Peste suina: la Guardia di Finanza sequestra 10 kg di carne di maiale illegale a Padova

Dieci tonnellate di carne di maiale provenienti dalla Cina sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Padova: il prodotto era stato introdotto nei Paesi UE in violazione delle norme e potrebbe essere potenzialmente contaminato dal virus della peste suina. Tale la possibile pericolosità del prodotto che i sanitari dell'Ulss 6 Euganea hanno ritenuto di non procedere a un'analisi della carne, decidendo il suo immediato incenerimento.

Le carni illegali nascoste in un doppio fondo

Il blitz della Guardia di Finanza di Padova è scattato in piena notte: dopo aver intercettato il camion proveniente dalla Cina dalla rotta di Rotterdam, gli agenti hanno verificato il contenuto, ovvero 9.420 kg di carne suina di origine cinese importata nell'Unione Europea in violazione delle norme doganali e sanitarie. Le carni, nascoste in doppio fondo come si fa per trasportare i carichi di stupefacenti, erano destinate a un'azienda che si trova nella zona industriale di Padova e che rifornisce diversi ristoranti cinesi della città e della provincia. Gli agenti sono ancora al lavoro per capire esattamente a chi fosse destinata.

Dopo aver sentito il ministero della Salute,  il personale dell’ULSS ha emesso un provvedimento d’urgenza in cui è stato disposta la distruzione immediata della carne importata, che era stata coperta con un carico di ortaggi "regolari". L’imprenditore cinese è stato deferito alla Procura della Repubblica di Padova per i reati di contrabbando (art. 282 del DPR 43/73 – testo unico leggi doganali), commercio di sostanze alimentari nocive (art. 444 c.p.), diffusione di malattie delle piante o degli animali (art. 500 c.p.) e violazione della disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande (artt. 8 e 12 della legge 283/62).

La peste suina africana: cos'è e quali sono i pericoli

La peste suina africana non è pericolosa per l'uomo, ma è in gradi di uccidere i maiali in pochissimi giorni: è già diffusa dal Vietnam al Belgio ed è in grado di propagarsi velocemente sia per l'import/export di carne, che per gli allevamenti allo stato brado o semibrado, con un potenziale pericolo per la produzione di carne nazionale. I primi ad esserne preoccupati sono i cinesi: dall’inizio dell'epidemia ad agosto 2018, la Cina ha infatti ucciso oltre un milione di animali, per evitare l'ulteriore diffusione del virus. In particolare, ad esserne colpiti sono i Paesi produttori dell'Est Europa: la Danimarca, ad esempio, ha dovuto ricorrere a una recinzione da 70 km per impedire il passaggio dei cinghiali tedeschi nel proprio territorio.

A lanciare un monito in Italia, dopo il sequestro, è Coldiretti che, tramite il presidente Ettore Prandini, ha spiegato: "È fondamentale e urgente dare il via libera all'obbligo dell'etichettatura d'origine sui derivati della carne suina, per garantire la trasparenza e la rintracciabilità di fronte agli allarmi sanitari che si moltiplicano con la globalizzazione degli scambi".