
Negli ultimi anni diverse città italiane sono state colpite dal così detto overtoursim, che ha messo sotto pressione l'efficienza e l'equilibrio delle mete preferite dai viaggiatori, tra cui anche Roma. Il 2025 è stato un anno da record per il turismo capitolino: a certificarlo è stato l'Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, che ha registrato 22.9 milioni di turisti da gennaio a dicembre, di cui 12 milioni dall'estero. In questo contesto è sempre più difficile bilanciare la vita quotidiana dei cittadini con interessi e desideri dei visitatori. Per provare a a contenere questo fenomeno, già nel 2023 il Campidoglio aveva emanato un regolamento con l'obiettivo di ridurre la pressione legata al turismo di massa. Ora, con il parere positivo del Consiglio di Stato sulla misura, non solo il regolamento sarà prorogato, molto probabilmente fino al 2029, ma scatteranno anche i primi provvedimenti contro i minimarket nel centro storico di Roma, che potrebbero portare alla chiusura delle attività aperte negli ultimi anni nelle zone più centrali della città.
La stretta sui minimarket: cosa succede ora
Con l'approvazione del Consiglio di Stato e il respingimento dei ricorsi presentati da alcuni esercenti, gli uffici capitolini sono pronti a intervenire provando a colpire, soprattutto, quelle attività sorte dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina del 2023. Adesso l'ultimo passaggio è superare il vaglio dei municipi: dopodiché il regolamento tornerà in aula Giulio Cesare, situata nel Palazzo Senatorio in Campidoglio, per l'approvazione definitiva. Con queste misure, in definitiva, si tenterà di creare un legame più sostenibile tra turisti e cittadini locali.

Cosa prevede lo stop
L'intervento non è mirato solo a minimarket ma anche ad altre tipologie commerciali, come ad esempio i negozi di souvenir, che hanno allo stesso modo alimentato le proteste dei residenti. Il piano si inserisce quindi in una strategia ben mirata per tutelare il centro storico di Roma, patrimonio dell'Umanità Unesco da più di trent'anni. La delibera prevede un'azione progressiva che partirà dal Municipio I dove si è registrata una forte crescita di minimarket che, in attesa dell'approvazione dei giudici amministrativi, non erano ancora stati raggiunti da ordinanze di chiusura. Il regolamento, inoltre, introduce requisiti strutturali severi, come superfici minime elevate per laboratori e negozi non inferiori ai 100 mq, che rendono difficile l'apertura o la permanenza di attività di piccole dimensioni.
In passato, come ha ricordato il presidente della commissione Commercio Andrea Alemanni, nel corso di una seduta convocata proprio per commentare la sentenza di Palazzo Spada: "Chi aveva un'attività nella zona Unesco poteva trasferire la licenza in un'altra strada, sempre della zona Unesco", ma con i nuovi paletti ciò non sarà più possibile senza i requisiti di cui sopra. Inoltre, ha spiegato Alemanni: "Pensiamo alle gelaterie che prevedono il consumo con tavolini all'interno, se vogliono aprire, devono garantire di avere a disposizione un bagno per i clienti. Oppure ipotizziamo un laboratorio artigianale alimentare, in quel caso devono trovare uno spazio per un locale spogliatoio per i dipendenti". Così, le domande all'amministrazione dovrebbero quantomeno dimezzarsi. La stretta su tutti questi locali, in definitiva, rappresenta un momento cruciale per il futuro del centro storico di Roma, nella gestione di un fenomeno che, se non governato a dovere, rischia di snaturare l'identità stessa della città.