La pasta è un ingrediente cardine della nostra alimentazione, un piatto che non manca mai sulle nostre tavole e che ci rappresenta in tutte le cucine del mondo. Come tutte le cose importanti che godono di grande fama, anche la pasta è circondata da falsi miti ed errate convinzioni che molto spesso si trasformano in cattive abitudini in grado di rovinare il nostro piatto di bucatini o rigatoni. Avete mai sentito dire che mangiare la pasta la sera fa ingrassare? E il trucco dell'olio per non farla attaccare, vi ricorda niente? Dalla cottura al condimento, passando per curiosità quanto incredibili convinzioni, ecco tutti i miti da sfatare sulla pasta.

1. La pasta fa ingrassare

Il più comune e il più scontato tra i miti da sfatare sulla pasta è senza dubbio che questa faccia ingrassare. Intendiamoci, in cucina nulla "fa ingrassare" o "fa dimagrire" di per sé: è sempre l'utilizzo, la scelta e il consumo che facciamo di un ingrediente a renderlo più o meno salutare e adatto alla nostra alimentazione. Nel caso della pasta quello che conta è scegliere una pasta di buona qualità, meglio se integrale e non a base di farina bianca, non esagerare nelle porzioni, che significa non mangiarla più di tre volte alla settimana e non superare gli 80 grammi a commensale, e abbinarla a grassi buoni e condimenti proteici. La pasta integrale è più digeribile e ha un indice glicemico più basso, non a caso è presente anche nelle diete ipocaloriche e dimagranti, purché cotta al dente e abbinata a legumi o altre fonti proteiche. E poi scusate, ma davvero possiamo credere che un piatto di spaghetti al pomodorino fresco con un filo di olio extravergine a crudo possa farci ingrassare, scherzate vero?

2. Meglio non magiare la pasta a cena

Quante volte ci siamo sentiti dire che la pasta non andrebbe mangiata la sera perché "troppo pesante" o perché rallenterebbe il metabolismo facendoci ingrassare? A conti fatti possiamo affermare che anche in questo caso si tratta di un falso mito, legato all'idea sbagliata che i carboidrati non vadano assunti poche ore prima di andare a dormire. Abbiamo una serie di appunti da fare: i carboidrati (così come le vitamine e le proteine) sono essenziali in una dieta equilibrata ed è per questo che il modo migliore per consumarli è distribuirli durante tutta la giornata, dalla colazione alla cena, senza esagerare in nessun pasto. C'è inoltre un'altra regola da non sottovalutare: la scelta del tipo di pasta (sempre meglio integrale) e l'abbinamento con cui viene servita ci permettono di mangiare la pasta anche la sera senza paura di trovarci qualche etto in più.

3. Più cuoce, più è digeribile

Al di là delle scuole di pensiero su come sia più buona, sostenere che la pasta sia più digeribile se cotta più del dovuto non è solo falso, ma anche scientificamente sbagliato. La pasta è più facile da digerire e riduce l'indice glicemico del pasto solo se cotta rigorosamente al dente (abbiamo detto al dente, non cruda). Perché? Quando mangiamo la pasta al dente, ci ritroviamo a masticare di più: così facendo, stimoliamo la produzione di succhi gastrici in grado di rendere più lenta l'assimilazione del glucosio presente negli amidi e abbassare quindi l'indice glicemico.

Da non sottovalutare poi il fatto che la pasta al dente garantisce un maggiore e più duraturo senso di sazietà: in questo modo non rischiamo di mangiare "più pasta" del dovuto e di non avere fame poco aver finito di mangiare. Ultimo ma non per importanza: come essere sicuri di portare in tavola una pasta perfettamente al dente? La risposta è legata indissolubilmente alla qualità della pasta: un prodotto di buona/alta qualità cuoce al dente nel tempo previsto sulla confezione; se siete costretti a scolarla prima del dovuto, forse state mangiando un prodotto di scarsa qualità.

4. La pasta senza glutine fa dimagrire

La pasta senza glutine è semplicemente senza glutine, non più leggera o più digeribile e nemmeno più adatta a chi segue una dieta dimagrante: non lasciatevi ingannare da una scorretta informazione e non rinunciate alla pasta di grano duro a meno che non soffriate di celiachia o intolleranza al glutine. Preferire la pasta senza glutine a quella di grano duro pensando di dimagrire è scientificamente privo di fondamento: anche in questo caso sono la qualità della pasta, le porzioni e il condimento a fare la differenza.

5. Aggiungere un filo d'olio non fa attaccare la pasta

Ok, lo ammettiamo: anche noi una volta abbiamo aggiunto un filo di olio alla pasta in cottura perché convinti che questo avrebbe impedito ai nostri rigatoni di attaccarsi. Va però detto a nostra discolpa che eravamo all'università e avevamo poche e scarse informazioni. Non fate il nostro errore: usare l'olio in cottura non serve a nulla se non a sprecarlo; è infatti dimostrato che questo resta in superficie e non si scioglie completamente in acqua. Il modo migliore per non far attaccare la pasta è semplicemente girarla spesso: l'olio meglio conservarlo per condire "a crudo" il vostro piatto di spaghetti.

6. Scolare sempre tutta l'acqua

Scolare tutta l'acqua e lasciarla scorrere nel lavandino non è solo scorretto ma è proprio una cattiva idea. L'acqua di cottura vi aiuta ad amalgamare meglio qualunque tipo di sugo e condimento; inoltre può essere riutilizzata in tantissimi modi: per pulire e sgrassare i piatti, per preparare pane e lievitati e perfino come rimedio naturale per ammorbidire i capelli. Il nostro consiglio è di munirvi di uno scolapasta ad impugnatura e saltare la pasta nel condimento: in questo modo sfrutterete l'acqua di cottura rimasta "attaccata" alla pasta a cui, se necessario, potrete aggiungerne dell'altra.

7. Pasta: primo piatto o piatto unico?

Siamo abituati a pensare che la pasta sia il "primo" piatto: vero ma non verissimo. In un'alimentazione sana ed equilibrata e una dieta bilanciata la pasta dovrebbe essere più un piatto unico che un primo piatto a cui far seguire secondo e contorno. Perché? Per non esagerare con le calorie e assimilare all'interno di un unico pasto carboidrati e proteine, meglio se nelle stesse proporzioni e farlo garantendo un basso indice glicemico. Le proteine, unite ai carboidrati, diminuiscono l'apporto glicemico, aumentano il senso di fame e permettono un maggior controllo degli zuccheri nel sangue.