Combattere le fake news, soprattutto in pandemia, è un punto nevralgico della società contemporanea ed è su questa linea di principio che nasce la banca dati sulla sicurezza alimentare di Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Informazioni chiare sui cibi, sul contrasto alle frodi e su tutto il sottobosco di false notizie che popola i social network. L’infrastruttura di ricerca è stata chiamata Metrofood-ri (Infrastructure for Promoting Metrology in Food and Nutrition) e sarà coordinata da 2.200 ricercatori di 18 Paesi europei impegnati sui temi della sicurezza alimentare, della qualità del cibo, delle sofisticazioni e contraffazioni, impatti per salute, lotta alla fame e agli sprechi.

Come funziona la banca dati

I ricercatori raccolgono sul portale tutte le pubblicazioni scientifiche, i documenti ufficiali e le raccomandazioni da parte degli enti per fornire approfondimenti e analizzare i legami tra il covid-19 e l’alimentazione seguendo tutta la filiera alimentare, dal produttore al consumatore.

I contenuti sono divisi in due sezioni: "Ricerca, Ispezione & Controllo" e "Produzione & Consumo" e sono pensati per dare delucidazioni in merito alle relazioni tra il virus e il cibo. Claudia Zoani, ricercatrice della Divisione Biotecnologie e Agroindustria e coordinatrice di Metrofood-Ri, ricorda al Sole 24 Ore che non ci sono prove scientifiche della trasmissione del virus tramite il consumo di cibi ma che "in questo momento è essenziale promuovere una corretta informazione". La comunità scientifica fin dagli albori della pandemia ha concordato sull’impossibilità di trasmissione attraverso l’alimentazione ma è stato dimostrato l’impatto che una dieta salutare ed equilibrata abbia sulla resistenza del nostro corpo (al Covid-19 come alle altre malattie).

Durante la pandemia sono sbucate fuori alcune fake news molto pericolose che i ministeri della salute dei paesi coinvolti hanno dovuto smentire duramente, come l’uso della candeggina per i gargarismi in Italia, o l’uso della cocaina a "scopo terapeutico" in Francia. Tutto questo sarà molto più facile da smascherare grazie alla banca dati sia per i singoli utenti che per il mondo dell'informazione.

I ricercatori che partecipano a Metrofood-Ri hanno anche lanciato una campagna social per informare il maggior numero di utenti possibile, fornire indicazioni utili e rispondere a dubbi e domande di produttori e consumatori.