Basta col distanziamento nei ristoranti tra coinquilini e "frequentatori abituali", via libera ai buffet. Queste le principali novità per il mondo della ristorazione nel nuovo decreto firmato da Giuseppe Conte che aggiorna le misure di sicurezza in merito alla pandemia da Covid-19.

Come si legge dalla Gazzetta Ufficiale la norma del distanziamento a tavola è stata abolita per tutti i commensali che si vedono abitualmente fuori dai ristoranti; resta però in vigore il distanziamento tra i tavoli e qualora si volesse, i divisori artificiali. Ad onor del vero, il distanziamento a tavola tra i commensali lo si è visto sempre poco anche perché le regioni hanno emanato numerosi decreti interni che disattendono le disposizioni nazionali. All'inizio della Fase 2 siamo stati in 4 locali diversi in Campania e non ci hanno mai chiesto da chi fossimo accompagnati, se frequentatori abituali o consanguinei (anche perché sono domande delicate). Per i ristoratori il nuovo decreto sposta molto poco.

Sono stati anche riammessi i buffet ma con divieto di self service con un'unica eccezione: in pratica il personale di bar, ristoranti o alberghi sarà tenuto a servire i clienti al tavolo che potranno avvicinarsi al buffet con mascherina e mantenendo il distanziamento per scegliere le pietanze preferite. L'eccezione? Le monoporzioni. Quindi se in albergo vedete al buffet delle merendine o dei dolci confezionati singolarmente, che potete prendere senza "contaminare" gli elementi del tavolo fate pure; un po' come giocare a shangai.

Nessuna novità per i camerieri che dovranno continuare ad indossare le mascherine, stesso discorso per il menu cartaceo.

Il dietrofront sui supermercati

Insolita la nota riguardante i supermercati e le disposizioni sui clienti. Dopo diversi mesi e notizie contrastanti, l'Italia si allinea alle disposizioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: addio all'obbligo dei guanti nei centri commerciali e nei supermarket, che secondo l'OMS sono pericolosi e che invece di contenere i contagi rischiano di aumentarli. Il governo chiede, dunque, di disinfettare frequentemente le mani col gel, acqua, sapone o con soluzioni idro-alcoliche.