
In un mercato in cui il riso basmati viene spesso scelto per il suo aroma delicato, la sua consistenza sgranata e la versatilità in cucina, Altroconsumo ha deciso di analizzare otto prodotti tra quelli in vendita nei supermercati italiani. Il test, aggiornato a novembre 2025 e svolto su tutte le tipologie di riso in commercio, ha valutato diversi parametri: umidità del chicco, difetti, presenza di metalli pesanti, residui di pesticidi, micotossine e prova di assaggio da parte di una giuria di consumatori.
Il risultato è netto: nessuno dei basmati analizzati ottiene una valutazione sufficiente. Tutti i prodotti finiscono nella fascia di qualità bassa oppure vengono direttamente bocciati: in un caso un prodotto è stato indicato come "da evitare" perché nel campione analizzato l’aflatossina B1 supera il limite di legge fissato a 2 microgrammi per chilo. Sono state rilevate anche altre aflatossine, come B2, G1 e G2.
Non si tratta, però, dell’unica criticità: in cinque campioni su otto sono state trovate aflatossine e in quasi la metà dei prodotti analizzati sono stati rilevati residui di pesticidi. Anche quando le quantità di pesticidi rilevate restano entro i limiti di legge, la loro presenza viene valutata alla luce dei livelli massimi di residuo fissati dalla normativa europea: il Regolamento CE 396/2005 stabilisce infatti i limiti massimi tollerati per i residui di pesticidi negli alimenti, mentre per contaminanti come le aflatossine si applicano i livelli massimi previsti dal Regolamento UE 2023/915. Da qui una classifica che non premia nessun prodotto e che mostra differenze contenute tra i marchi, con valutazioni basse anche per alcune confezioni tra le più costose.
I risi basmati secondo Altroconsumo: la classifica completa
Tra gli otto basmati testati, il prodotto con il punteggio più alto è Conad Riso Basmati, che però ottiene solo 45 punti e resta comunque nella fascia di qualità bassa. Nessuna marca raggiunge una qualità buona o accettabile. Ecco la classifica completa dei risi basmati analizzati da Altroconsumo:
- Conad Riso Basmati – 45 punti – qualità bassa
- Delizie dal Sole Eurospin Riso Basmati – 41 punti – qualità bassa
- Esselunga Riso Basmati – 34 punti – qualità bassa
- Coop Fior Fiore Basmati da India – 34 punti – qualità bassa
- Gallo Basmati Profumato da agricoltura sostenibile – 27 punti – qualità bassa
- Riso Scotti Basmati Profumato – 27 punti – qualità bassa
- Selex Riso Basmati – 27 punti – qualità bassa
- Curtiriso Riso Basmati – bocciato
Il dato che colpisce è che anche i prodotti più costosi non ottengono risultati migliori. Nel caso del Curtiriso Riso Basmati, Altroconsumo ha rilevato un valore di aflatossina B1 superiore al limite di legge. Per questo motivo il prodotto viene bocciato e indicato come “meglio evitare”. Ma il problema non riguarda solo questo campione: in altri quattro prodotti le aflatossine sono presenti pur restando sotto i limiti normativi. Secondo Altroconsumo, la loro presenza non è trascurabile, soprattutto se il basmati viene consumato spesso.

Perché il basmati è stato penalizzato: aflatossine e pesticidi
La principale criticità emersa dal test riguarda le micotossine, in particolare le aflatossine: si tratta di sostanze prodotte da muffe che possono svilupparsi in condizioni di caldo e umidità, soprattutto durante la coltivazione, lo stoccaggio o il trasporto.
Accanto alle micotossine, il test ha rilevato anche residui di pesticidi in quasi la metà dei risi analizzati: le quantità trovate rispettano i limiti di legge, ma alcuni principi attivi individuati sono vietati nell’Unione Europea e continuano a essere utilizzati nei Paesi di origine. Alcune sostanze sono inoltre valutate dall’Anses – l'agenzia pubblica francese che valuta i rischi sanitari legati ad alimentazione, ambiente e lavoro – per le loro possibili proprietà di interferenza endocrina, oppure rientrano nella classificazione europea CMR, relativa a sostanze con profili di rischio particolarmente rilevanti per la salute.
Il problema non sembra essere episodico: nei primi sei mesi del 2025 il sistema europeo di allerta rapido RASFF ha segnalato 66 casi di contaminazione di riso basmati importato, in gran parte proveniente da India e Pakistan. Le cause più frequenti sono state pesticidi vietati e aflatossine oltre soglia. In media, una partita di basmati è stata bloccata o ritirata ogni tre giorni ai confini europei.
Alla luce di questi risultati, più che eliminare del tutto il basmati dalla dispensa, il test invita a prestare maggiore attenzione alla scelta del prodotto, all’origine indicata in etichetta e alla frequenza di consumo. Può essere utile anche variare le tipologie di riso acquistate: tra le varietà aromatiche italiane citate da Altroconsumo ci sono Apollo, Fragrance e Iarim, risi a chicco lungo e profumati che possono essere usati in preparazioni simili, dai contorni ai piatti freddi fino alle cotture pilaf. Conta anche la conservazione domestica: il riso andrebbe tenuto in un luogo fresco, asciutto e lontano da fonti di calore, evitando ambienti umidi che possono favorire lo sviluppo di muffe.