
Le tessere fedeltà si accumulano in fondo al portafoglio, si smagnetizzano nel giro di qualche mese e alla cassa non se le ricorda nessuno, mentre un tatuaggio si porta addosso per sempre, senza rinnovi, senza codici da inserire e senza applicazioni da scaricare. Forse è stata questa riflessione a suggerire al colosso americano KFC l’iniziativa piuttosto bizzarra che si terrà al Modena Nerd il 5 e 6 settembre, dove chi accetterà di tatuarsi il logo del marchio riceverà in cambio pollo fritto gratis a vita.
Il banco dei tatuatori occuperà il centro dello stand, dove due professionisti realizzeranno gratuitamente i soggetti del catalogo ufficiale, mentre il disegno sulla pelle si trasformerà in un coupon spendibile nei ristoranti di Modena, Reggio Emilia e Parma. Intorno verrà allestito il consueto luna park per gamer accaniti, dalle carte Pokémon pescate in un secchio gigante alle action figure in edizione limitata, fino al videogioco in cui il giocatore schiva i pezzi di pollo che piovono dall’alto, mentre all’ingresso un ologramma del Colonnello Sanders darà il benvenuto ai visitatori.
Che cosa significa davvero "gratis a vita"
Qui conviene leggere le note in fondo scritte in piccolo, perché la formula ha un perimetro molto preciso. Il premio consiste in un coupon utilizzabile ogni dieci giorni, quindi trentasei pasti l’anno per chi non salta un turno, e vale soltanto nei tre ristoranti indicati, mentre il tatuaggio non conosce scadenze né limiti geografici: chi si sposta a Palermo si porta dietro il logo, non il buono omaggio.

Lo squilibrio fra le due parti dello scambio salta palesemente agli occhi, dato che una modifica permanente del corpo viene barattata con una promozione legata all’apertura di tre punti vendita e alla durata di un accordo commerciale, ossia a variabili su cui il cliente non ha nessun tipo di controllo.
L’anno scorso le richieste hanno superato i posti disponibili
Il dettaglio che racconta meglio il fenomeno riguarda l’edizione precedente, quando le domande per il tatuaggio sono state talmente numerose che la lista d’attesa è stata chiusa prima di esaurire le disponibilità. Qualcuno è tornato a casa senza disegno e senza fornitura di pollo, con la delusione di chi aveva già superato la parte difficile, cioè la decisione di farsi tatuare il simbolo di una catena di fast food.
Per l’edizione 2026 i tatuatori raddoppiano perché la domanda esiste ed è più ampia dell’offerta. La fedeltà alle catene di ristorazione, in Italia, ha raggiunto lo stadio che i manuali di marketing chiamano "identificazione", cioè quel legame che di solito si riserva solo per la squadra del cuore.
Il precedente di Domino’s, bloccato dopo cinque giorni
Quella di Modena non è una trovata originale, perché ci aveva già pensato Domino’s, la catena statunitense di pizzerie, nell’agosto del 2018. La filiale russa aveva promesso cento pizze l’anno per cento anni a chiunque si tatuasse il logo in un punto visibile del corpo e ne pubblicasse la fotografia sui social, salvo ritrovarsi sommersa dalle adesioni: la campagna, prevista per due mesi, si è chiusa dopo cinque giorni, con il premio ristretto ai primi 350 partecipanti e un regolamento riscritto in corsa per limitare i danni.
Perché il marchio ha puntato sul tatuaggio
Il tatuaggio pubblicitario sposta il costo della campagna sul consumatore, che si trasforma in insegna vivente senza percepire compenso, e produce esattamente il genere di immagini che circolano da sole sui social. Un cliente con il logo sul polpaccio, del resto, dura molto più a lungo di qualunque affissione, non prevede canone e sopravvive tranquillamente al cambio di agenzia pubblicitaria.
L’oggetto dello scambio, intanto, è il pollo fritto nato negli anni Quaranta in Kentucky dal mix di undici erbe e spezie del Colonnello Sanders, oggi servito in oltre trentamila ristoranti nel mondo, 153 dei quali in Italia. Il marchio, alla fine della fiera, si porta a casa un cartellone che cammina, respira e paga pure il conto il giorno in cui il coupon smette di funzionare.