
Il mondo migliore per conoscere una cultura? Passare per il cibo, non solo inteso come ricette tipiche e tradizionali, ma anche come il bagaglio di usanze e regole da seguire a tavola, consolidate spesso da centinaia di anni. Come in Italia abbiamo il galateo, una serie di suggerimenti volti a far sì che ci si possa comportare nel modo più educato possibile a tavola, soprattutto in occasioni un po’ più formali, anche nel resto del mondo esistono delle abitudini che a noi possono sembrare strane, ma che per quella cultura sono sinonimo di buona educazione. Per esempio, in Giappone esistono una serie di norme di osservare quando mangi il sushi o i noodles, in buona parte del Medio Oriente non si mangia mai con la mano sinistra, in Francia non si taglia mai la baguette con il coltello. Oggi ti raccontiamo le regole di bon ton più strane al mondo: quali sono le richieste da non fare mai, o i comportamenti da non mettere in atto, quando sei seduto in tavola all’estero.
1. Cina: non girare il pesce (ma puoi fare il “ruttino”)

Se viaggi in Cina è piuttosto comune che ti troverai di fronte a un piatto di pesce. Ricorda questa regola fondamentale: non provare a girarlo nel piatto per mangiarlo, neanche se devi pulirlo per rimuovere le spine. Nella tradizione cinese capovolgere un pesce per mangiare l'altra metà significa attirare "Dao Yue", ovvero la sfortuna. I cinesi infatti pensano che "capovolgere il pesce è come dire che la barca del pescatore sta per ribaltarsi". Quindi, per mangiarlo, meglio consumare prima tutto un lato, estrarre semplicemente la lisca e poi mangiare l’altra metà. E se quando hai finito di mangiare di scappa un “ruttino”, niente paura: il pesce non va girato, ma il “sospiro” di fine pasto (come lo chiamavano i Romani) è sdoganato nella cultura cinese. Anzi, è un segno di grande apprezzamento del pasto appena consumato e un modo per “ringraziare” il padrone di casa per l’ottimo cibo.
2. Giappone: i noodles devono far rumore

Quante volte, soprattutto da bambino, sei stato rimproverato da tua madre perché hai fatto rumore gustando il tuo piatto di spaghetti? In Giappone puoi avere la tua piccola vendetta mangiando i noodles: si dice, infatti, che se i noodles non fanno rumore mentre li mangi, non li stai gustando veramente. Per il popolo nipponico, infatti, risucchiare i noodles è considerato un complimento per lo chef, poichè dimostra che il pasto è molto gradito. Inoltre, questa pratica ha scopi tecnici: permette di raffreddare la pasta bollente prima di ingoiarla e vaporizza gli aromi del brodo, esaltandone il sapore. Questo gesto è l'equivalente di far arieggiare il vino per percepirne le sfumature olfattive: aspirando i noodles insieme all'aria, gli aromi raggiungono direttamente i recettori olfattivi retro-nasali, migliorando la percezione del gusto. Il tipico rumore, noto in giapponese con l'onomatopea “zuzzu”, è quindi un'espressione di totale immersione nell'esperienza culinaria.
3. India: non ringraziare per gli inviti a pranzo

Se ti invitano a pranzo o a cena degli amici in India, ricordarti di non ringraziarli mai. È un gesto che a noi sembra scontato, a prescindere dal livello di confidenza che hai con la persona che ti ha invitato, ma per gli indiani l’approccio è diverso. In India, infatti, si ringraziano solo le persone con cui si hanno rapporti formali e non un legame intimo. Se ringrazia i tuoi amici per l'invito a pranzo o a cena, cosa per loro normalissima se siete in confidenza, potrebbero offendersi perché vivrebbero il ringraziamento come essere trattati con distacco. Sarebbe come dire, a quelle persone, che quello per te è un rapporto formale e non mosso da sincera e disinteressata amicizia.
4. Giappone: non chiedere il coltello e non infilzare il sushi

Torniamo in Giappone per scoprire una serie di regole molto particolari per noi, tra le più importanti delle molte convenzioni che i giapponesi usano a tavola. Partiamo dalla più fondamentale: il sushi si può mangiare con le mani, ma in un solo boccone, oppure usando le bacchette, ma non farti mai venire in mente di usarle per infilzarlo. Per i giapponesi infilzare il cibo in generale è considerato un vero e proprio insulto verso chi lo ha preparato, e se poi hai la malaugurata idea di infilzare la bacchetta in verticale nel riso sappi che questo è considerato un gesto di cattivo presagio perché́ rievoca un rituale funebre. Evita anche di chiedere un coltello, abitudine per noi scontata ma insolita o scoraggiata in Giappone. In generale il cibo giapponese viene già porzionato, quindi è difficile che si usino coltelli a tavola: chiederlo potrebbe sembrare sospetto e indicare cattive intenzioni. Infine, se bevi alcol e sei a tavola con giapponesi, evita di riempirti il bicchiere da solo, perché sarebbe vista come un’ammissione di alcolismo. Come ci si comporta? Devi per prima cosa riempire il bicchiere di chi ti siede accanto e aspettare che ti ricambi il favore, oltre ad assicurarti di non iniziare a bere prima che tutti al tavolo abbiano il bicchiere pieno.
5. Medio Oriente: puoi mangiare con le mani, ma usando solo tre dita della mano destra

