8 Giugno 2022 13:36

Perché le ciliegie costano così tanto? I 5 motivi principali

Il prezzo delle ciliegie è sempre stato alto, è un frutto costoso, ma quest'anno ha avuto un'impennata nel prezzo a causa di diversi fattori, tra cui la guerra, i cambiamenti climatici e la crisi energetica. Vediamo di capire i perché dietro questi aumenti.

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Da diversi giorni non si fa che parlare del prezzo delle ciliegie: ovunque le persone si chiedono come mai questi frutti tanto buoni siano arrivati a costare anche 14 euro (come a Genova) o 18 euro al chilo, come a Milano. Prezzi più "umani" a Firenze, Bologna, Bari, Roma e Napoli ma queste città si fanno forza su una produzione interna del prodotto che abbatte i costi di trasporto. Cerchiamo di capire da cosa dipende il boom sul prezzo delle ciliegie nel 2022.

Perché le ciliegie costano così tanto quest'anno?

Da un'analisi effettuata da Coldiretti sui dati Istat di aprile si evince un aumento dei prezzi di produzione dell’industria alimentare italiana, nel complesso, del 14%. In agricoltura i rincari sono esorbitanti, addirittura tre cifre: +90% dei mangimi, +129% per il gasolio industriale, +170% per i concimi. Ovviamente la guerra in Ucraina ha fatto impennare i costi di produzione un po' ovunque ma nel settore agroalimentare il conflitto sta colpendo più duramente che altrove.

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Le ciliegie subiscono tutto ciò con "l'aggravante" di essere un frutto costoso già in tempo di pace. Grosso gap da colmare per abbassare il prezzo, soprattutto al Nord Italia, è il trasporto: il balzo dei prezzi dei carburanti ha amentato i costi, riducendo al contempo la redditività. In Italia la regione che produce più ciliegie è la Puglia, con le sue Ferrovia originarie delle Murge, e le ciliegie viaggiano tutte su strada. Il 34% di tutte le ciliegie italiane provengono dalla provincia di Bari, colpita quest'anno da una grave siccità e da un aumento dei costi della manodopera. Le ciliegie necessitano di grande maestria sia in fase di coltivazione sia in fase di raccolta: questi frutti sono colti a mano, non esiste ancora una macchina in grado di sostituire l'uomo.

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All'aumento del carburante va aggiunto l'aumento dell'elettricità: al Corriere della Sera un coltivatore ha detto che nel 2021 spendeva 6 centesimi al KWh, quest’anno arriva a 30, ovvero il quintuplo. Con questa cifra le ciliegie dovrebbero costare 3 euro al chilo alla fonte ma la grande distribuzione continua a pagarle 1,80 euro creando un grande scompenso e una delle più grandi ingiustizie del nostro Paese. Sottolineiamo che anche lo scorso anno le ciliegie costavano circa 15 euro al chilo e venivano pagate solo 1 euro ai pugliesi, cosa che ha portato a una dura protesta dei contadini nel luglio 2021: hanno gettato a terra il proprio prodotto piuttosto che sottostare a questa non scritta legge di mercato. Hanno ottenuto un aumento di 80 centesimi ma è ancora troppo poco per la sostenibilità del prodotto. Tommaso Battista, presidente di Copagri Puglia, ha detto al Nuovo Quotidiano di Puglia che questa è una vera speculazione di mercato.

Perché le ciliegie sono così costose

Le ciliegie sono deliziose, offrono tanti benefici per la salute ma sono effettivamente molto costose. Quest'anno c'è un aumento dei prezzi, è vero, ma in realtà sono sempre state tra i frutti più cari di tutto il banco alimentari. Cerchiamo di capire cos'è che fa lievitare così tanto il prezzo di questi deliziosi gioielli della natura.

  1. Il primo motivo è la stagionalità: le ciliegie vivono per pochissimo tempo. I primi frutti arrivano sul mercato a un prezzo altissimo, poi si abbassano dopo un po' e si rialzano verso la fine. Il periodo di vendita è ridotto anche dalla fioritura degli alberi: dal momento in cui i ciliegi producono i frutti e vengono poi raccolti, c'è bisogno di un tempo tecnico per far arrivare il prodotto nei negozi. La stagione delle ciliegie va e viene abbastanza rapidamente.
  2. La forza lavoro è fondamentale: i ciliegi sono alberi molto difficili da gestire, sono delicati e possono essere coltivati solo in alcune aree del nostro Paese. Le aziende agricole in grado di offrire uno standard elevato sono pochissime, tutto il raccolto è soggetto alle condizioni metereologiche e vanno tutte raccolte a mano, una per una. Questo processo è molto costoso.
  3. La quota delle ciliegie biologiche è bassissima proprio in virtù della difficoltà nella coltivazione. I frutti sono perfetti incubatori di funghi e i fungicidi per le ciliegie sono molto costosi. Un buon prodotto chimico ha un impatto davvero significativo sul costo complessivo degli agricoltori. Più costano al contadino, più pagherà il consumatore finale.
  4. I cambiamenti climatici e le precipitazioni abbattono il raccolto. Anche le gelate distruggono gli alberi ma purtroppo tutto questo non può essere controllato: solo un'annata con condizioni climatiche perfette potrebbe portare a un gran raccolto e alla diminuzione del prezzo delle ciliegie. Purtroppo con tutti i cambiamenti climatici a cui assistiamo quotidianamente, questo sembra più un miraggio che una possibilità.
  5. Ultimo ma non ultimo: il trasporto, che costava tantissimo anche prima dell'invasione russa ai danni dell'Ucraina. Le ciliegie vanno trasportate con delicatezza, in appositi vani frigo. Per questo stesso motivo c'è una grande varietà di prezzo a seconda della regione in cui vivi: ci sono centinaia di varietà di ciliegie in Italia anche se quelle vendute in massa sono solo una decina. Quasi tutte vengono da Puglia, Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio: queste cinque regioni rappresentano il 91% dei terreni coltivati a ciliegie in Italia e sono responsabili dell'85% del prodotto. Va da sé che in queste regioni le ciliegie costino un po' di meno, soprattutto in Campania la cui produzione è quasi tutta per la vendita interna.
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