Il 4 maggio, con l’inizio della Fase 2 in Italia, parte l’asporto in tutti i ristoranti e bar della nazione? Sbagliato. Nella serata di ieri il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha smentito il presidente del Consiglio: tutto rimandato al 18 maggio o forse direttamente al 3 giugno. La notizia gela gli addetti ai lavori che avevano intravisto uno spiraglio di speranza nelle parole di Conte sia per l’asporto sia per l’apertura dei ristoranti (il premier ha indicato l’1 giugno come data possibile), ma le parole di Patuanelli hanno chiuso le porte a questa possibilità.

Il caos della delibera Conte

Per le successive 24 ore dal discorso del presidente del Consiglio ha tenuto banco la questione dei congiunti, nella tarda serata è entrato a gamba tesa il tema dell’asporto.

Sembrava tutto fatto, il via libera avrebbe aiutato ulteriormente le attività di ristorazione, una delle più penalizzate, ma Patuanelli precisa a Quarta Repubblica: "Dal 4 maggio continua a valere la regola del domicilio e non dell’asporto.  L’asporto sarà in una seconda fase che prevediamo essere probabilmente quella della seconda metà di maggio o forse di quella successiva a seconda anche di cosa succederà con queste riaperture, però vale il principio di prima. Io credo che l’importante sia mantenere il distanziamento, mantenere l’uso della mascherina, l’uso dei guanti, l’igienizzazione delle mani, credo che siano comportamenti che ormai sono entrati nelle dinamiche sociali e ribadisco purtroppo perché sono qui da 60 giorni e non vedo la mia famiglia". Parole che avrebbero bisogno di un’ulteriore chiarezza da parte degli organi governativi perché questo caos non fa bene agli italiani.

La notte dei divieti in Campania

"Non si può far organizzare tutti e creare il caos mezz’ora prima dell’apertura", comincia così il video di Egidio Cerrone, titolare di Puok Burger Store, che ieri si è trovato in un’incresciosa situazione prima della riapertura a Napoli. Nella confusione delle norme nazionali, c’è una confusione ancora più grande nelle norme regionali. In Campania da ieri c’è stata la riapertura del delivery ma è stato una vera baraonda. "Siamo tutti bloccati, non possiamo partire con il servizio di delivery perché i vigili non ce lo hanno concesso anche se loro stessi ammettono che è assurdo! I riders sono tutti fermi in città perché c’è bisogno di chiarimenti da parte del governatore De Luca".

L’ex sindaco di Salerno il 25 aprile ha cambiato l’ordinanza con orari e nuove disposizioni, dimenticando di inserire le paninerie (locali nati per l’asporto anche "in tempi di pace"). Questo ha costretto le forze dell’ordine a intervenire creando un grandissimo danno ai tanti che si erano adoperati per cominciare a lavorare, facendo rientrare i dipendenti dalla cassa integrazione.

Le regioni che già permettono l’asporto

In tutto questo marasma di regole, contraddizioni e lungaggini, tante regioni hanno già permesso l’asporto negli ultimi giorni tramite l’uso di una prenotazione telefonica oppure online. Ad aprire le danze è stata la Toscana, seguita dall’Abruzzo, poi Veneto ed Emilia Romagna: dopo la prenotazione basta recarsi nell’orario concordato al punto vendita e ritirare il cibo mantenendo le distanze e indossando la mascherina. Le differenze tra regione e regione, la poca chiarezza dei decreti nazionali e locali, sta creando una situazione di anarchia che potrebbe essere molto pericolosa in questa Fase 2.