Spesso, sbagliando, nel linguaggio comune, ci capita di usare i termini "polpo" e "polipo" indifferentemente, come se fossero la stessa cosa ma, a ben vedere, parliamo di cose molto diverse tra loro. Il polpo, conosciuto anche come Octopus Vulgaris è quello che amiamo cucinare in umido o in fresche insalate mentre il "polipo" oltre a indicare un gruppo eterogeneo di organismi marini, è anche un termine utilizzato in ambito clinico-patologico. Se anche a voi, almeno una volta, al ristorante è capitato erroneamente di ordinare un "polipo alla Luciana",  non preoccupatevi: dopo aver imparato le differenze tra polpo e polipo non farete più brutte figure.

Differenze tra polpo e polipo

Erroneamente i due termini vengono usati come se fossero sinonimi ma polpo e polipo non sono affatto la stessa cosa. Se il primo è considerato uno degli animali più intelligenti tra gli invertebrati ed è l'Octopus Vulgaris che troviamo sulle nostre tavole, il secondo racchiude nella sua definizione organismi diversi. Vediamole le differenze nel dettaglio.

Il polpo

Conosciuto anche come piovra, il polpo comune è un mollusco cefalopode appartenente alla famiglia Octopodidae, phylum Mollusca. Il polpo è un animale incredibilmente intelligente, ha due occhi, ben tre cuori e 7 o 8 tentacoli muniti di due file simmetriche di ventose (caratteristica che lo distingue dai più piccoli moscardini che hanno una sola fila di ventose); predilige i bassi fondali fino a 100 metri di profondità, meglio se rocciosi e ricchi di fessure dove il polpo riesce a nascondersi e mimetizzarsi in caso di pericolo. Presente in tutti i mari e gli oceani, il polpo è molto diffuso nel Mar Mediterraneo, il suo peso varia dai 500 grammi ai 7 chilogrammi e la sua alimentazione si compone principalmente di molluschi e crostacei.

Il polipo

Quando parliamo di polipo non indichiamo un singolo esemplare ma una serie di organismi appartenenti al phylum degli Cnidari. I polipi sono animali acquatici di diversa taglia (o una forma di questi) di cui fanno parte anemoni di mare, madrepore e coralli, diffusi soprattutto nelle acque tropicali, sulle barriere coralline. In ambito medico-patologico il termine "polipo" indica un'escrescenza anomala tissutale che sporge in una cavità corporea e cresce su una membrana spugnosa o mucosa: i diversi polipi si distinguono in base alla forma, la dimensione, la crescita e la composizione citologica (può essere benigno o maligno).

Come pulire il polpo

Sulle nostre tavole, come abbiamo visto, gustiamo il polpo e non il polipo ma, prima di finire in padella, questo deve essere pulito alla perfezione. Come fare? In pochi e semplici passaggi:

  • Passatelo sotto acqua fredda corrente strofinando bene la testa e i tentacoli;
  • asciugate il polpo con un foglio di carta assorbente tamponandolo delicatamente;
  • sistemate il polpo sul tagliere, con un coltello ben appuntito incidete la testa ed eliminate gli occhi;
  • girate il polpo e con la punta del coltello incidete il becco (il buco che trovate alla base della testa, circondato da cartilagine) ed estraetelo completamente;
  • per rendere più morbide le carni, battete il polpo sul batticarne per qualche minuto;
  • risciacquatelo nuovamente sotto un getto di acqua fredda ed estraete le interiora;
  • sciacquate bene la sacca e nuovamente i tentacoli;
  • il polpo è pulito, pronto per essere tagliato o cucinato intero a seconda della ricetta che avete in mente.