Pasqua e Pasquetta con supermercati e negozi chiusi in (quasi) tutta Italia. La decisione presa dai Governatori nelle scorse giornate: tutto chiuso, due giorni di fermo per tutti i negozianti. In pratica, nella gran parte del territorio italiano, lavorerà solo il personale legato alla salute: ma non sarà così per tutte le regioni

La chiusura totale dei negozi è prevista dalle regioni Valle d'Aosta, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Molise, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il Piemonte, le Marche e la Lombardia, invece, chiudono a metà: il giorno di Pasqua aperture consentite fino alle 13.00; la Liguria fa l’opposto: chiusura a Pasqua, ma non a Pasquetta. Per queste decisioni monta la protesta dei commercianti che ha indetto uno sciopero in Piemonte e soprattutto Lombardia, epicentro dell'emergenza sanitaria. In questa Regione proteste vibranti dalle associazioni di categoria contro la decisione del presidente Fontana.

La "scusa" della spesa

La scelta della chiusura delle regioni viene presa innanzitutto per scoraggiare la “scusa” della spesa in questi due giorni che potrebbero essere visti dagli incoscienti furbetti come occasioni per abbandonare l’isolamento e godersi le festività pasquali.

In seconda battuta la scelta è un modo per dare un po’ di respiro all’encomiabile lavoro dei commessi e degli operatori del settore alimentare che sta lavorando senza sosta dall’inizio dell’epidemia offrendo un servizio di prima necessità, anche nel controllo delle distanze. In tal modo, i tanti lavoratori potranno avere 48 ore per trascorrere una serena Pasqua, per quanto si possa parlare di “serenità” durante una pandemia globale.

Le regioni apripista e la questione delivery

I primi a battere la strada della chiusura sono stati Zingaretti e De Luca, governatori di Lazio e Campania con le delibere di chiusura per Pasqua e Lunedì dell'Angelo, a seguire il Veneto e poi tutte le altre.

Per quanto riguarda la consegna a domicilio, vietata in Campania fin dall’alba dell’epidemia per il Covid-19, si conferma il divieto tassativo di delivery da pizzerie, ristoranti, pasticcerie. Nei giorni di festa il divieto è esteso anche ai supermercati che ovviamente saranno chiusi; la stessa decisione è stata presa dalla Regione Sicilia che conferma il blocco delle consegne a domicilio anche di generi alimentari per tutto il week-end pasquale, o meglio, per i due giorni festivi del week-end.

Quindi niente pizza o hamburger o pranzo di Pasqua portato a domicilio da chi si stava organizzando e magari ha già raccolto le ordinazioni. Nei giorni di Pasqua e Pasquetta chiuse anche le attività di delivery ad eccezione di farmaci e prodotti editoriali, con le edicole che potranno stare aperte solo domenica mattina.  Nelle altre regioni d'Italia non ci sono notizie in merito al mondo del delivery.