fronte a un materiale molto igienico, non assorbe liquidi e odori, è resistente e duraturo, oltre che facile da pulire. Presenta comunque alcuni limiti nell’uso quotidiano casalingo: la superficie può risultare scivolosa ed è dura, cosa che tende a danneggiare l’affilatura dei coltelli.

4. Vetro e marmo

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Concludiamo con due materiali più rari, ma affascinanti. Per i taglieri si ricorre al vetro temperato, quindi non si tratta di un materiale fragile, e generalmente si pulisce anche in lavastoviglie, mentre il marmo è preferibile sceglierlo trattato con una pasta esterna che ne rende uniforme la superficie, da sanificare con spugna e detersivo non abrasivi. Entrambi sono sicuri dal punto di vista igienico ed esteticamente accattivanti, ma rischiano di essere poco pratici nell’utilizzo, in particolare perché come l’acciaio rovinano le lame dei coltelli e sono delicati.

Quale materiale è più igienico?

Come abbiamo visto, acciaio, vetro temperato e marmo sarebbero le scelte più valide a livello di igiene, ma d’altro canto non sono immediati da gestire nell’utilizzo quotidiano della propria cucina. Un modo per orientarsi a riguardo può arrivare da come vengono impiegati i taglieri nella ristorazione, dovendo rispettare norme rigorose in fatto di sicurezza alimentare redatte nel manuale HACCP, che includono le direttive sui MOCA (Materiali e Oggetti che entrano in Contatto con gli Alimenti) racchiuse nel Regolamento Europeo 1935/2004. Nei ristoranti, infatti, per via della presenza di grandi quantità di cibo di differente origine, la cross-contaminazione è uno dei rischi maggiori: per questo si tende a preferire taglieri in polietilene (resistente, lavabile in lavastoviglie, facilmente sostituibile quando usurato), il più delle volte divisi per colore a seconda della materia prima. Prendendo qualche spunto, quindi, in casa puoi optare per taglieri diversi di plastica per il pesce e la carne, dato che spesso si lavorano da crudi, separandoli dalla frutta, dalla verdura e dai formaggi, mentre per i prodotti secchi, tipo il pane, un tagliere di legno va bene.

Come pulire e mantenere i taglieri per evitare contaminazioni

Ovviamente, una volta che si è scelto un materiale preferenziale, qualunque esso sia, è importante garantire la salubrità degli alimenti mantenendolo nel modo più consono. Pulire il tagliere dopo ogni utilizzo è fondamentale: puoi lavarlo a mano, con acqua calda, sapone per piatti o un detergente apposito (soprattutto in caso di vetro e marmo) oppure in lavastoviglie se è permesso. Ricorda di non usare mai i taglieri sporchi di carne e pesce crudo per appoggiare subito dopo cibi pronti al consumo, tipo insalate o panini, che non avrebbero in caso di contaminazione neppure la protezione della cottura, che il più delle volte elimina i batteri potenzialmente pericolosi. Una volta che i taglieri sono stati lavati, vanno asciugati con un panno, mai lasciati impilati uno sull’altro da bagnati. Un aspetto spesso trascurato è l’usura: un tagliere molto segnato, indipendentemente dal materiale con cui è realizzato, non è più igienico (e neppure funzionale) e va cambiato.

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