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Una contaminazione da norovirus sta mettendo in crisi il mercato delle ostriche in Francia. La prefettura di Ille-et-Vilaine ha indetto il blocco della produzione di ostriche ed altri molluschi nella baia di Mont Saint-Michel in Normandia e a Morbhian, in Bretagna. Il virus è stato scoperto a causa di un picco di gastroenteriti nel periodo natalizio in tutta la Francia.

Si legge dalla nota della prefettura che "Questa contaminazione potrebbe comportare un rischio per la salute umana, il prefetto ha adottato un decreto che vieta la pesca marittima e professionale, la raccolta, il trasferimento di molluschi di dimensioni commerciali, la spedizione e la commercializzazione di tutte le specie di Shell di questi due bacini”.

Il quotidiano francese Le Parisien aggiunge che questo avviso è stato raggiunto anche dalla CRC de Bretagne Sud (il Comitato Regionale Conchigliacei) che ha denunciato l’inquinamento degli scarichi costieri e ha chiesto un'indagine sull'origine della contaminazione. Il rischio è alto perché, sebbene tutte le ostriche a rischio siano state ritirate dal mercato, nella Bretagna del Sud c’è il bacino di Marennes-Oléron, il più grande in Europa.

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Il divieto, scrive Le Monde, è scattato da qualche giorno e sarà in vigore “fino a nuovo ordine”. Coinvolge circa la metà delle aziende presenti nella zona e secondo il prefetto la contaminazione sarebbe dovuta ad un sovraccarico negli impianti di depurazione dei fiumi che hanno riversato in mare le acque contaminate dal virus.

Oltre alle ostriche, anche gli altri conchigliacei sono stati raggiunti dall’ordinanza e quindi sono stati ritirati dal mercato tutti gli esemplari di vongole, cozze e cuori eduli di mare. Non ci sono riscontri di esemplari infetti arrivati in Italia perché, ad oggi, i richiami hanno coinvolto solo Belgio, Svizzera e Lussemburgo. In Francia nel frattempo è scoppiata la polemica e Annie Aubier, vicepresidente del CRC Poitou-Charentes ha specificato che “sono gli umani a contaminare le ostriche scaricando l’acqua contaminata, non viceversa”.