Anche un pomodoro può cambiare il mondo, nel suo piccolo, e dare un segnale di forte ribellione alle ingiustizie che vediamo tutti i giorni. Questo è ciò che vogliono fare i pelati "Riaccolto", prodotti dai migranti di Casa Sankara, che si sono uniti per coltivare una terra libera dallo sfruttamento e dal caporalato, vicino a Foggia.

L'associazione Casa Sankara- Ghetto Out è un'organizzazione nata 4 anni fa in Puglia grazie a due strutture d'accoglienza che ospitano circa 500 migranti, fuggiti da situazioni di sfruttamento e caporalato, permettendo loro di lavorare su 14 ettari di terreno. I migranti hanno creato una propria linea di pelati, con pomodori di alta qualità e un salario equo. Il costo del prodotto è di 1,39 euro a barattolo (400 grammi) e tutti i proventi dell'iniziativa, promossa anche da Legacoop Puglia e in collaborazione con Conserva Italia, andranno all'associazione per continuare a sostenere il loro lavoro a favore di una filiera etica dal punto di vista sociale e ambientale.

Riaccolti, i pelati di cui avevamo bisogno

Quella del caporalato è una piaga che attanaglia l'Italia da anni, senza avere un giusto risalto giuridico. In pratica si tratta di schiavismo, senza "se" e senza "ma". Solamente negli ultimi 6 anni ci sono stati oltre 1.500 morti e secondo una stima ci sono state 400.000 persone sfruttate dal caporalato. L'opinione pubblica ignora questo problema, ma esiste ed è grave. Per risolvere almeno parzialmente questa piaga, c'è stato il cosiddetto "Decreto regolarizzazione dei migranti" che, come ampiamente previsto dalle associazioni di categoria, non ha portato il benché minimo risultato.

Molte associazioni si sono organizzate da sole, tra queste c'è proprio Casa Sankara che gestisce uno spazio progettato per essere un'alternativa concreta alle condizioni disumane nei campi. I lavoratori hanno 14 ettari a disposizione e una vecchia rimessa di proprietà della Regione Puglia, in cui i migranti vivono con le loro famiglie. Per sviluppare un percorso che dia lavoro a queste persone è nato il progetto di Riaccolto, in collaborazione con Conserva Italia.

Dove acquistare i pelati anti caporalato

L'associazione Ghetto Out ha trovato un accordo con Coop Alleanza 3.0 che dedicherà nei prossimi mesi un apposito spazio espositivo in cui i soci e i consumatori potranno trovare il prodotto. I pelati possono essere acquistati in ben 360 supermercati e ipercoop di Coop Alleanza 3.0 nelle regioni di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia (nelle provincie di Mantova e Brescia) Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sicilia.

La Coop ha presentato questa collaborazione con una serie di frasi forti, così da invogliare il consumatore: "Può un barattolo di pomodori pelati contenere anche dignità, legalità e riscatto civile e sociale? Sì, se il prodotto è il risultato di un’associazione di giovani migranti che lavorano direttamente la terra e gestiscono un’impresa agricola. Un’associazione che oggi esiste e che Coop Alleanza 3.0, insieme a Legacoop Puglia, ha deciso di sostenere, portando nei propri negozi il loro primo prodotto, i pelati Riaccolto, che soci e clienti potranno non solo acquistare per dare supporto all’iniziativa, ma anche per testimoniare la propria scelta di acquisto etica, condividendo sui social con l’hashtag #CasaSankara e taggando Coop Alleanza 3.0″.