
Se la Banda Bassotti tenta da oltre settant'anni di svaligiare il deposito di Paperon de' Paperoni senza riuscirci, gli autori del furto alla Marchesi Antinori sono invece riusciti a fare centro svuotando il magazzino al primo colpo. Lo scorso fine settimana i ladri hanno portato via 30mila bottiglie di vino pregiato dalla sede dell'azienda fiorentina a Cortona, in provincia di Arezzo, per un valore di circa 5 milioni di euro.
Secondo l'amministratore delegato Renzo Cotarella, in Italia non si era mai verificato un furto di vino di queste dimensioni. Anche all'estero i colpi più celebri hanno fruttato cifre molto più basse, come il colpaccio da 1,6 milioni di euro avvenuto nel 2021 al ristorante Atrio di Cáceres, in Spagna.
Il nome della vittima rende il caso ancora più clamoroso, perché la famiglia Antinori produce vino in Toscana dal 1385 e firma alcune delle etichette italiane più celebri al mondo.
Quali vini sono stati rubati alla Marchesi Antinori
Le bottiglie sottratte, tutte dell'annata 2023 a quanto emerso finora, comprendono circa 10mila Solaia e diverse casse di Tignanello e Guado al Tasso, etichette che costano fra 120 e 300 euro a bottiglia. Tignanello e Solaia nascono nella stessa tenuta, nel cuore del Chianti Classico, e sono due dei più noti Supertuscan: con questo nome si indicano i rossi toscani di alta gamma nati dagli anni Settanta in poi e prodotti anche con vitigni francesi come il Cabernet e il Merlot.

Il Tignanello, prodotto dal 1971, è a base di Sangiovese con una piccola aggiunta di Cabernet, mentre nel Solaia, nato nel 1978, le proporzioni si invertono a favore del Cabernet Sauvignon. Il Guado al Tasso proviene invece dalla tenuta di famiglia sulla costa livornese ed è un Bolgheri Superiore, la tipologia più pregiata della denominazione di Bolgheri, che si ottiene proprio da queste varietà francesi.
Il danno più pesante riguarda il Solaia, di cui ogni anno si producono fra le 60 e le 70mila bottiglie. I ladri si sono quindi impossessati di circa il 15 per cento di un'intera vendemmia.
Come è avvenuto il furto nel magazzino di Cortona
Stando alle prime ricostruzioni, almeno sette persone sono entrate con due camion dopo aver disattivato l'allarme e le telecamere di sorveglianza, per poi caricare le casse con i muletti dell'azienda. Il furto è stato scoperto soltanto il lunedì mattina, quando i dipendenti si sono accorti che il vino era ormai sparito.
Renzo Cotarella ha descritto i responsabili come "una banda sicuramente molto preparata", forse la stessa che negli ultimi mesi ha colpito altre cantine italiane, mentre le indagini delle forze dell'ordine sono ancora nella fase preliminare.
Perché le bottiglie rubate sono difficili da rivendere
Una refurtiva così voluminosa è difficile da rivendere senza destare sospetti, soprattutto nel caso del Solaia, che è disponibile in quantità limitate ed è molto ricercato dai collezionisti. L'azienda ha già invitato i clienti di tutto il mondo a diffidare delle offerte che circolano fuori dai canali ufficiali, perché il vino rubato potrebbe nascondersi dietro a proposte a prezzi troppo vantaggiosi.

Cotarella spera ancora di ritrovare il bottino, perché "due camion non possono semplicemente sparire", e la storia sembra dargli ragione. Nel 1911 Vincenzo Peruggia ruba la Gioconda dal Louvre e la tiene nascosta per oltre due anni nella sua casa di Parigi, ma viene arrestato proprio a Firenze, quando prova a rivenderla a un antiquario.