In buona parte del Medio Oriente, mangiare con le mani è un'usanza tradizionale: molti piatti tipici vengono serviti in un grande vassoio comune al centro da cui puoi ogni commensale si serve utilizzando le mani. O meglio, la mano. Il gesto di mangiare, infatti, deve essere fatto solo con la mano destra e solo usando tre dita, il pollice, l’indice e il medio. Come mai? Si tratta di norme di retaggio religioso: secondo la tradizione, strettamente legata alle abitudini del Profeta Maometto, la mano sinistra è tradizionalmente riservata all'igiene personale e considerata impura. Per quanto riguarda le dita, mangiare con un solo dito è associato al diavolo, con due dita al Profeta e con l'intera mano (quattro o cinque dita) all'ingordigia e alla maleducazione. Ricorda anche che l’etichetta vuole che si mangi solo la porzione di cibo che si trova esattamente di fronte a te, senza invadere lo spazio degli altri commensali.
6. Cile: vietato usare le mani per mangiare

Se in Arabia Saudita è considerato normale mangiare con le mani, dalla parte opposta del mondo la situazione è all’opposto. In Cile, per esempio, le mani sono vietate: si mangia solo con coltello e forchetta, anche quando si tratta di snack da passeggio come le patatine. Questa rigida abitudine deriva da una forte influenza della cultura europea, che associa l'uso delle posate all'eleganza, all'educazione formale e all'igiene; non usarle vuol dire essere considerati disdicevoli, sporchi e maleducati. La motivazione è anche pratica: molti piatti tipici cileni sono ricchi di ingredienti e salse e richiedono quasi obbligatoriamente l'uso delle posate per evitare di sporcarsi
7. Thailandia: se mangi riso niente forchetta in bocca

In Thailandia, non usare mai una forchetta per mangiare qualsiasi piatto con riso cotto: è una regola applicata ad alcuni piatti tailandesi del Nord e del Nord-est che richiedono l'uso delle mani a causa della viscosità del riso. Non solo, è anche una vera e propria abitudine ben radicata. Il galateo thailandese prevede che si mangi unicamente con il cucchiaio, tenuto di solito con la mano destra, e che la forchetta si tenga con la mano sinistra solo per spingere o infilzare il cibo, adagiandolo poi nel cucchiaio, che è l'unico utensile che deve entrare in bocca. Mettere la forchetta direttamente in bocca è considerato un gesto poco elegante, se non addirittura irrispettoso. I coltelli non si usano proprio, perché le pietanze vengono già servite a pezzetti.
8. Ungheria: niente tintinnio dei bicchieri durante il brindisi

Anche nel continente europeo troviamo regole particolari da conoscere quando ti siedi a tavola. Per esempio, se sei in Ungheria e ti trovi a brindare, evita di far tintinnare i bicchieri, limitati solo ad alzarli. Il motivo, in questo caso, non è solo l’etichetta ma un episodio storico: sembra infatti che i soldati austriaci festeggiarono la sconfitta della rivoluzione ungherese del 1848 con un tintinnar di calici, un ricordo che nessuno tiene particolarmente a rievocare.
9. Francia: non usare il coltello per tagliare l'insalata e la baguette

In Francia, il coltello viene usato più o meno come in Italia, tranne in due occasioni: non devi mai tagliare l’insalata o la baguette usando il coltello. Perché mai esiste questa tradizione bizzarra? Le motivazioni sono due. Prima di tutto, in passato, i coltelli erano fatti soprattutto d’argento e, a contatto con l’aceto che condisce l’insalata, si ossidavano diventano neri; anche se oggi il materiale usato non è più l’argento, la tradizione è rimasta intatta. Nel caso della baguette, invece, la simbologia è prettamente religiosa: non usare il coltello serve a ricordare come, nell'ultima cena, Gesù spezzò il pane con le mani.
10. Corea del Sud: gli anziani prima

La Corea del Sud è nota per la sua forte cultura tradizionalista fatta di totale rispetto per le persone più anziane. Quindi, se ti trovate a tavola con commensali locali, non toccare cibo prima che la persona più anziana al tavolo non abbia cominciato a mangiare, potresti essere considerato estremamente irrispettoso. Allo stesso modo, è buona educazione non alzarsi o finire il pasto prima che l'anziano abbia completato il suo.
11. Portogallo: chiedere sale e pepe

Se ti trovi in Portogallo e sei al ristorante, evita di chiedere sale e pepe ancora prima di avere assaggiato il piatto. Aggiungere condimenti non previsti dalla ricetta, infatti, viene percepito come un insulto allo chef, poiché suggerisce che la pietanza sia insipida e che il cuoco non sia stato in grado di bilanciare i sapori. In realtà è considerata un’abitudine poco carina anche qui da noi, però forse non siamo altrettanto suscettibili in merito a questa specifica regola.
12. Gran Bretagna: passare il Porto a sinistra

La Gran Bretagna è rinomata per un galateo rigoroso, specialmente durante le cene formali. Una di queste regole riguarda il modo corretto di passare la bottiglia di Porto: sempre a sinistra, mai dal lato destro. Farlo passare a destra o saltare il giro è considerato molto scortese, ma perché? Esistono due motivi principali per questa tradizione, entrambi legati alla storia inglese. Far passare la bottiglia con la mano destra e farla girare a sinistra permetteva ai cavalieri di tenere la mano destra libera per estrarre la spada in caso di necessità. Inoltre, c’è un retaggio legato al mondo della marina inglese: nella Royal Navy britannica vigeva la regola nautica di incrociare le imbarcazioni "da porto a porto" (sinistra a sinistra), terminando il brindisi reale sempre con il Porto che viaggia verso sinistra. Questa usanza è accompagnata da regole di buone maniere altrettanto rigide: non chiedere mai direttamente di passarti il Porto e, se qualcuno salta il proprio turno, la tradizione vuole che gli venga chiesto "Conosci il Vescovo di Norwich?". Questa frase allude a una vecchia storia su un vescovo che, si dice, dimenticava sempre di passare il Porto, ed è una sorta di messaggio in codice per richiedere il vino, ma senza risultare maleducato.