31 Agosto 2021 15:00

Oyasai Crayons, i pastelli giapponesi nati da patate, carote e altri scarti

Pastelli per bambini e adulti interamente realizzati con gli scarti di alimenti: dai colori alle carote, a quelli alle patate viola, passando per quelli ai ribes e al bambù. Si tratta degli Oyasai Crayons, una linea di colori naturali ideali per disegnare, nati dalla volontà della grafica giapponese Naoko Kimura, e realizzati con gli scarti del cibo, in particolare con riso e verdure.

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A cura di Redazione Cucina
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Immagine di ideahuntr.com

Nessun prodotto di sintesi, nessuna traccia di cera d'api o paraffina. Stiamo parlando degli Oyasai Crayons, pastelli colorati nati dalla volontà della grafica giapponese Naoko Kimura, e realizzati con gli scarti del cibo, in particolare con riso e verdure. Un'idea geniale per dei colori attualmente commercializzati in quasi tutta l'Asia e non solo, dal Giappone fino a Singapore, comprese Corea del Sud, Hong Kong, Dubai e perfino negli Usa.

Come sono fatti gli Oyasai Crayons

Scarti di frutta e verdura, foglie, bucce, rametti e steli: basta questo per dare vita a una linea di pastelli vegetali e vegan, trasformando dei rifiuti da smaltire in un'occasione per produrre altro. Alla base dei pastelli ci sono la cera di crusca di riso solida e l'olio di crusca di riso: anche in questo caso si tratta di scarti derivanti dal processo di lucidatura del riso che altrimenti andrebbero smaltiti. I vari colori, inoltri, sono realizzati con scarti di altri ingredienti: si tratta di una linea di 10 colori, ricavati da patate dolci, carote, barbabietola, patate viola, cipolle, mele, ribes neri, bardana e carbone di bambù (takesumi). Ogni pastello è realizzato interamente con materiali commestibili e naturali, in modo che i bambini possano usarli in tutta sicurezza.

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"I pastelli sono fatti con veri scarti di verdure e frutta – ha spiegato la designer, che aveva necessità di trovare pastelli in materiali naturali per i propri figli – Ad esempio, il colore Cabbage utilizza le foglie di cavolo esterne, spesso scartate o lasciate a terra come compost, mentre i nostri pastelli Apple sono fatti con le chips di mele disidratate. In entrambi i casi, le parti raccolte per noi dagli agricoltori rinascono come ingredienti per i pastelli". Un modo per mettere insieme diverse esigenze – quella del conferimento degli scarti alimentari e quella della produzione dei pastelli – che potrebbe aprire le porta per altri interessanti progetti in futuro.

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Foto di copertina: ideahuntr.com

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Quello che i piatti non dicono
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